Tecnica

VIDEO! Fast Carp;il bigattino

Di Filippo Bulla pubblicato il 31/03/12



Ecco il primo di una serie di articoli riguardanti le brevi, brevissime sessioni in fiume ma non solo. Per aver successo anche quando il tempo a disposizione "ci è nemico" occorro svariati accorgimenti tecnici perché le sessioni di poche ore non possono essere affrontate come vengono affrontate le atre battute di pesca.


Il bigattino.
Scelta del settore, individuazione del tipo di esca, e la pasturazione sono i tre fattori che se focalizzati correttamente ci porteranno al successo. Per quanto riguarda la scelta del settore non riesco a fornire indicazioni precise perché questa decisione è fortemente condizionata da una molteplicità di fattori e risulterebbe impossibili elencarli tutti.

Per quanto riguarda la tipologia di esca e la pasturazione in questo testo vi indicherò passo a passo come aver successo in poche ore utilizzando semplice pastura da carpa e il classico bigattino.

Voglio iniziare questa serie di articoli parlando del bigattino perché a parer mio è l'esca che prediligo per la sua immediatezza nell'entrare "in pesca". Non voglio esprimermi sul perche di questa sua immediatezza; molti dicono grazie alle vibrazione, altri dicono perché rilasciano un acido terribilmente attrattivo ma a noi poco importa. Il bigattino ci fa catturare sempre e ovunque! A noi interessa questo.


Pesce di disturbo.
Il bigattino attrae qualsiasi specie ittica e questo potrebbe essere un problema. Il pesce cosiddetto di disturbo non sempre è nostro nemico perché con le vibrazioni che emana mentre si nutre della nostra pastura funge da richiamo per qualsiasi altro pesce. Ci "disturba" solo quando riesce ad inghiottire il nostro innesco ma fortunatamente ho constatato che questi piccoli pesci prediligono i bigattini lanciati in acqua per pastura piuttosto che inghiottire il nostro abbastanza voluminoso innesco.

Questi piccoli pesci non lasceranno in pace il nostro fiocco di bigattini quindi dovremmo essere in grado di constatare il suo sato senza dover recuperare e rilanciare ogni volta le canne arrecando così disturbo alle nostre carpe.

Per cercare di capire se l'innesco sia o meno in buono stato l'unica soluzione è osservare le punte delle canne. I segnalatori spesso non sono in grado di segnalare quando i piccoli pesci cercano di inghiottire il nostro innesco ma l'apicale di una canna "morbida" si.

Sono solito utilizzare canne di 1,75 libbre in modo tale da comprendere se il pesce di disturbo sia stato in grado o meno di rovinare il nostro innesco grazie all'osservazione dei cimini di queste. Con ciò non voglio dire che con canne di libraggio superiore non si riesca a pescare con il bigattino; è solamente più difficile notare la presenza di piccoli pesci nei pressi del nostro innesco.

Questi piccoli pesci non ci sono affatto nemici! Infatti il loro cibarsi dei bigattini e della pastura sul fondale attira l'attenzione anche delle carpe che si precipiteranno sull'area pasturata attirate, oltre che dalla pastura, anche dalle vibrazioni emesse dai piccoli pesci.


Azione di pesca.
Abbinato ai bigattini si dovrà utilizzare una tipologia di pasturazione altrettanto immediata: il method. Come ho già scritto in un mio articolo precedente il method, ovvero una semplice pastura sfarinata, è una tipologia di pasturazione immediata e di semplice utilizzo. Il method ha un potere attrattivo molto elevato che entra in azione pochi secondi dopo il suo contatto con l'acqua. L'utilizzo di pasture sfarinate abbinate al bigattino garantirà alla nostra azione di pesca un elevata immediatezza nell'iniziare ad attrarre le carpe.

Per quanto riguarda la pasturazione essa dovrà avvenire ogni mezz'ora. Sara una pasturazione continua e ogni volta lanceremo in acqua un paio di manciate di bigattini e tre o quattro palline di method della dimensione di una noce. Ovviamente se noteremo una forte attività da parte dei pesci potremmo intensificare la pasturazione ma senza mai aumentare la dose dei bigattini e delle palline pastura dove per "intensificare" intendo ridurre la distanza di tempo da tra una pasturazione e l'altra.

Il terminale da utilizzare è semplicissimo: classico nodo senza nodo fissando al posto del capello un "maggot clip". Gli unici accorgimenti da seguire sono le dimensioni dell'amo e il multifibre con il quale eseguiremo il nostro terminale. L'amo non dovrà superare la misura del n.8 e il multifibre utilizzato per la costruzione del nostro terminale dovrà essere necessariamente molto morbido. Morbido perché i bigattini non hanno un elevato peso specifico e una volta che la carpa si avvicinerà al nostro innesco quest'ultimo dovrà imitare l'assetto dei bigattini lanciati in acqua come pastura, se così non fosse insospettirebbe le nostre carpe allontanandole.


Video.
La pesca con il bigattino è spesso sottovalutata ma è uno dei migliori metodi per avere successo in poche ore di pesca. Per aiutarvi a capire ancor di più come utilizzare queste larve ho prodotto con la mia digitale un breve e semplice video presente qui su Carponline!


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(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)