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Vessati dal fisco....

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 14/10/16

Ieri mentre ero dall'altra parte del mondo ho pubblicato una notizia letta sul web e rimbalzata sui social; quella del camioncino preso dalla Guardia di Finanza con 350 chilogrammi di pesce evidentemente illegale che veniva spostato per alimentare chiaramente il mercato "nero", quello che per intendersi, fa fare i quattrini alla faccia nostra e di coloro che pagano le tasse.

Diciamolo chiaramente che è una cosa schifosa già l'idea che si possano portare carpe e siluri a vendere ad un mercato e che non esiste ragione al mondo per la quale questo che è una vera e propria risorsa venga distrutta per medioevali usanze che non tengono conto di nulla e che, sopratutto, non siamo nel Polesine post alluvione anni '60 o contadino ma, nell' industrializzato (sempre meno) 2016.

La pesca profesisonale nelle acque interne NON ha alcun senso, va abolita perché è totalmente ingiustificata. Tra l'altro a giorni pubblicherò un importante documento, sempre che riesca a finirlo, del valore della pesca commerciale contro quella ricreativa. Anticipo che le stime per l'Unione Eiuropea sono disarmanti per la pesca professionale che è solo un inutile costo che produce un indotto di molto (quanto...lo dico tra qualche giorno) , inferiore a quello sportivo. Ragion per cui una carpa, un carassio, un siluro, un perca o un gardon servono vivi e non morti come vorrebbe il profeta dei lipoveni e dei lucci verdoni...

Ogni riferimento agli alloctoni citati è assolutamente...pertinente..

Le amministrazioni pubbliche, di questo dovrebbero tenere conto e gradualmente revocare le licenze, smettere di concederne di nuove e togliere ogni facoltà a coloro che anche una sola volta (come in questo caso) violano la legge.

Cosa dice il Presidente della cooperativa in sintesi?

 "i pescatori professionali quando raggiungono un certo reddito preferiscono non passare dal mercato e vendere il pescato per conto proprio. Questo problema esiste perchè c'è una tassazione troppo elevata, infatti fino a 8500 euro sono esentasse, superati quelli si ha una tassazione del 23% che può arrivare al 33%".

Quindi mi pare di capire che questo gentiluomo giustifica il ricorso alla truffa e al nero e tutto è concesso una volta superati gli 8500 euro dichiarati.

A questo punto subentra un bellissimo post del Movimento Gruppo Siluro Italia che fa notare  che, poiché questa categoria di lavoratori ha delle agevolazioni invidiabili ....forse uniche tra TUTTI i lavoratori....., l'IVA al 23% è un ostacolo insormontabile....!!! Una vessazione.

Quindi tutti, diconsi tuti i lavoratori che pagano tasse anche al 60% (chi scrive ad esempio) è , parafrasando il MGSI, un coglione. 

Eh si perché se si becca con le mani nel sacco, pardon, nel polistirolo in cassette, un tizio che sta trafugando pesce illegale da cui guadagna con quel solo carico 5-700 euro (Ci rendiamo conto che il pesce che noi trattiamo con amore e cura, vale 5-700 euro ovvero quello che alcuni spendono solo per acquistare due canne di fascia media????), quanti la fanno franca?

Meglio non andare oltre perché si cerca di difendere l'indifendibile. Se uno soltanto di questi pescatori professionisti con tanto di agevolazioni fiscali, nessun periodo di fermo biologico e migliaia di chilometri di acque da distruggere, fa fuori 350 kg di pesce in una giornata (spero non ci fossero pesci morti da due o più giorni sai che intossicazione...!) cosa accade realmente OGNI GIORNO, TUTTI I GIORNI??

Qual'è il dato reale ed il danno cagionato ad un bene pubblico?

Qualcuni chiede che si crei una organizzazione che difenda i pescasportivi ma ci si dimentica che se sono qui a commentare il merito è del Movimento Gruppo Siluro Italia, sbeffeggiato, criminalizzato ed accusato di nefandezze e con il suo leader storico messo addirittura in quarantena (il Basco) che, mai come oggi, servirebbe come moralizzatore.

Lo scrive uno che è stato spesso critico con lui ma che ne rimpiange i contenuti, l'amicizia e la forza.

Chiudere la pesca professionale non è un costo per la società, non crea drammi sociali se è vero che ci sono decine di migliaia di persone che son in cassa integrazione e come dissi a Ferrara circa un anno fa.

Mettere i C.I. i professionisti italiani in regola con licenze e permessi  e chiudere alla pesca professionale tutto ciò che non siano laghi naturali sub alpini o vulcanici è l'unica via per chiudere per sempre questa situazione anormale.

Italiani ho detto, tutti gli altri non dovrebbero avere alcun permesso per poter fare soldi con i nostri pesci. E non prendetemi per razzista.


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