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Venditori di veleno

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 08/04/17

dal Mattino di Padova.

"......Fratta Gorzone, Bisatto, Frassine. Anche nei nostri corsi d’acqua è diventata costante la presenza di pescatori di frodo. Lo testimonia l’episodio – uno dei tanti - avvenuto martedì sera in zona Sostegno, culminato con l’intervento dei carabinieri e con l’identificazione di un pescatore rumeno

Il rumeno è stato identificato, ma nessuna evidenza di reato è emersa......"

e continua

".......Il pescatore ha comunque deciso di abbandonare la sua postazione. «Ormai anche i canali e i corsi d’acqua della Bassa sono oggetto di bracconaggio da parte di questi individui», spiega uno dei pescatori presenti martedì sera.Utilizzano reti lunghe dai 400 ai 1.000 metri, installate da un capo all’altro degli argini e a zig-zag: qui finiscono carpe, siluri, breme e scardole........."

Ora stiamo leggendo di canali inquinati del Veneto ma potremmo parlare identicamente della Toscana, del Lazio, della Sicilia e di tanet altre Regioni sotto attacco. 

La piaga ha dimensioni di immenso disastro ambientale e nessun corso d'acqua ne è oramai esente eppure, dopo la pubblicazione della nuove legge poco è cambiato  e verifico che non tutte le forze dell'ordine applicano in modo rigido le disposizioni della stessa. Fino ad oggi di confische en abbiamo viste pochine , di denunce diverse e di multe non pagate, tantissime.

Quindi il sistema non funziona e bisogna "penalizzare" e non "depenallizzare" come il PD e il suo Renzi hanno fatto in questi anni.

Quando fatto fin'ora non basta nonostante sia stata dimostrata l'evidenza che i frutti del bracconaggio , non solo vengono portati all'Est ma, in parte, venduti nelle bancarelle dei nostri mercati.

Il video girato a spasso per un mercato romano ne è la prova lampante e il risultato ottenuto, oltre 70 mila visualizzazioni dimostra come questo tipo di indagini riesca ad appassionare. 

Ma serve il passo successivo perché un video di denuncia serve a poco ed è fine a se stesso. Me lo sarei aspettato dopo il servizio andato in onda sul Tg2 ma non mi pare sia accaduto.

Gran parte dei pesci vengono da acque con un tale tasso di inquinamento da risultare pericolosi per l'alimentazione umana ed animale. Sappiamo tutti ch se non venduti sulle bancarelle a qualche sprovveduto finiscono in pellets, ovvero in cibo per cani e gatti oppure per gli allevamenti e in un macabro giro della morte ci ritroviamo ironicamente noi stessi a assorbire questi veleni.

Non basterebbe questo a obbligare ad una azione penale cominciando ad esempio, ad inasprire le pene inserendo altre fattispecie di reato?

Sugli altri versanti, quelli della rappresentatività , oltre alla buona volontà degli appassionati, e l'attivismo della neo nata Fiops , cosa si sta facendo?

Silenzio tombale e tantissimo fumo.


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