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Una corsa verso la fine?

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 18/12/16

Sono appena reduce da Ferrara dove ho partecipato al consueto Carp &Specialist show. Eccellente sensazione di entusiasmo tra gli appassionati, ottimo partecipazione nonostante una forte nebbia mattutina ma….
Il “ma” nasce dalle parole scambiate con diversi addetti al settore, primo tra i quali Alessandro Pagliarini da sempre uomo motore di questa manifestazione e riferimento per la lotta al bracconaggio poiché, da imprenditore, subisce in primis il disastro che si sta consumando sotto gli occhi di tutti noi.
Vedo molti volto sofferenti condivisi da tanto coloro che vivono nel modo della pesca e che sono importanti davanti al disastro senza fine. Parlavamo di Ostellato, dell’impossibilità materiale di trovare un solo posto libero  2-3 anni fa perché era una parata di tende sterminata ed il deserto attuale. Parlavamo del PO e delle copiose catture in una sola giornata e che oggi a malapena arrivano ad un terzo di quello che era. Tutti ammettono che c’è molto meno pesce, in molti canali non ne esistono più e no si vede nessuna speranza davanti a noi. Un noto imprenditore mi confermava che ogni giorno partono per i mercati legali ed illegali oltre 100 quintali di pesce d’acqua dolce e non esiste più nessuna distinzione tra alloctoni e autoctoni.

Tutto fa brodo anzi, tutto fa farina. E le amministrazioni nazionali sono immobili , hanno depotenziato con un criminale disegno, le forze preposte al controllo e fanno spallucce quando vengono chiamate in causa.

Intanto lipoveni, rumeni, cinesi, italiani stanno distuggendo tutto.

Ancora una volta tocca alla pesca sportiva rimboccarsi le maniche e questa volta l’iniziativa parte da alcune aziende nazionali che si sono confederate. Da qui la federazione Italiana operatori pesca sportiva che parte da una idea di Trabucco, Colmic e Tubertini e che vorrà raggruppare tutti coloro interessati a proteggere e difendere un mondo che è chiaramente sotto attacco. Esisteva la FIPO un tempo anzi, esiste ancora ma l’assoluto immobilismo, l’incapacità di approfondire, l’assenza nei dibattiti più importanti (vedasi ferrara l’anno passato) ed una linea politica isolazionista e distaccata, non ne fanno un interlocutore che possa servire per una causa comune a tutti noi. Che la pesca sia sotto attacco lo dicono le cifre, imbarazzanti del prelievo illegale; lo dicono il numero di licenze spaventoso che ancora circola (poi c’è il caso Bolsena dove veramente si rasenta l’assurdo ma ne riparleremo).

’è la chiara connivenza tra bracconieri acclarati e pescatori “professionisti” e l’incapacità di dire una semplice parola; STOP reti nelle acque di tipo B. Ovunque in Italia.

La pesca è altro che prendere pesce e venderlo per farci farine, le nostre acque sono uno strumento economico su larga scala e q gusto prevede l’uso di risorse inalienabili (i pesci).IL siluro non può più essere visto come un distruttore ma  coome risorsa al pari di tutti gli alloctoni e trovo assolutamente incredibile ed indice di una infinita imbecillità continuare a sostenere che la carpa non sia assolutamente e totalmente un pesce autoctono.

Il progetto criminoso portato avanti da alcuni dementi sembra sia in via di realizzazione e l’idea di confinare la pesca sportiva dentro carpodromi, laghetti e acque chiuse che mi prospettò l’innominabile teologo di questa bestialità è un fantasma che aleggia. Noi dobbiamo difenderci contro queste idee folli, dubbiamo fare quella massa critica che in Spagna ha portato a Madrid decine di migliaia di appassionati che alla fine sono riuscita a fermare lo sterminio degli alloctoni. Ora tocca alla Francia, dove la pesca si è mobilitata e sta rispondendo colpo su colpo alle idiozie che arrivano da Bruxelles. Noi sono anni che ci proviamo ed al massimo abbiamo avuto Papozze. Forse sarebbe il caso cominciassimo a pensare di andare a Roma almeno si renderebbero conto del disastro che stiamo vivendo.

Altrimenti non abbiamo più molto ossigeno con cui respirare, di questo ne dobbiamo essere consapevoli.


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Commenti

Marco De Luca il 19/12/16
Caro Roberto, ho avuto il piacere di conoscerti ed apprezzare la tua serietà . Tutto sacrosanto. Mi domando però verso chi fare sentire la nostra voce. Ancora non ho capito se le provincie esistono ancora o no. Il Governo non si capisce quale è fino a quando durerà . Io in piazza ci vengo. Ma a parlare con chi? Scusa lo sfogo. Ciao Marco


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