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Ripamonti; Tevere, la vergogna che chiede chiarezza!

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 17/11/12

Ricevo poche ore fa questa lettera:

Ciao Roberto,

ti scrivo indignato della situazione che si è venuta a creare sulle sponde del nostro amato Tevere. Come ben saprai la piena ha provocato tantissimi danni al territorio, e ulteriori problemi si sono verificati subito dopo il passaggio dell'onda, danni che, secondo me, potevano essere limitati. Spiego: in tutta la nostra zona, cioè dalla diga di Prima porta in su, si sono verificati gravi smottamenti delle sponde che hanno ceduto, portandosi dietro alberi secolari e tonnellate e tonnellate di terra. A mio avviso il deflusso dell'acqua è stato troppo veloce, così da non permettere ai detriti di rimpiazzare il difetto provocato dalla forza della corrente. Il problema si pone proprio in questo momento, dato che le rive sono ancora soggette a frane e smottamenti, pericolosissime per qualsiasi pescatore, e non, che voglia sostare nei pressi del fiume. Un errore c'è stato ( secondo me): le dighe sono state aperte troppo tardi? O lasciate aperte troppo a lungo?E cosa succederà alla prossima piena, quando tutta questa terra si dirigerà verso Roma?

Ti chiedo di provare a far luce su questo argomento, menzionando questo disagio sul tuo editoriale on line, e mettendo in allerta tutti gli interessati, pregandoli di valutare bene la situazione quando torneranno su i loro spot.

Come al solito la colpa va ricercata nelle istituzioni che non facendo scelte preventive mettono a repentaglio la sicurezza del territorio e della popolazione, scelte inadeguate che non concepiscono una visione in prospettiva del problema.

Ringrazio anticipatamente per l'attenzione

Riccardo Giubilei

Presidente TRN Carp Team

Intanto ringrazio per la grande fiducia che viene riposta nella mia persona.

Pubblico volentieri questa testimonianza perché segnala ancora una volta che la pessima gestione dei corsi d'acqua è una bomba nuclare che sta scoppiando.  Guardate cosa è accaduto sul Marta a Montalto di Castro (VT) dove TUTTE le barche ormeggiate in un fiume con la peggiore foce e la peggiore gestione delle acque (un piazzale per auto sulla tangente della corrente posta a soli due metri sul livello medio del fiume) che io abbia mai visto, sononstate spazzate via e sono affondate readno un esempio di tragico reef artificiale.

Tragico perché i pescatori della locale cooperativa (a cui va tutta la mia solidarietà), hanno perso tutto.

Ma di chi è la colpa, dei pescatori che cercano di lavorare o della amministrazione che in venti anni non è stata capace di capire, gestire, correggere e prevedere che quel piccolo fiume può diventare una bomba che ammazza e spazza via tutto?

Ma andiamo sul biondo Tevere.....

Il Tevere è, per l'amministrazione capitolina guidata dal pugliese Alemanno, una appendice probabilmente fastidiosa di cui ci si ricorda soltanto quando esonda oppure quando si scopre qualche cadavere. Per il resto, il fiume che dovrebbe essere partte integrante di Roma e della sua bellezza è una mezza fogna a cielo aperto entro cui si scaricano interi quartieri. Pescare a valle del Tevere significa vedere passare centinaia di preservativi, animali morti e qualche volta, bombole del gas che poi finiscono in mare dopo aver rischiato di far affondare qualche barca ancorata nei rimessaggi della zona della foce.

Che del fiume non importi nulla lo dimostra l'apertura di un rimessaggio dentro una area golenale....dapprima sequestrato, poi aperto ed ora.. operativo.

Lo dimostrano le centinaia di persone che vivono lungo le sponde con catapecchie dando vita ad una area "senza legge" in cui noi pescatori siamo esclusi perchè troppo pericoloso.

E' un fiume bloccato da 5 dighe e questo dovrebbe permette una gestione dell'acqua assolutamente ottimale anche in presenza di situazioni estreme che, nel caso specifico, non hanno colpito il Lazio ma a monte, in Umbria.

Da Montedoglio  a Corbara, Alviano, Nazzano fino a Prima Porta è tutta una diga che gestisce il flusso..ed invece abbiamo delle piene manco fossimo nel Mekong che è 100 volte più largo

Circa 12 anni fa il Tevere subì un danno enorme a causa di una manovra clamorosamente infelice che puntava a salvare un sub rimasto impigliato nelle griglie durante un lavoro subacqueo; furono aperte le paratie di Prima Porta e l'acqua defluì in modo così violento che le sponde per almeno 5 chilometri a monte collassarono . Tutte le barche (inclusa la mia) furono strappate dai rimessaggi,  un deposito di autobus quasi crollò e decine di abitazioni persero l'abitabilità. Ci furono 2 o 3 morti ma sono sempre stato convinto che momti di più siano stati spazzati via dall'acqua.

Morti bianche ed inutili perché l'mministrazione manco sa che sulle sponde ci vivono centinaia di persone.

Centinaia di alberi crollarono in acqua e tutto il fiume subì una devstazione da cui recuperò dopo almeno 5-6 anni. Certe specie di pesce che erano abbonadant come il perca, sono quasi sparite...

Pensate che ia stato posto rimedio? Io non credo visto che in questa occasione, come nelle due precedenti piene, il fiume ha portato a valle di tutto. Le sponde del fiume crollano sia per un eccesso di piena che nel momento in cui manca d'improvviso l'acqua e quindi la pressione che la tiene insieme. Il punto è questo, il fiume è toitalmente privo di manutenzione,le sponde sono abitate da un popolo di disperati e si accumulano cose che alla prima piena vengono spazzate via aumentando la violenza cn cui l'acqua impatta a valle.

Va anche detto che il fiume non può essere imbrigliato in alcun modo per cui ogni opera di contenimento rischia di essere spazzata via. Le golene sono state violate in tante aree e non vedo come sia possibile oggi, rimediare al rischio di frane.

Io non ho alcuna risposta e giro le domande poste diretatmente all'autorità pubblica ben sapendo che non ci sarà risposta.

Quello che so è che ad oggi nessuna amministrazione capitolina ha mai attuato un piano di protezione e rivalutazione del Tevere e mi aspetto che questo probelma venga messo sul tavolo da parte di chi si vuole candidare.

Ma è pia illusione se si pensa che i progetti per creare i reef artificiali vengono stoppati da fantomatici "verdi" che non sanno assolutamente di cosa si stia parlando....

Per gli ambientalisti di città è bello dire che i pescatori non capiscono una mazza e che non si deve toccare nulla.

E' in quetso modo che siamo i fanalini di coda ed abbiamo l'ambiente fluviale e costiero più devastato d'Europa!!!


 

 


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