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Una giusta riflessione

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 03/09/18

Questa è una riflessione che mi sento di condividere integralmente perché riassume una serie di concetti chiari e diretti.

Qualcuno ha sbagliato di brutto, ora si nasconde e piagnucola ma, rimane l'immane cumulo di macerie che sono le nostre acque.

Ma il punto non è solo questo, non esite cultura delle acque e capacità gestionale che non vada oltre qualche timido tentativo che spesso viene osteggiato dalla cultura medioevale che ci pervade.

Direttamente dalla pagina del Movimento Gruppo Siluro Italia, rioorto testuale:

"L'hanno capito i Giapponesi 40 anni fa, gli Sloveni, gli Austriaci, gli Svizzeri, i Tedeschi, gli Olandesi, i Francesi...ma non l'hanno ancora capito gli italiani.

Lago di Bolsena 167 licenze di professione..
Lago Trasimeno e Corbara distrutti dalla Cooperativa Pescatori ma il problema per chi amministra sono i carassi..
Lago di Varese, Iseo, Garda, Maggiore schiacciati tra gli effetti dell'accordo Sogemi - Romania e i progetti di contenimento del siluro dell'ittiologo che gira con una barca di alluminio sulla cappotta tra una fiocinata e l'altra..

Poi ci sono i fiumi, canali e corsi minori vessati dai bracconieri camuffati da pescatori di mestiere tra chi ha la "licenza di uccidere" per scopi fantascientifici e chi è "un povero pescatore rumeno arrivato a piedi in italia che se non pescasse con reti andrebbe a rubare??!"...

Ricordiamoci sempre però che la colpa non è dei politici, dei vari rappresentati dell'amministrazione ecc ecc ma è di coloro che in tanti anni non hanno mai speso tempo per interagire con queste figure, i PESCATORI SPORTIVI.
Chi lo ha fatto, ha avuto licenza e permessi extra di pesca: I PESCATORI DI MESTIERE.

In verità c'è stato qualcuno appartenente alla sfera SPORTIVA che ha tirato i fili con la politica, purtroppo rappresentava una nicchia di nostalgici nazittici utopici, che manipolando studi e presentandoli come meglio gli facesse comodo hanno convinto i politici stessi che bisognava favorire il ritorno della PESCA PROFESSIONALE DI STAMPO INDUSTRIALE nelle acque interne, tanto da applaudire pubblicamente l'apertura del canale commerciale con l'Est.

Quando il loro "progetto di eradicazione dell'Areale Padano" gli è sfuggito di mano, pensando nella loro follia che i "salvatori arrivati dall'Est" non mettessero reti nelle "loro acque pregiate", si sono nebulizzati tutti come una scoreggia al vento...."

Qualche cosa da aggiungere? Direi che ogni riferimento a fatti e persone è asssai chiaro eppure certe persone trovano ancora spazio oin convegni per portare la loro fetida ventata di menzogne e di ideologie fallimentari agli occhi di chi non sa.

Perché la gente non sa , perché l'angler italian o medio non legge e perché sulla pesca, le immissioni, le eradicazioni e tutte le porcate possibili si possono fare soldi; molti soldi.

Alla faccia di chi invece vorrebbe acque diverse e tutelate. 

Ma ha ragione il MGSI a dare la colpa a noi pescatori perché siamo stati incapaci di dare la minima forza e per 50 anni abbiamo pensato che la pesca fosse una garetta a alborelle e non, una tradizione nazionale da coltivare con occhio attento al futuro e sguardo riviolto all'esperienza estera.

L'Italia alieutica è ben poca roba, tranne la bolognese non abbiano inventato nulla nella pesca nè abbiamo mai provato a renderci moderni con ua gestione delle acque che rifiutasse il concetto "...lo fiume meo..."

Abbiamo sempre copiato bene e migliorato ma non , creato.

Di esempi ne abbiamo a bizzeffe; Campotosto che è il secondo bacino artificiale più grande d'Europa spadroneggiano un manipolo di professionisti. Idem al Turano dove nel menù di un mediocre ristorante appare la carpa e il luccio. Pwer no parlare del Trasimeno dove mi servirono polpette di carassio che ancora ricordo per il disgusto....: ma dico, siamo usciti di senno?

Ma anzichè andare avanti, facciamo come i gamberi e sprofondiamo nel medioevo per colpa di qualche capetto locale?

E' colpa nostra perché non prendiamo a calci nel culo quello che va in Aniene con il bigattino e tutto tronfio fa fuori 16 fario in pochi minuti postandole su FB. Roba da vomitare.

Fosse per chi scrive lo andreei a prendere a casa a ceffoni.

Colpa nostra perché non simao mai stati capaci di capire che un fiume è roba nostra, è la nostra passsione e la pesca crea lavoro e tanto; le reti invecem, distruggono.

Il resto del mondo l'ha capito, noi che pensiamo di essere fighi, no.

Ed infatti siamo proprio rimasti gli ultimi anche in questo campo.


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