Boilies E Mix

Un viaggio nel mondo delle boiles

Di Guido Rispoli pubblicato il 17/10/16

Fin da bambino sono sempre stato affascinato dalle esche per le carpe che pescavo nei laghetti vicino casa. Con l’aiuto di mia nonna preparavo polente cotte, aromatizzate ai più disparati aromi, dall’anice al pepe allo zafferano e dopo moltissime prove iniziai ad essere ripagato dalle prime catture. A distanza di quarant’anni molte cose sono cambiate ma il mais ed il semolino sembrano essere una costante. Quando mi capitò per la prima volta una boiles tra le mani mi domandai: “ma che diavolo è questo?”. Per anni abbiamo cercato di mimetizzare l’amo il più possibile e adesso mi dite di scoprirlo totalmente? Era l’inizio della rivoluzione totale delle leggi della pesca.

Bene, analizziamo a fondo come sono fatte le magiche palline ma sopratutto quello di cui sono fatte.

Farine vegetali come appunto mais e semolino, uova per la parte proteica e aromi naturali.

Negli anni via via hanno subito sostanziali modifiche strutturali con l’aggiunta di farine animali, estratti di sostanze naturali, aromi sempre più potenti, conservanti, emulsionanti e così via.

Le ready made (fatte cioè dalle industrie competenti) hanno raggiunto un livello di perfezione tale da garantire una grande performance in quasi tutte le occasioni.

Anche le pop up odierne vantano uno standard qualitativo eccellente, inizialmente dopo poche ore perdevano ogni propirietà di galleggiamento mentro oggi possono rimanere in acqua per giorni senza perdere le caratteristiche.

 

A questo punto dovremmo porci una domanda: perchè, vista la enorme scelta di ready made, dovremmo ostinarci a fare boiles hand made?

La risposta è semplice. Per la soddisfazione di creare un esca catturante, per forse una questione economica e in ultimo, ma a mio avviso di fondamentale importanza, per calibrare al meglio tutti gli ingredienti e la granulometria per un’ acqua specifica che richiede un approccio specifico.

L’industria, ovviamente, tende a produrre boiles più generiche e catturanti possibili con l’aiuto della ricerca e la consulenza di angler molto esperti, ma non sempre funzionano in acque particolari, magari vergini dalla pesca o con bassissima pressione di pesca. La somma degli insuccessi in alcuni laghi mi ha spinto a ragionare a fondo sul motivo del rifiuto totale delle boiles da parte delle carpe. Ho avuto catture, anche di rilievo, utilizzando chicci di mais nell’innesco e insuccessi totali innescando boiles fino a quando ho capito che alcune sostanze presenti non erano gradite o forse non riconosciute come elementi interessanti all’alimentazione. Per abituare alle boiles le carpe di acque naturali e magari di bacini molto grandi è necessario investire davvero molto tempo, bisogna conoscere che tipo di alimento naturale è presente (cozze, gamberi, lumachine e vermi) verificare la quaota del lago, la temperatura dell’acqua durante la stagione di pesca, verificare se le acque subiscono dei ghiacciamenti durante l’inverno e da li iniziare ad elaborare una ricetta ad HOC.

Se per esempio vediamo che la temperatura dell’acqua è tra I 18 e 20 gradi sicuramente ingredienti e aromi oleosi potrebbero fare al caso nostro con l’ausilio di un emulsionante per il rilascio delle sostanze della boiles durante la permanenza in acqua. La farina di soia o lecitina di soia fanno sicuramente al caso nostro. Se le acque sono piuttosto fredde un dolcificante ed un aroma a base alcolica saranno sicuramente d’aiuto. Estratti di farine animali come fegato, cozza, gambero possono essere aggiunte una volta fatta una mappatura del cibo naturale presente nel lago ma sempre con dosaggi davvero minimi specialmente nelle fasi iniziali.

 

Vediamo ora alcuni aspetti tecnici e accessori che servono per realizzare le nostre esche. 

Una tavola di rullaggio del diametro che vogliamo, meglio se tra 14 e 16 mm se iniziamo nei periodi freddi, un estrusore manuale, una bilancia elettronica al grammo, una pentola per bollitura, (tipo quella per la pasta) e uno scolapasta. Le farine sono facilmente reperibili nei negozi di pesca, nei supermercati, nei negozi di sementi o nei consorzi agricoli. Per gli additivi, gli estratti e gli aromi dobbiamo sicuramente rivolgerci ai negozi specializzati.

 

La preparazione si divide in due fasi: preparazione del mix (parte solida composta da farine) e parte liquida (uova, aromi, additivi ed estratti).

 

Preparazione del mix

Pesiamo tutte le farine secondo la dose che abbiamo deciso e versiamole in un recipiente abbastanza ampio. Misceliamo a fondo e lascamolo riposare.

 

Parte liquida:

 In un altro recipiente mettiamo le uova, gli estratti, gli aromi e tutto quello che abbiamo deciso rispettando scrupolosamente i dosaggi prescritti dalla casa produttrice.

Aggiungiamo qualche guscio d’uovo tritato e con on l’ausilio di una frusta da cucina manuale o elettrica iniziamo a miscelare la parte liquida.

 

I gusci d’uovo sono una parte molto importante in quanto parte croccante della boiles.

Come sappiamo le carpe masticano attraverso le ossa faringee e l’effetto crunch che da il guscio dell’uovo simula in parte il guscio delle cozze o il carapace dei gamberQuando la parte liquida sarà pronta iniziamo ad inserire poco per volta il mix fino ad ottenere un impasto molto omogeneo, non dovra essere troppo morbido e appiccicoso, un dosaggio giusto si raggiunge quando l’impasto non si attacca più alle mani.

Una volta preparato il cilindro o panetto come preferite lo lasciamo riposare almeno 20 minuti in un recipiente coperto da pellicola. 

Passato questo tempo prepariamo l’estrusore e facciamo le Boiles!!!

Alcuni accorgimenti:

Il diametro dell’estruso deve essere preciso. Se dopo il rullaggio vediamo che le boiles assumono una forma cilindrica simile a quella del pellet significa che il diametro è troppo stretto. Se invece le boiles sono sferiche ma con un foro nel centro significa che il diametro è troppo grande.

I tempi di cottura variano a secondo delle farine usate ma soprattutto in funzione del diametro. Un metodo per regolarsi consiste nel misurare il tempo che impiegano le boiles a venire a galla.

A questo punto l’attenzione si concentra su alcuni aspetti fondamentali, l’asciugatura e la conservazione.

Per evitare il formarsi della muffa dobbiamo lasciare asciugare le boiles in un setaccio e in un luogo molto asciutto per almeno dieci giorni. Passato questo tempo, se non abbiamo utilizzato del conservante, possiamo mettere le boiles sotto vuoto.

Le nostre prime “self “ avranno senza dubbio dei difetti che con il tempo e l’esperienza riusciremo sicuramente a risolvere. Un consiglio che posso dare per esperienza personale  è quello di usare all’inizio un amo abbastanza generoso perchè tenderanno a gonfiarsi mettendolo in ombra.

Non ci resta che andare a pescare!!!

 


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