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Una triste storia di ordinario carpfishing

Di Lettera firmata / Redazione pubblicato il 26/11/16

I fatti risalgono a circa tre mesi fa. Mi trovavo a pesca in una cava a due passi da casa. Una giornata torrida di fine agosto, una sola canna e un picchetto con l'avvisatore. Avevo a disposizione solo 3 ore. Desideravo solamente trascorrere qualche momento in completo relax. Come al solito. Nulla di più.
Dalla mia postazione a quella sulla sponda opposta c'erano circa 80 metri.

Apro l'archetto dello Shimano e lancio. La calura é insopportabile e trovo riparo in una piccola radura a ridosso della postazione.
Non faccio in tempo a sedermi sul mio sgangherato seggiolino che sento un tizio urlare come un forsennato: "dov'é quel testa di cazzo pezzo di merda che prima spacco lui e poi le sue canne di merda?" Resto immobile sul seggiolino, quasi incredulo nell'udire quegli improperi.

Gli insulti e le minacce continuano a susseguirsi senza sosta. Realizzo che sono indirizzati alla mia persona. Esco dal piccolo lembo di fresco e cerco di capire cosa sta succedendo.
Un giovinotto sulla trentina, in preda ad un eccesso di testosterone ce l'ha proprio con me.
Mi dirigo verso di lui e gli chiedo cosa diavolo voglia.
Mi dice che sto pescando sopra le sue lenze e che se non sposto subito la canna prima mi spacca l'attrezzatura e poi me le da di santa ragione.
Cerco di ricondurlo alla ragione, spiegandogli che non sono affatto sopra alle sue canne. Poi gli chiedo:" scusa tanto, ma dov'é la tua posta?" La risposta: " a te non te ne deve fregare un cazzo dove sto pescando io, o ti togli dai coglioni o ti cambio i connotati". Insisto per sapere dov'é posizionato il suo pod e finalmente apprendo che si trova sulla sponda opposta rispetto alla mia a circa 80 metri di distanza.
Gli rappresento che entrambi abbiamo i medesimi diritti atteso che peschiamo su sponde opposte e che non tollero assolutamente essere né ingiuriato né tantomeno minacciato.
Il teppistello inizia ad agitarsi sempre di più e le minacce ed offese vengono reiterate senza interruzione di sorta.
Lo invito per l'ennesima volta a calmarsi.
Il bulletto di periferia non cede di un millimetro e persiste nella sua sceneggiata da cafone di ferragosto.
Gli dico che se continua a offendermi e minacciarmi saró costretto a chiamare le forze dell'ordine.
Non lo avessi mai fatto.
Gli improperi e le minacce si sprecano. Chiamo il 112 per tutelarmi perchè nonostante io usi toni civili e composti, il teppista è aggressivo e cerca di intimorirmi con minacce.>La Polizia locale mi chiede se intenda sporgere querela o meno.
Li ringrazio per essere intervenuti e gli rappresento che mi riservo di querelare il soggetto.
In 40 anni di pesca non sono mai stato ingiuriato e minacciato durante una sessione di pesca.
Ma questi sono gli anni dei messia del carpfishing eletti all'unanimitá in qualche mega forum, degli orecchini fatti di osso di cane grandi quanto una tazzina e conficcati nel lobo dell'orecchio.
Sono gli anni dei fenomeni del web che chiedono a gran voce più severitá contro i bracconieri e rigiditá nel far osservare le leggi alle forze dell'ordine per poi non perdere l'occasione per poter sputare in faccia allo sbirro di turno.
Questo é il mondo del carp fishing  cavalcato da un'orda di esagitati che ha confuso un passatempo per un dettame  biblico. Io che a 50 anni suonati ho sempre osservato la legge e servito il mio Paese anche in teatri esteri devastati da guerra e fame devo subire le ingiurie e le minacce di un bulletto di periferia....


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Commenti

Riccardo Tonissi il 27/11/16
NON HO PAROLE! SIAMO ALLA FRUTTA!!!!!


Domenico Curcio il 26/11/16
Molto semplicemente , l' ignoranza non ha limiti, come diceva Eistain ......


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