Tecnica

Vero & Falso

Di Alessandro Amarante pubblicato il 21/04/13

1) Nella pesca a lunga distanza è preferibile l'utilizzo della treccia VERO

Nella pesca  a lunga distanza, l' impiego della treccia, deve essere preso come scelta più ovvia, per diversi motivi. Primo tra tutti la treccia, a differenza del nylon non ha elasticità, e questo particolare aumenta, di molto, le nostre probabilità di portare il pesce a riva. Infatti,le partenze saranno segnalate in tempi minori, permettendoci quindi, di guadagnare secondi preziosi, soprattutto se la nostra azione di pesca si svolge in prossimità di alcuni ostacoli. Inoltre riusciremo ad avere un contatto diretto con il pesce, fin dalla ferrata e a dominarne le fughe verso i suoi sicuri punti di riparo.  L'unica pecca della treccia, possiamo riscontrarla, proprio nelle ultime fasi di combattimento, infatti vista l'assenza di  elasticità e il contatto diretto con il pesce, a pochi metri da riva, potrebbe succedere, che non riusciremo ad ammortizzare le fughe, rischiando quindi di slamarlo. Ovviamente questo problema possiamo impedirlo grazie alla frizione del nostro mulinello, che in questi casi, dovrà essere meno serrata possibile.

 

2) In acque limpide e pressate è meglio utilizzare terminali in fluorocarbon VERO

L' utilizzo dei terminali in fluorocarbon è una scelta che convince una larga fascia di appassionati, visto che, con tale prodotto possiamo ottenere ottimi risultati , in acque limpide, riuscendo a minimizzare la visibilità dei terminali e quindi a trarre in inganno un maggior numero di esemplari.

 

Inoltre, grazie alla sua rigidità potremmo impiegarlo per la creazione di terminali specifici e funzionali, in acque limpide, come ad esempio, una presentazione popup che sarà sicuramente meno visibile rispetto a gli altri prodotti.

 

 

3) Utilizzando boilies di grosso diametro si portano a riva pesci, di grossa mole FALSO

Se utilizzando boilies di grosso diametro, riusciremmo a portare a riva, esclusivamente carpe di notevoli dimensioni,

penso che, avremmo risolto uno dei quesiti, forse più importanti nel carpfishing riguardo la selezione della taglia. Questo modo di pensare, può trovare qualche fondamento nelle acque fluviali, dove, vista la presenza massiccia di pesci di disturbo, può portarci ad impiegare inneschi generosi, in modo da aumentare la taglia delle catture e a preservare, per un tempo maggiore la nostra boilie dagli attacchi dei piccoli pesci. Inoltre, va detto anche, che spesso i pesci di fiume hanno un apparato boccale maggiormente sviluppato rispetto ad altri esemplari, che vivono in ambienti come laghi e cave, quindi la possibilità di guadinare un pesce di  2-3 chili e una circostanza tutt'altro che rara.

Il discorso cambia radicalmente per gli ambienti ad alta pressione di pesca, cosa comune a molti laghi e cave presenti in Italia. Infatti in questi ambienti, l' utilizzo di boilies generose, non solo non aumenta la taglia delle catture, ma potrebbe addirittura portare alla mal riuscita della nostra intera sessione, non dimentichiamo infatti, che in queste circostanze ci troveremo ad affrontare carpe difficili che alla vista di un innesco grossolano, potrebbero facilmente allammarsi, tanto da decidere di non aspirarlo e cambiare settore. In questi casi l'utilizzo di boilies di piccolo diametro può essere la soluzione migliore, per cercare di catturare gli esemplari più grossi del bacino, che spesso riusciamo ad ingannare grazie a piccoli inneschi showman colorati o affondati dal diametro ridotto.

 

 5) I settori favorevoli del fiume possono cambiare anno dopo anno VERO

I fiumi sono continuamente erosi e trasformati dalla corrente, che giorno dopo giorno, ne modella le rive e i fondali. Infatti, può succedere che alcuni spot, che magari eravamo soliti frequentare, non producano più come una volta, riducendo la taglia ma soprattutto il numero delle catture. Queste situazioni possiamo riscontrarle a causa di  una piena improvvisa, oppure dopo l’ apertura di una diga a causa delle pioggie invernali.  Eventi come questi, sono capaci di aumentare la corrente a tal punto, da  spazzare via legnaie, detriti, canneti e a modellare il fondale, diminuendone drasticamente l’altezza di uno scalino o  la profondità di una buca, eludendo e azzerando tutte quelle  caratteristiche vincenti che avevamo considerato, per la scelta di quel specifico tratto.Le carpe fluviali fanno della propria vita un continuo spostamento, tra un settore e l’altro, stazionando in quei tratti, dove riescono ad assicurarsi un sicuro riparo e una fonte sufficiente di cibo, che le permetta,  di sostare in quella determinata zona, fino a quando ci sono i presupposti per poterlo fare.Il fiume vive di continue trasformazioni, e per riuscire a sfruttarlo al massimo delle proprie potenzialità bisogna capire, quando è arrivato il momento di lasciare uno spot per dedicarsi ad un altro.

 

4) Le tiger possono essere utilizzate in quantità massicce per le fasi di pasturazione FALSO

Nonostante la tigernuts sia ritenuta un esca altamente ricercata dalla carpa, c’è da dire, che il suo utilizzo deve essere

controllato e mai fuori misura.Infatti l’apparato delle carpe, fatica molto a digerire quantitativi esigenti di quest’esca che se utilizzata in modo eccessivo, è capace di portare nel tempo, addirittura alla morte dell’ esemplare.

Non a caso, spesso sentiamo dire che quest’ esca  è autopasturante, proprio perchè le carpe che se ne alimentano, le rilasciano attraverso le feci, in una forma non del tutto digerita, riportando sul fondale parte delle tiger che avevamo rigettato in acqua, facendo così, anche se involontariamente una nuova piccola pasturazione.

 


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)