Tecnica

Un Sogno Realizzato

Di Luca Nanetti pubblicato il 27/05/14

                                             Un Sogno Realizzato

Per una volta volevo uscire dal classico stereotipo d’articolo di tecnica o descrittivo di un’ itinerario o di una situazione di pesca impegnativa che una volta risolta mi hanno regalato catture da brivido.

Volevo condividere con i lettori di COL l’emozione che mi ha regalato una cattura davvero speciale che ha anche contribuito a realizzare il mio sogno da Carpista.

Penso che ognuno di noi nel suo subconscio cova dei piccoli o grandi sogni, possono abbracciare tutti i campi con i quali ci confrontiamo tutti i giorni, quindi varieranno dalla famiglia, al lavoro o al tempo libero e quindi alle proprie passioni o hobby,  io ne avevo uno come carpista:

“Catturare un’ Over 30 in acque libere”.

Ho avuto la fortuna di realizzarlo anzi in realtà ne ho realizzati 2 in un colpo solo perché oltre a catturare un’ Over 30 ho avuto la fortuna di prenderla a specchi.

Tuttora quando ripenso a quei momenti, mi si riempie il cuore di gioia..

Da quella sessione in solitaria di sole 2 notti ho imparato un altro insegnamento, dopo una cocente delusione puo’ arrivare una grande gioia, questa non è ovviamente una formula matematica, ma spesso capita, ma ce la dobbiamo andare a cercare.

Difatti quante volte abbiamo programmato nei minimi particolari una sessione aspettandola per mesi e mesi e poi il tempo si è messo di traverso rovinandocela completamente; a me personalmente tante volte e difatti anche questa volta era appena tornato da uno dei laghi che amo di piu’ il “Lago di Endine” dove ero stato costretto ad abbandonare la posta qualche giorno prima rispetto al periodo della prenotazione causa piogge torrenziali che avevano fatto arrivare il lago alle nostre tende e reso impossibile provare a continuare ad insistere in quella sessione.

Se ce una cosa che mi fa arrabbiare è proprio il tempo, quando non ti da’ tregua e non ti consente di giocarti le possibilità di cattura alla pari; non so mi rimane sempre un certo amaro in bocca in questi casi.

E io conosco solo una cura, ritornare subito a pesca e se possibile farlo in solitaria per godersi in silenzio e il contatto con la natura, ogni secondo della sessione e cosi ho fatto..

5 gg dopo il ritorno da Endine mi sono regalato 2 notti in completa solitudine, mi sono goduto ogni momento di quella sessione, alle prime luci dell’alba del primo gg ho subito effettuato un’altra bella cattura che già mi aveva ripagato di tutto e mi aveva fatto tornare il sorriso ma poi all’alba del gg dopo è arrivata lei……..

Mi ricordo ogni secondo.. dai primi bip dell’avvisatore che mi ha fatto saltare sulla branda in un amen a il filo che usciva lento ma costante, ho già rivisto nella mia mente il rewind della cattura decine e decine di volte, questo mi emoziona e ancora oggi mi pare impossibile d’ essere riuscito ad arrivare a realizzare il mio sogno..

Avere  un pesce in canna di quella mole per me significa avere mille accortezze, non deve essere forzato troppo mentre è in canna ma dobbiamo mantenere sempre una corretta tensione, la prima vota che si è aggallata e poi è ripartita mi è preso quasi un colpo,  per un’attimo mi è quasi venuto il dubbio che non entrasse nel guadino talmente era tonda e alta, avevo il cuore in gola e quando finalmente sono riuscito a prenderla, mi sono messo muto ad osservarla dentro al guadino; alcuni di noi urlano e sbraitano di felicità, io invece ho proprio una reazione contraria, mi metto muto e rimango qualche minuto a osservare il pesce staccando immediatamente il terminale dalla sua bocca. 

Ho avuto subito la consapevolezza dell’importante cattura e avendo la fortuna di avere un’amico in zona l’ho contattato immediatamente perché  pesci di questa mole e questa età nella mia etica da carpista devono essere trattati con mille attenzioni, stiamo parlando di un pesce che sicuramente potrebbe avere anche 30 di anni di vita e quindi non credo sia giusto tenerlo fuori dall’acqua per le classiche foto di rito.

Difatti non ho nemmeno utilizzato il guadino per appoggiarla sul materassino, dal guadino rimanendo in acqua è entrata nella sacca di pesatura rigida ed è uscita dall’acqua solo per la pesatura sul trepiede con la bilancia con sotto il materassino per sicurezza, poi è subito tornata in acqua, per le foto di rito.

Ridarle il via è stata una delle emozioni piu’ forti insieme a quella di guardarla nel guadino appena catturata come un ebete sul gommone, momenti indelebili che rimarranno per sempre nella mia mente e nel mio cuore e che spero essere riuscito almeno un po’ a condividere con tutti quanti voi.

Ci tenevo a rigraziare 2 persone in questo frangente.. Il mio amico che ha lasciato il lavoro ed è corso subito ad aiutarmi in posta e soprattutto Ian Moore per aver creato le Odyssey XXX una pallina che miete vittime over tutti gli anni in tutta Europa.

Odyssey XXX per me è l’esca migliore che abbia mai incontrato nella mia carriera da carpista per andare a caccia dell’esemplare da record.

Pero’ il ringraziamento principale spetta a lei… mi hai regalato un’emozione indelebile, ti auguro di nuotare libera e in salute per ancora tantissimi anni perché ho un nuovo sogno sai….

Rincontrarti….

Autore : Luca Nanetti Consultant CC Moore Italy


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Commenti

Leomork il 03/07/14
Caro Luca che dire.. Chapeau!


Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)