Tecnica

Vecchio e Nuovo Stile ( Prima Parte)

Di Simone Bertoni pubblicato il 12/03/13

Una tecnica di pesca in continua evoluzione, ci  permette talvolta di guardarci alle spalle e vedere quella che era la vecchia
concezione e quello che è l’evoluzione stessa, il tutto ovviamente tra conservatori e innovatori.

Nasciamo come pescatori di “attenzione”, scaltri nel percepire i minimi movimenti nell’acqua e silenti nel muoverci lungo le sponde
nella ricerca dello spot da” Carpe”,da qui nasceva la splendida pesca marginale tecnica con la quale  i pionieri del carpfishing britannico hanno iniziato a praticare la pesca della carpa. I famosi angler dell’epoca, frequentando i più rinomati laghi e fiumi, amavano insidiare le carpe nelle zone marginali a stretto con la vegetazione e alle estremità di alberi sommersi magari tra rocce e piccole secche.

Quanto descritto accadeva perché era provato che le carpe privilegiassero le zone protette del sottosponda, più ricche di
ostacoli  e anche di molte piccole  forme di vita ideali per il loro nutrimento.
Per le carpe alimentarsi su questi tratti di fondale è cosa del tutto naturale, di conseguenza pescando su questi settori avevano buone chance di cattura e la preparazione della sessione di pesca era certamente meno impegnativa rispetto
per esempio alla pesca a lunga distanza.

Tutt’oggi Il marginal è molto produttivo e per praticare questo tipo di sessioni anche giornaliere non saranno necessarie
grandi quantità di attrezzatura, spesso un paio di picchetti, due canne, un po’ di minuteria e alcune esche.

Trovandoci, con la nostra postazione in prossimità delle zone di stazionamento, sarà d’obbligo una condotta di pesca molto
silenziosa e discreta, già al nostro arrivo; nell’approntare l’attrezzatura dobbiamo evitare rumori superflui, e dove possibile sarebbe bene svolgere queste operazioni addirittura lontano dalla sponda. Altra precauzione molto importante consiste nell’effettuare lanci precisi, senza dover più e più volte ripetere l’operazione. Le fasi di pasturazione, durante la pesca, devono
avvenire in modo mirato e poco rumoroso. A tal proposito sono da evitare forme di pasturazione troppo invasive e sarà molto apprezzato l’utilizzo della fionda (strumento “amico” del  Marginal Fisher).

Effettueremo alcuni lanci di esche come pellets, microgranaglie e boilies di piccole dimensioni; in  alcuni casi costeggiando la riva, potremmo
perfino pasturare a mano direttamente sopra l’innesco. La nostra  “trappola” verrà poi  racchiusa all’interno di un pva bag in compagnia di pellets e boilies, oppure accompagnata da un piccolo stringer.
Praticando il marginal possiamo impiegare anche esche piuttosto fragili e alternative (bigattini, mais tenero, pastelle ecc).Infatti nel caso in cui
piccoli pesci deteriorino la nostra esca avremmo la possibilità di rinnovarla in tempi rapidi, cosa che risulta impossibile pescando a lunga distanza.
Preventivamente per fermare più pesce su queste aree laddove si a possibile, possiamo effettuare delle pasturazioni ad ampio raggio, impiegando
esclusivamente boilies intere e spezzate,andremmo  a creare delle ampie zone d’interesse, sulle quali  potremo intercettare anche le carpe di passaggio. 

RAPIDA O COMPLESSA?

Ovviamente esistono differenti tipi di approccio alimentare per questo tipo di pesca, poiché tutto ruota attorno all’approccio preventivo che possiamo avere con questo ambiente. Il fatto che solitamente questo tipo di pesca si riesce più facilmente a praticare nelle vicinanze delle proprie abitazioni, fa si che la pasturazione preventiva divenga quasi scontata e che il tipo di boilies utilizzata sia di tipo più completo a livello nutrizionale e meno spinto per quel che riguarda l’aromatizzazione.

Nel caso in cui la pasturazione preventiva sia impossibile da compiersi, dovremo giocarci tutto con l’esca presentata in pesca, necessitando quindi di un “oggetto” estremamente performante nelle brevi sessioni che rappresenti per la carpa quello che per noi potrebbe rappresentare una bella fetta di torta, ossia un qualcosa molto appetibile nel breve periodo, dai profumi e dai contenuti più marcati e maggiormente attiranti.

Ovviamente di contorno possiamo sempre avere l’ausilio di piccole palle di method, sbriciolato di boilies e micropellest che se utilizzati con attenzione e soprattutto precisione, possono veramente fare la differenza nel breve periodo.

Credo invece che l’utilizzo di PVA sia in retina che in sacchetto sia praticamente inutile in tali condizioni, a meno che non esistano fondale a rischio incaglio, nei quali il sacchetto ci agevolerebbe notevolmente la calata e la possibilità di essere in pesca.

 

 


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