News

Una buona notizia; no soldi per eliminare il siluro!

Di Redazione pubblicato il 17/10/17

La caccia al siluro sul lago d’Iseo stava diventando una tradizione. Dopo sei anni di battute il lavoro dei consorzi dell’Oglio e delle Torbiere, e delle Province di Brescia e Bergamo, si era ormai consolidato. A trarne vantaggio sono state le acque di tutto l’ovest, tra Sebino, Torbiere e fiume Oglio, liberate dall’ingombrante, voracissima presenza di 2.400 siluri dal 2011 al 2016, per un totale di 27 tonnellate e mezzo di biomassa composta da esemplari grossi fino a 90 chili.

Da ottobre 2016 gli interventi si sono interrotti. Sommozzatori e elettro-storditori - i due metodi di cattura più utilizzati - hanno smesso di far riempire i carnieri. Lo stop. Scaduta la seconda convenzione triennale, quella che va dal 2014 al 2016, il lavoro non è stato rilanciato. A mettere i bastoni tra gli ingranaggi burocratici e finanziari di quello che all’assessorato Caccia e pesca di Regione Lombardia è identificato come «progetto Iseo», ci si è messo l’articolato passaggio di competenze in materia dalle Province alla Regione.

Per sbloccare i fondi necessari alle battute di pesca - nell’ultimo anno circa 30mila euro - è stato votato anche un «ordine del giorno» promosso dal consigliere regionale Michele Busi del Patto civico per Ambrosoli. Votato da 67 consiglieri su 68, il documento ha impegnato la giunta a trovare fondi nel bilancio previsionale 2018 da approvare il prossimo dicembre. Il momento infatti è delicato, perché la natura non si ferma ad aspettare le necessità dell’uomo. Che cosa si rischia? «Che il lavoro compiuto dal 2011 al 2016 si riveli inutile e i 150mila euro di soldi pubblici usati risultino sprecati - ricorda il presidente del Consorzio dell’Oglio, Angelo Bergomi -. I buoni risultati ottenuti vanno consolidati e sostenuti con un lavoro progressivo. Il prelievo è sempre stato fatto nei momenti più redditizi, quando per esempio le femmine erano piene di uova, per impedire loro di deporre. Se consentiamo alla natura di fare il suo corso, ancora qualche deposizione non controllata riporterà il totale delle presenze del siluro alla consistenza pre-battute, rovinando tutto». I risultati della «caccia» si sono già visti con il ritorno a discrete consistenze di specie ittiche quasi sparite, come cavedano, scardola, tinca e luccio. Solo nel bacino di Palazzolo i prelievi di controllo finali relativi al lavoro svolto dal 2011 al 2016 hanno evidenziato una riduzione di siluri dal 73% al 5% del totale. Un piccolo esempio che ci fa comunque capire quanto abbia inciso quest’attività di riduzione.

Dal Pirellone l’assessore Gianni Fava spiega che «la Regione ha programmato una gara per servizi da 80mila euro nel 2018, per il monitoraggio e le pescate selettive con smaltimento di esotici, tra cui i siluri, a partire dai fiumi sub-lacuali, veicolo dal Po verso i laghi, luoghi dove i pescatori professionali fanno più fatica a intervenire per lo spostamento sulla strada del loro natante. Il provvedimento riguarderà tutti i fiumi sub-lacuali della Lombardia».


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)