Itinerari

Un fortunato inconveniente

Di Davide Mencaroni pubblicato il 08/09/18


 

Cinque giorni a disposizione, periodo metà maggio, sulla carta pre-frega. Io con i miei amici , Lorenzo e Giacomo, decidemmo di ritornare in Slovenia, una diga abbastanza conosciuta non lontana dal confine italiano, era la nostra meta.

Partenza nel cuore della notte, per arrivare al lago alla prime luci dell’alba.

Secondo il meteo per tutta la durata della sessione ci avrebbe accompagnato una bella perturbazione. Infatti non si sbagliava, dato che arrivati al lago il cielo era cupo e minaccioso, scendemmo sulle sue rive, per vedere dove posizionarci o trasbordare, ed osservare se ci fossero pesci in zona. Dopo un pò di osservazione decidemmo di montare il campo in una zona dove a centro lago vi era presenza di pesce.

Il tempo incombeva pioggia, magari con un po’ di fortuna saremo riusciti a posizionarci senza fare un bel “bagno all’aperto”. Invece la fortuna ci voltò le spalle, infatti mentre  ci apprestavamo a organizzare il nostro campo , arrivarono delle guardie dicendoci che i nostri permessi non erano adeguati e che dovevamo abbandonare il lago. Non sto qui a raccontare nel dettaglio quali problemi ci abbia creato con i permessi precedentemente acquistati, ma dopo diverse chiamate e giri per mezza Slovenia, riuscimmo ad essere rimborsati. Dopo pochi giorni, ci contattarono i signori che ci avevano rilasciato i permessi, scusandosi per l’accaduto e spiegandoci che c’era stata un malinteso e se avessimo avuto piacere di tornare saremmo stati loro ospiti gratuitamente.

Torniamo a noi. Il tempo scorreva e il primo giorno stava volando via, ormai la nostra meta era un’altra diga slovena più all’interno, ad un oretta o poco più dalla precedente. Più grande come volume d’acqua , da quel che sapevamo molto ricca di carpe, non ci interessava la taglia ma ci interessava divertirci.

Non perdiamo tempo e arriviamo al dunque. Arrivammo al lago nel pomeriggio, anche abbastanza stanchi, la nostra giornata era iniziata presto con non pochi inconvenienti. Avevamo già delle informazioni su questo lago, Giacomo, il mio amico, c’era stato per un paio di notti qualche tempo prima ( anche se in un’altra zona del lago, dove non pensavamo di posizionarci). Quindi con il suo aiuto e con altre informazioni di un amico pratico del posto , non ci mettemmo molto a scegliere la posta da dove pescare. Iniziammo a scandagliare il fondale, davanti a noi ci trovammo una profondità massima di 6 metri , con un fondale non troppo duro. Nel sottoriva opposto vi erano invece alcune piante in acqua e sulla nostra destra una piccola ansa.  Iniziammo a pescare sia a centro lago che marginalmente, in un fondale più duro, all’incirca in un metro d’acqua. Sapevamo che il lago era ricco di pesci, anche di piccola taglia, quindi optammo per una pasturazione abbondante, con boiles di grandi diametri accompagnate da tiger nut.  

Nella maggior parte del territorio sloveno si pesca con due canne, quindi in una innescai le “Zero Gravity Why Not Honey Cheese” e nell’altra le immancabili “Bardick” accompagnate da una pasturazione con le “Why Not Gambero” , tutte esche di casa FeedUp.

Iniziò la prima notte per il momento tutto taceva. Arrivarono le prime luci dell’alba e il nostro bottino non era come immaginavamo, solo un paio di piccole regine nella notte.

Di lì a poco però il pesce arrivò nella nostra pastura e fino alla fine della nostra sessione le partenze furono regolari, anche triple partenze, con alcuni buchi lunghi qualche ora, dove il pesce sembrava sparire letteralmente. Di tanto in tanto avevamo bisogno di cambiare spot ed allungare la nostra azione di pesca, il pesce sentiva la nostra presenza.

Alla fine riuscimmo comunque a portare a guadino diversi pesci (anzi tanti!), con una buona taglia media, forse più alta di quello che ci aspettavamo. Tante specchi e vergine selvagge e, ciliegina sulla torta, due bellissime carpe Koi, rispettivamente una rossa e una bianca.

Pesci vergini  con una potenza incredibile, ci fecero  fare dei combattimenti da paura, sotto una pioggia che ci accompagnò per tutta ,o quasi, la durata della nostra sessione.

Alla fine nonostante gli inconvenienti che ci hanno portato fino a questo lago possiamo dire di aver concluso una divertentissima sessione. Forse nell’altra diga questi risultati non  li avremmo ottenuti o forse si, magari anche meglio,

chi lo sa…  questa è la PESCA.


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