Tecnica

Under pressure

Di Thomas Santandrea pubblicato il 29/02/16

Al giorno d’oggi, trovare un corso d'acqua in cui le carpe non abbiano mai provato il brivido di una ferrata oppure assaggiato una gustosa boilie è come… trovare un ago in un pagliaio.
La pressione di pesca, soprattutto nelle più famose acque italiane ed europee, è ormai andata alle stelle e i numerosi appassionati di carpfishing affollano le sponde alla ricerca di una grossa e sospirata carpa. Da dieci anni a questa parte il numero di appassionati carpisti è pressoché raddoppiato contagiando prevalentemente i più giovani che, incuriositi da tutto quello che circonda il mondo del carpfishing, una volta provata questa tecnica non riescono più a farne a meno. In modo ironico la si potrebbe definire come una droga che crea una dipendenza talmente grande dalla quale non si riesce più a staccarsi. Il fascino della natura incontaminata, vivere albe e tramonti al riparo di una tenda e condividere la propria passione con gli amici più cari crea un contorno indescrivibile che vale la pena vivere a lungo. Questo enorme interesse che suscita la pesca alla carpa ha portato, e sta portando tuttora, una continua evoluzione soprattutto nella ricerca delle esche, che vengono provate e riprovate prima di essere messe sul mercato. Oramai il grande quantitativo di boilies immesso in acqua ha portato le nostre prede ad essere sempre più diffidenti e a distinguere quale sia l'esca migliore per la loro alimentazione. Dobbiamo quindi essere molto attenti nell'acquistare un'esca piuttosto che un'altra e soprattutto, se amiamo farci le boilies in casa, utilizziamo sempre ingredienti di prima scelta. Quando ci troviamo di fronte uno specchio d'acqua soggetto ad un alta pressione di pesca è molto importante non sottovalutare alcuni fattori che possono determinare l'esito della nostra sessione. Prima di tutto dobbiamo considerare che tipo di sessione ci apprestiamo ad affrontare: se di poche ore, di qualche giorno oppure effettuando preventivamente la pasturazione sullo spot prescelto. A seconda di quale delle tre opzioni, scegliendo di conseguenza, andiamo a ricercare in modo differente la zona di pesca. Considerando che affrontiamo un luogo difficile in cui le carpe sono molto diffidenti e conoscono profondamente le nostre esche, dobbiamo fare molta attenzione ad osservare qualsiasi minimo particolare in modo da garantirci un buon esito della sessione. Sapendo che il luogo in cui andiamo a pescare è frequentato abitualmente da carpisti non sarà sicuramente facile impostare una pasturazione preventiva, in quanto ci sono molte probabilità che qualcuno venga poi a pescare sullo spot che abbiamo prescelto. Quindi, o siamo sicuri che la zona sia poco frequentata, oppure opterei per un'altra soluzione. Sicuramente, se riusciamo a coltivarci una “nostra” postazione, sarà più facile ottenere dei risultati, ma in ogni caso dobbiamo valutare se ne vale proprio la pena sprecare soldi e tempo per una pasturazione di cui potranno usufruire altri. Personalmente, vi garantisco che non è affatto bello fare dei chilometri ed impiegare ore ed ore a produrre esche per poi gettarle al vento. Quindi, anche in queste situazioni, dobbiamo calcolare quale sia l'opzione migliore che ci garantisca soprattutto serenità nell'affrontare una sessione di pesca, senza avere né odio né rancore nei confronti di chi come noi pratica il carpfishing. Dopo questa piccola premessa andiamo a osservare meticolosamente il corso d'acqua in cui lanceremo i nostri inneschi. A seconda che sia un fiume, un lago o un canale cambieranno gli elementi che andranno a determinare se uno spot è frequentato o no dalle nostre amiche, ma in ogni caso vi sono degli elementi in comune riscontrabili in ognuno dei tre. Uno di questi elementi è rappresentato dagli ostacoli presenti sia sulla superficie dell'acqua sia al di sotto di essa, che possono essere piante acquatiche oppure alberi o rovi caduti in acqua. Trovare una zona più o meno ricca di ostacoli ci fa ben sperare sulla presenza delle carpe, in quanto in questi spot è più facile reperire il cibo naturale derivante dalle piante sommerse o da cozze e piccoli molluschi che trovano riparo proprio vicino alle piante. Non dimentichiamo che le nostre amiche prediligono l'alimento naturale reperibile nel loro habitat e quindi, soprattutto in zone soggette ad un'alta pressione di pesca, tenderanno a cercare gamberi e cozze piuttosto che le nostre boilies. Inoltre c'è da considerare che le carpe over, quelle che noi ricerchiamo assiduamente, sono quelle più anziane ed esperte e, di conseguenza, sarà molto difficile ingannarle in queste acque. Un altro elemento fondamentale nella ricerca della zona di pesca è la conformazione del fondale:se ad esempio ci troviamo ad affrontare un canale privo di ostacoli sarà di vitale importanza scandagliare il fondale o con l'eco oppure utilizzando un marker ed un piombo. Trovare quelle zone in cui vi sia un fondale più consistente e privo quasi totalmente da limo e fanghiglia, che emana odori nauseanti, ci rende sicuri del passaggio delle carpe. Queste zone rappresentano un ottimo luogo di alimentazione nelle quali i cirpinidi amano grufolare sul fondo riuscendo a reperire più cibo trovandosi principalmente nel sottoriva, dove la corrente deposita i detriti e scava andando a scoprire il fondale dal limo. Questi ultimi spot sono facilmente visibili soprattutto in canali e in fiumi dove le carpe amano transitare e alimentarsi nel sottoriva. Un discorso a parte va fatto per i grandi laghi dove troviamo una conformazione del fondale molto differente e anche l'ambiente circostante cambia di molto il suo aspetto rispetto ai corsi d'acqua come canali e fiumi. In questi luoghi è molto importante sapere utilizzare l'ecoscandaglio per decifrare ogni piccolo dettaglio del fondale: trovare gradini, ricercare ostacoli e addirittura in certe stagioni osservare le carpe mentre transitano o si alimentano in certi spot. Questo è possibile grazie all'acqua limpida e cristallina effetto della conformazione del fondale costituito principalmente di ciottoli e sassi. Facciamo molta attenzione nei mesi caldi alla crescita di alghe che a volte possono formare immense foreste sommerse, dove la carpe amano pascolare e transitare, ma i nostri inneschi devono essere calati in zone quasi totalmente pulite, in modo da avere l’innesco libero da ogni ostacolo. La scelta del settore di pesca è il primo passo importante verso la nostra sessione, sceglierlo bene ed accuratamente può determinare l'esito positivo della pescata, quindi non dobbiamo avere fretta e osserviamo bene la zona prescelta. Pescare in luoghi difficili in cui la pressione di pesca è alta, porta a volte il carpista a sottovalutare le esche privilegiando magari l'attrezzatura utilizzata o altri elementi che non c'entrano nulla nella ricerca della carpa dei sogni. Quando decidiamo di immergere i nostri inneschi in questi luoghi dobbiamo fare molta attenzione alle esche che utilizziamo perché i pesci sono molto furbi e diffidenti e corriamo il rischio di tornare a casa con bel cappottone sulla schiena. Non dimentichiamoci che anche solo la cattura di una carpa di medio-piccole dimensioni in acque difficili rappresenta un importante trofeo, quindi lavoriamo di intelligenza e cerchiamo di portare con noi esche valide e di ottima qualità. Se per motivi di tempo dovuto al lavoro o alla famiglia non riusciamo a farci delle self made allora optiamo per delle ready made di altissima qualità, non badiamo a spese nell'acquisto delle boilies e prendiamo consiglio da pescatori più esperti. Ricordiamo che una boilie fatta bene non costa due soldi perché gli ingredienti che la compongono sono di prima scelta e di conseguenza la cose buone si pagano a caro prezzo al giorno d'oggi. Fatta questa piccola premessa dedicata a chi non utilizza esche ready made, andiamo ad analizzare il metodo migliore per costruirsi una buona pallina in casa. Prima di tutto dobbiamo tenere in considerazione che andiamo a pescare in un luogo in cui le carpe oramai conoscono vita, morte e miracoli delle esche che vengono immesse in acqua, in quanto tutti i giorni dell'anno i carpisti sono presenti con la loro pastura, quindi cerchiamo di fare un'esca semplice, ma che allo stesso tempo riesca a differenziarsi dalle altre. Detto ciò cerchiamo di acquistare farine di ottima qualità, di prima scelta e soprattutto fresche che ci possano garantire la realizzazione di una pallina attrattiva. Un altro ingrediente che dobbiamo tenere in considerazione è la farina di pesce pre-digest, cioè costituita da componenti dalle facili proprietà digestive che permettono alle nostre amiche di ingerirle ed espellerle dall'organismo velocemente. Le farine pre-digest che andiamo ad utilizzare per formulare una buona boilie sono quelle di pesce che possono essere integrate nel nostro mix in ragione del 15-20% in associazione ad un buon idrolizzato di krill o di mussel che può variare dal 5% al 8% del mix. Gli idrolizzati hanno subito negli ultimi anni un grande successo riscuotendo grandi attenzioni da parte dei carpisti più esperti che ne hanno subito provato e riscontrato gli effetti pratici. Sono farine di ottima qualità che vengono sottoposte ad un processo di idrolisi che  consentono un'ottima solubilità in acqua senza alterare le loro eccellenti capacità biochimiche. Questo sicuramente può essere considerato un fish meal semplice, costituito da ingredienti di facile reperibilità e che si possono integrare ottimamente con un semplice 50-50 o un birdfood se optiamo per una sessione veloce. Un altro mix che si adatta molto bene ad un corso d'acqua pressato è lo spice mix. Costituito da un 50-50 integrato con robin red nell'ordine del 5-10%, da pepe nero in polvere 1-2% e da un 4-5% di finocchio macinato, quest'ultimo è un ottimo ingrediente di facile digeribilità. Nella parte liquida andiamo a inserire amminoacidi che sono molto importanti perché garantiscono il giusto ricambio cellulare per una corretta crescita, inoltre aggiungiamo alla parte liquida l'olio essenziale e l'aroma. L'additivo viene utilizzato principalmente per dare un'impronta olfattiva che associata all'olio essenziale viene percepito dalle nostre amiche anche a lunga distanza, facciamo attenzione a non esagerare con l'utilizzo dell'aroma perché ne conseguirebbe un'alterazione della nostra esca che potrebbe risultare deleteria per le carpe. In parole povere, è come se noi mangiassimo un alimento troppo profumato e concentrato, all'inizio ne saremmo attratti e incuriositi, lo assaggeremmo, ma successivamente non lo terremo in considerazione. Così fanno anche le carpe che sono molto curiose e golose, ma in zone difficili in cui di esche ne vedono tutti i giorni sanno già quali siano le più appetibili e digeribili, quindi esche troppo cariche di aroma saranno lasciate sul fondo.

CONCLUSIONI
Per concludere, diciamo che l'esca miracolosa non esiste e mai esisterà, ma sicuramente pescare con delle boilies di buona qualità ci aiuta in condizioni difficili e dove le nostre amiche sono diffidenti ai nostri inneschi. Non trascuriamo in questi luoghi l'utilizzo delle tanto semplici granaglie, ma tanto apprezzate dalle carpe e a volte un’esca semplice e veloce paga.
Affrontare un luogo under pressure ci mette di fronte a numerose difficoltà che dovremo tenere in considerazione al momento della nostra scelta. Non dimentichiamo che esistono ancora luoghi incontaminati dove le carpe devono ancora provare il brivido di una ferrata, ma possono richiedere degli sforzi notevoli nell'affrontarli, magari perché non hanno punti accessibili o per altri motivi, ma a volte i sacrifici pagano e scoprire luoghi vergini o ancora sconosciuti da molti ci metterà di fronte ad emozioni uniche.

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