Tecnica

Tribute to Lac du Saint Cassien

Di Beppe Contesini pubblicato il 13/03/16

Questo non è il classico articolo tecnico ne tantomeno il racconto di una sessione intera, il mio scritto infatti vuole essere un modo per portarvi al mio fianco e farvi provare un po' di quella magia che quel viaggio mi ha regalato... Ma prima di iniziare a leggere vorrei chiedervi un favore, andate su you tube, cercate la canzone dei Led Zeppelin "Stairway to heaven", fatela partire ed iniziate a ascoltarla mentre leggete quel che segue... Sono convinto che sarete soddisfatti del risultato finale... 

 

Subito si sentì assalito dai calorosi e penetranti profumi della primavera inoltrata, era finalmente giunto il momento... Era finalmente innanzi a Saint Cassien.

Il viaggio era durato tutta una notte ma non gli pesava, l'unica compagnia che aveva era la radio del suo furgone, un ormai scassato Renault Trafic che lo serviva fedelmente da diversi anni, nella sua mente scheggiavano come tante stelle cadenti i ricordi del posto che stava raggiungendo e dei pesci che lo popolavano, così chilometro dopo chilometro mentre la notte era illuminata da un'enorme luna piena, speranze ed emozioni contrastanti affollavano i suoi pensieri... Si trattava della prima volta che affrontava da solo una sessione di pesca in un luogo così lontano da casa ma nello stesso tempo così vicino a lui, quel lago che sin dal primo incontro gli era entrato dentro all'anima come una lama calda penetra nel burro. Percorse l'autoroute francese sulla costa azzurra ed una volta presa l'uscita 39 dalla radio iniziarono ad uscire le note di "Stairway to heaven", la strada scivolava via velocemente tra le colline che circondano il lago, la luna come il faro di un porto gli illuminava il cammino... Poi lo vide... Sentì quel brivido che solo quelle acque gli regalavano, col furgone imboccò il ponte all'incrocio dei tre bracci e mentre abbassava il finestrino la tiepida brezza della notte portò con se gli odori dei boschi e del lago, così famigliari e così incredibilmente unici. Continuò a guidare fino ad arrivare allo scivolo per le barche  situato nel braccio ovest, parcheggiò il furgone, scese e fece due passi lungo la riva con il cuore colmo di gioia come se avesse ritrovato  un caro amico perso di vista da fin troppo tempo. Il cantare dei grilli insieme  alla vista di luna e stelle riflesse sull'acqua rendevano l'atmosfera magica e surreale, gli sembrò che il tempo si fosse fermato, non sapeva da quanto era li a guardare il lago.... Poi alla sua sinistra un fragoroso tonfo in acqua lo fece trasalire, era convinto che si trattasse di un pesce di mole eccezionale... A quel punto nonostante l'agitazione decise di tornare sul furgone per tentare di farsi un paio di ore di sonno in attesa dell'alba. 

Il sole si stava levando pigro facendosi largo tra qualche nuvola sopra le colline quando aprì gli occhi con ancora quel tonfo nella testa... In quel momento non lo sapeva ma con l'inizio di quel giorno sarebbe cominciata una delle più incredibili avventure della sua vita...

 

Ora potrei spiegarvi come ho impostato la pescata, quali esche ho utilizzato e su che montature le ho innescate tuttavia... Non lo farò! Penso che tutto quello che potrei aggiungere al mio racconto sarebbe un qualcosa di superfluo e andrebbe a rovinare quel che ho cercato di trasmettere. Spero di non avervi fatto sprecare tempo e mi auguro di avervi strappato un sorriso o un brivido perché vorrebbe dire che in fondo sono riuscito a tornare indietro nel tempo e a condividere con voi un momento che sarà per sempre uno dei più appaganti ed emozionanti della mia vita.

 


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