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Una”visita guidata”nelle cave di Santafiora a San Sepolcro

Di Michele Pierini pubblicato il 10/10/12

Da molti anni le cave di Santafiora arricchiscono l’ambiente circostante dando un senso di pace e tranquillità a chi vuole andare a caccia, a pesca o a chi semplicemente vuole passare una giornata o anche poche ore passeggiando tranquillamente lungo gli argini del fiume Tevere.

Da un po' di tempo però andare "alle cave" non è più piacevole come una volta: sono sempre più frequentate da chi vuole fare party, feste, accampamenti, senza preoccuparsi minimamente del rispetto della natura e dei suoi abitanti.

Infatti lungo le sponde si possono trovare animali come scoiattoli, aironi, upupe, lepri, beccacce, che vengono disturbati nel loro habitat e che a causa del trambusto fatto si allontanano dalle loro tane per paura e non vi fanno più ritorno.

                Nei numerosi laghetti che compongono le "cave" sono presenti molti pesci quali carpe, bass, persici sani. Anch'essi vengono portati via o uccisi per soddisfare esigenze di “palati poco fini”.

Facendo una passeggiata attraverso la natura intorno ai laghi si può trovare di tutto: in un angolo c'è lo schermo di un computer (che presumibilmente non è stato portato li da qualche animale o dal vento), in un'altro angolo abbiamo un televisore; in un'altra cava troviamo, nascosto tra le foglie, un raccoglitore per fogli da scrivania, mentre in un'ansa in cui l'acqua si è ritirata sono emersi numerosi pneumatici di automobili!

  E non solo. Tutto il contorno è corredato di sacchi dell'immondizia lasciati in balia degli animali, cumuli di rifiuti a cielo aperto, falò accesi e montagne di vetri di bottiglia rotti sparsi in terra ovunque!

                Ma, dopo tutto, le sorprese devono ancora arrivare!

                Proseguendo nella passeggiata possiamo fotografare una rara specie di "Materassum", nome comune "Materasso matrimoniale da letto", per dare il giusto riposo in caso di stanchezza improvvisa! Camminando lungo gli argini ci possiamo fermare ad osservare la tranquillità con cui vivono alcuni uccelli dediti a lavarsi il piumaggio sulle sponde, ignari di ciò che li circonda.

                Nelle sponde delle nostre cave si trova di tutto: evidente la presenza di un "caminetto in amianto" completo di canna fumaria d'acciaio gettato lì come se fosse parte integrante con l’ambiente ed emerso dall'acqua a causa della siccità.

 Ma ecco il pezzo forte: Nell'ultimo tratto, proprio vicino al Fiume Tevere, nell'ultima cava troviamo niente poco di meno che ... un'auto! Una vecchia 600,a vederla dalla struttura sembrerebbe proprio lei! Completamente arrugginita, chissà da quanto tempo è stata gettata li sotto! Quali danni può aver causato all'ambiente con cui è venuta a contatto!

                Ora viene da pensare: ma con tutto ciò, io ce la faccio ancora, mi sento ancora sicuro a trascorrere una giornata in questi posti oppure sarebbe la stessa cosa andare in una discarica e respirare le esalazioni che ne derivano? E' giusto che devo pagare la licenza di pesca per muovermi tra questo degrado? E' giusto che alcuni volontari debbano provvedere a pulire  lo sporco che viene lasciato da irrispettosi nei confronti della natura e degli altri?


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