Tecnica

Winter evolution nel Grande Fiume

Di Capomolla Pino pubblicato il 04/03/19

                                             WINTER EVOLUTION NEL GRANDE FIUME

 

Siamo nel pieno della stagione invernale con temperature spesso sotto lo zero termico, condizioni climatiche non favorevoli e confortanti per chi pratica il Carpfishing. Molti carpisti in questa stagione preferiscono appendere le canne al chiodo, rimanendo a casa al calduccio. Altri invece iniziano a prepararsi una buona scorta di boiles per non trovarsi sprovvisti quando arriva la primavera. Poi c’è un'altra schiera di carpisti, angler coraggiosi e temerari, disposti ad affrontare temperature sottozero, ghiaccio, nebbia, vento freddo e pioggia, spinti dalla voglia di catturare e perché no ambire anche alla cattura di qualche Big Fish. Chi ama il Carpfishing invernale può  sembrare un folle che passa l’intera giornata e nottata in una tenda, dove le uniche fonte di calore sono la tazzina di caffè appena fatto e la stufetta a gas, ma io lo considero un vero e proprio gioco di forza e coraggio che si disputa tra l’angler cacciatore di carpe, tenace e intrepido che ama la sua passione 365 giorni all’anno, contro la fredda e dura stagione invernale.

 

 

 

Un mito da sfatare

In passato la pesca della carpa, nei mesi invernali, veniva vista dai vecchi pescatori del tutto improduttiva.Visto gli scarsi risultati e la poca conoscenza sul comportamento dei ciprinidi nelle varie stagioni, molti appassionati appendevano le canne al chiodo e solo in pochi tentavano la fortuna. Tutto questo portò al diffondersi tra di loro di una teoria, secondo la quale le carpe in inverno rintanandosi nelle buche più profonde, vanno a sprofondare nel fango rimanendo li ferme come in una sorta di letargo. Anni dopo grazie all’avvento del Carpfishing e delle moderne tecniche di pesca alla carpa, questa vecchia leggenda folcloristica fu sfatata e oggi la pesca della carpa in inverno non è più una missione impossibile, ma viene vista e interpretata in modo diverso avendo a disposizione rispetto al passato attrezzature evolute, materiali e esche in grado di far fare bingo, anche in condizioni climatiche estreme.  Nel periodo invernale il fiume può regalare grosse sorprese inaspettate, ma anche sonanti cappotti come si suole dire in gergo, lasciandoci con l’amaro in bocca. Per avere successo è indispensabile conoscere molto bene non solo il luogo, ma anche in modo minuzioso il tratto di fiume o il settore dove andremo a calare le nostre esche. E’ molto importante arrivare nel periodo invernale avendo accumulato più informazioni possibili nei mesi precedenti, esperienze sulle sessioni, e tenere ben focalizzati la conformazione dei vari spot. Un altro aspetto da tenere in considerazione e sotto controllo, sono i vari periodi di piena che possono cambiare i letti e le rive dei fiumi; infatti uno spot che è stato proficuo mesi prima o l’anno precedente, non è detto che sia catturante allo stesso modo, così come posti non proficui in precedenza possono diventare degli ottimi spot. Il mio consiglio è quello di munirsi di ecoscandaglio, vanno benissimo anche quelli portatili tipo il Deeper, il quale ci consente di scandagliare il fondo da riva tramite l’utilizzo della canna da pesca. Da scandagliare sempre il posto dove peschiamo dopo una piena, per verificare se il fondale è mutato.

 

 

 

Comportamento della carpa in inverno

Nei fiumi e nei canali, la temperatura dell’acqua ha qualche grado in più rispetto alle acque ferme (lago, cava)essendo in movimento, quindi quando il termometro scende a picco è ora di andare a cercare le nostre amiche baffute in corrente. Prima di parlare degli spot più idonei, vorrei soffermarmi sul metabolismo della carpa che essendo un animale a sangue freddo nella stagione invernale subisce un notevole rallentamento, infatti questo rallentamento è legato strettamente alla temperatura dell’acqua per cui quando la temperatura dell’acqua inizia ad abbassarsi sotto i 10° le capacità metaboliche della carpa iniziano a diminuire sempre di più. Risultato: la carpa mangia di meno e le possibilità di catturare diminuiscono drasticamente. Durante la stagione autunnale la carpa si sposta in lungo e in largo nel fiume in cerca di cibo, alimentandosi in modo regolare e massiccia per immagazzinare più energie possibili sottoforma di grassi in vista dell’inverno, mentre in inverno limita i suoi spostamenti per non sprecare appunto troppe energie, alimentandosi poco e impiegando più tempo nella fase di digestione.

 

Dove pescare?

Come abbiamo detto prima in inverno la carpa tende a spostarsi il meno possibile cercando le cosiddette zone di stazionamento, quindi i punti di riferimento su cui ci soffermeremo sono tanti: punti a ridosso delle massicciate, vari ostacoli sommersi, i piloni dei ponti, grossi massi di vecchie massicciate rotolati in acqua, tronchi di alberi caduti in acqua o trasportati dalle piene, sassaie, buche profonde, dove si deposita il cibo trascinato a valle dalla corrente e grossi salti del fondale. Molto proficue sono anche le poche zone di vegetazione sommersa rimaste, avendo la fortuna di trovarle, fonte di nutrimento naturale. Avendo la fortuna di avere il Grande Fiume a pochi chilometri da casa e visto che il 90% delle mie sessioni di pesca si svolgono proprio lungo le sue sponde, per esperienza personale posso dirvi che gli orari più produttivi per avere qualche chance di cattura vanno dall’alba fino a metà mattinata, ma anche durante le ore notturne.

 

Pasturazione

Prima di iniziare una campagna di pasturazione in fiume, a breve o a lungo termine che sia, è sempre meglio premunirsi in anticipo, dando un’occhiata alle condizioni meteo a lungo termine. Infatti, basta una perturbazione per fare alzare il livello del fiume rendendolo non solo impescabile, ma vedere vanificato il nostro lavoro, perché oltre al tempo che ci porta via, l’esborso economico per mantenere uno spot pasturato è notevole, specie se peschiamo da soli e questo sicuramente non ci farà di certo piacere. Individuato e scelto lo spot più idoneo a nostro avviso per sfidare in corrente le nostre amiche, iniziamo la pasturazione che in questo periodo andrà fatta con moderazione senza esagerare. Bastano pochi quantitativi giornalieri di boiles accompagnati magari da qualche agglomerato composto da polenta, pellet e boiles di piccolo diametro per preparare a dovere lo spot. Gli spot che prediligo io e quelli più fruttuosi, sono quelli situati nell’immediato sotto riva: massicciate e dove il fondale presenta variazioni rilevanti. Per catturare in Po infatti non serve lanciare i nostri inneschi il più lontano possibile, ma pescare in modo marginale. Il mio metodo di pasturazione consiste nel lanciare in acqua un blocco di polenta e, servendomi di un cucchiaione, 1 kg di boiles 50 metri circa a monte da dove andrò a calare gli inneschi. Ripeto l’operazione il giorno seguente, utilizzando solo 1kg di boiles e lascio riposare lo spot il terzo giorno.  Il quarto giorno inizia la mia sessione di pesca che varia dalle 12 alle 24 ore.

 

Terminali e montature

Essenzialmente nella stagione invernale utilizzo due tipologie di terminali e montature, in base allo spot di pesca. Pescando a ridosso delle massicciate collego alla lenza madre 4 metri di shock leader da 0,60 mm con ottime caratteristiche anti- abrasione, inserisco una safety clip inserendo non un piombo, ma un sasso rigorosamente a perdere per preservare la sicurezza del pesce, legato con un elastico in modo che si stacchi durante la ferrata evitando il rischio di incaglio tra le rocce: inoltre il sasso lo si può trovare sul posto di pesca, costa 0 euro e non inquina. Il terminale invece è composto da 20 cm di fluorocarbon morbido da 40 lb, creando un semplice d-rig che utilizzo sia per le presentazioni Snow-man e sia per gli inneschi singoli, amo size 2-4 robusto a punta rientrante. Pescando nelle buche o su fondali con variazioni accentuate o nei classici canaloni marginali, utilizzeremo sempre una safety clip montata sulla lenza madre, inserendo un piombo piatto a forma di grip 120-150 gr in base alla forza della corrente. Questo sistema crea più attrito rispetto ad una montatura con piombo in linea, evitando il rotolamento del piombo stesso. Gli ami sempre robusti e a filo spesso ma con punta dritta e affilata, montati su un dacron da 25 lb utilizzando un classico line-aliner o un blow back rig per i nostri inneschi, ad omino di neve, boiles singola o ad assetto neutro. Utilizzando 3 canne mi piace differenziare non solo la presentazione dei rig, ma anche l’esca.

 

Esche e self made per il fiume Po

Per chi è un amante del self made, per esperienza personale posso dirvi che sviluppando unmixagranulometria grossa, composto da birdfood, farine precotte e farine attrattive con l’aggiunta di spezie, otteniamo un costrutto digeribile in grado di interagire in modo veloce con l’acqua fredda. Personalmente non amo utilizzare semolati, ma la base del mio mix sarà composto da una buona percentuale di birdfood tecnico secco, TTX, farina di soia tostata, Robin red, farina di pesce predigerita e caseina. Per la parte liquida sceglieremo un aroma con solvente a base di alcol etilico, la cui dispersione in acqua avviene in tutte le direzioni in modo veloce adatto dunque per le acque fredde, abbinandolo con il liquid krill oppure il Bloodworm liquid extract, che sono due cibi liquidi naturali dal potere attrattivo davvero elevato. In fase di pesca per creare unamaggiore attrazione attorno all’innesco, e consigliabile usare uno stick mix con l’aggiunta di pellet bagnato con un attrattore liquido. Oltre alle boiles si possono utilizzare altre esche funzionali come il caro e vecchio mais, le pastelle e il classico bigattino utilizzato in inverno con successo, visto chele fredde temperature bloccano l’attività del pesce di disturbo. Mediante l’uso di una clip particolare chiamata Maggot clip, su cui infileremo una serie di bigattini meglio di colori diversi, creeremo un hair rig composto da una pallina di larve in movimento irresistibile per le carpe.   

 

Evolution Nothern Baits

Entrato da poco a far parte del Team Italia Nothern Baits ho avuto modo di provare in particolare una delle esche Top di gamma, in alcune delle mie sessioni giornaliere in Po. Un’ esca che rappresenta una new entry del catalogo 2019, già ricco di prodotti dove la qualità-prezzo è davvero invidiabile. Tutto questo reso possibile grazie anche alla facile reperibilità di molte materie prime da parte dell’azienda, nel proprio paese d’origine. Un’ esca all round utilizzabile in tutte le stagioni, ma particolarmente indicata per l’inverno. Evolution, è quello che la famosa azienda danese Nothern Baits si è preposta di offrire agli angler di tutta Europa, una vera e propria evoluzione nell’ambito delle esche per il Carpfishing utilizzando alcuni ingredienti chiave mai utilizzati prima in una boiles. Grazie alla ricerca avanzata nel corso di molti anni, e la stretta collaborazione tra azienda e laboratori è stato creato un prodotto completo, che può essere definito un vero e proprio capolavoro d’arte nella creazione di esche. Migliaia di test fatti in laboratorio ma soprattutto nei laghi e nei fiumi di tutto il Mondo, hanno dato risultati fantastici. L’Evolution è stata sviluppata dopo anni di sperimentazione per creare un estratto naturale delle piante, quindi di origine vegetale naturale, che andasse a potenziare il sistema immunitario delle carpe, aumentando contemporaneamente il desiderio di alimentarsi più a lungo rispetto al solito. L’Evolution contiene estratti di cannella, chili, maggiorana, timo e altri, sottoforma di oli essenziali. Contiene acidi grassi insaturi essenziali Omega 3, Omega 6 e Omega 9. Per aumentare la dolcezza e il gusto è stata inserita una grossa quantità di Betaina e zucchero. Per aumentare ulteriormente l’attrattività, sono stati inseriti una grossa quantità di insetti che la carpa trova nel suo habitat naturale, tra cui gamberi di acqua dolce, daphnia (piccoli crostacei chiamati comunemente pulci di acqua dolce), bloodworm e larve tritate + la miscela speciale di aminoacidi che viene usata con successo nella linea Milky Amino dall’ alto contenuto proteico, con una digeribilità pari al 100%. Questi sono alcuni elementi che formano il mix: farina di carne, farina di carne idrolizzata con 80% di proteine, farina di pesce LT, latte in polvere, fegato in polvere, lievito in polvere, vermi schiacciati, gamberetti schiacciati, daphnia e mosche d’acqua schiacciati, sale dell’Himalaya, proteine del sangue al 75%, betaina, zucchero, estratti vegetali, aromi, spezie, Evolution powder, e la miscela speciale di aminoacidi.

 

 

Evolution ai raggi X

Nel mix notiamo la presenza di una buona percentuale di estratti di varie spezie. Perché inserire le spezie in un mix? Oltre a dare un’impronta aromatica e gustativa al mix, danno un valido aiuto al pesce nella fase di digestione, in quanto vanno a stimolare le secrezioni dei succhi gastrici. Spezie come il timo e la cannella sono degli ottimi antibatterici naturali in grado di aiutare le carpe a combattere alcune malattie. Un'altra caratteristica delle spezie e la presenza di alcaloidi al loro interno che sono delle sostanze organiche di tipo vegetale, molto attrattive per il pesce che vanno ad influire sul sistema nervoso tramite i chemorecettori. Non a caso il famoso Robin red deve il suo successo di essere un grande attrattore per carpe, appunto per la presenza massiccia di alcaloidi contenute nelle spezie di cui è composto.

La Betaina è un prodotto derivante dalla barbabietola, viene utilizzata negli allevamenti di carpe nella produzione delle pellets. Il suo potere stimolante invoglia il pesce a cibarsi. Un attrattore molto utilizzato da anni nel Carpfishing, oltre ad avere proprietà antiossidanti e molto solubile in acqua, e quindi facilmente individuabile dai chemorecettori della carpa. Si trova in percentuali molto alte nel Green Lipped Mussel il famoso GLM utilizzato tanto dai carpisti.

La farina di Carne piace molto ai pesci, ha un profilo nutrizionale alto ed ha un gusto molto forte, permettendo di essere molto attrattiva.

La farina di pesce LT è una farina di pesce misto lavorata a basse temperature (low temperature) questo permette di mantenere inalterate le proprietà nutrizionali ed è molto digeribile. E’ consigliata per la costruzione di mix invernali ed ha buone proprietà nutrizionali.

Fegato in polvere è una farina molto fine di colore scuro, ha un livello proteico alto ed è un attrattore molto efficacie che funziona benissimo anche nel periodo invernale.

Himalayan salt è un sale naturale ricco di minerali. Le carpe hanno spesso il problema di non trovare abbastanza fonti di minerali in natura, e la loro mancanza possono evidenziare alcune deficienze come la perdita di peso e l’incapacità di digerire il cibo, quindi questo sale funziona come una sorta di toccasana per loro. Inoltre, il sale riesce a creare una sorta di nuvola salina lungo tutta la colonna d’acqua, attraendo le carpe.

Blood Plasma è una fonte proteica di alta qualità, molto solubile in acqua. Oltre ad essere un ottimo legate è un buon indurente per boiles, consentendo un’ottima dispersione degli attrattori.

Yeast ovvero polvere di lievito, uno dei primi ingredienti usati fin dagli anni 60’ dai pescatori inglesi nelle loro pastelle per la pesca alla carpa. Il suo utilizzo nel Carpfishing è dovuto al fatto che è un ingrediente gustoso e nutritivo che piace molto alle carpe. E’ ricco di vitamina B e Sali minerali, una certa quantità viene utilizzata nel mangime delle Koi.

Amino Blend uno dei cibi liquidi più usati in assoluto dai carpisti. Un prodotto polivalente che può essere usato in tanti modi: inserendolo nella parte liquida dei mix, per bagnare gli stick mix, nel metod mix, per bagnare i pellet, nei mix da spomb. Questo liquid food targato Nothern Baits, contiene un mix di tutti gli aminoacidi essenziali di cui la carpa ha bisogno. E’ composto da estratti di frutta, alghe e piante acquatiche, noccioline, pesce, fagioli, granchi e api, acido umico e sale dell’Himalaya. Aiuta la flora intestinale, quindi facilita la digestione e fornisce energia e benessere al pesce migliorandone la crescita. E’ un prodotto naturale al 100%.

Evolution Powder è un estratto speciale contenente diversi ingredienti. Quest’estratto è stato sviluppato sulla base di molti anni di sperimentazione, per creare un estratto naturale delle piante che potenzia il sistema immunitario dei pesci aumentando contemporaneamente il desiderio di mangiare più del solito. E’ un prodotto molto attrattivo e aumenta il tasso di crescita dei pesci.

 

Strategie invernali per il PO

L’acqua in inverno ha una caratteristica particolare, cioè più è fredda maggiore sarà la sua densità, quindi glilementi solidi e liquidi contenuti nella boiles faranno più fatica del solito ad interagire appunto con l’acqua. Detto questo l’esca più adatta al periodo in questione, dovrà avere delle caratteristiche in grado di lanciare segnali di cibo fin dai primi minuti di immersione e con continuità, stimolando ed invogliando anche la carpa più apatica ad alimentarsi. In questo caso per rendere più attrattiva un’esca, ricorriamo all’aiuto di un buon dip o dei liquid food. Per avere una sorta di mini pasturazione e un’attrazione a 360° attorno all’esca utilizziamo gli stick.

                                                                                                                              

 

 

                                                                                                                                                                                                                                   

   Pino Capomolla

   Nothern Baits Italy Team member

 

 

 

 

 

 

 


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