Tecnica

The big three challenge!

Di Giuseppe Contesini pubblicato il 14/11/17

Una sessione ormai passata da tempo, ma che vale la pena essere ricordata.

Era ormai un anno e mezzo che per svariati motivi non avevo l'occasione di organizzare una sessione di più di due o tre notti ma finalmente a metà giugno si presentò l'opportunità che tanto aspettavo... Avrei avuto la possibilità di prendermi 9 giorni tra l'ultima settimana di giugno e la prima di luglio! Non restava che decidere la destinazione... Devo essere sincero, un'assenza così prolungata da sessioni lunghe mi ha messo una tale carica da non riuscire a decidermi su quale meta scegliere, avrei voluto pescare in mille posti, affrontare acque nuove ma anche il mio amato fiume e fu così che una sera decisi di provare un qualcosa di particolare, una vera e propria follia alla ricerca di quelle emozioni che mi mancavano da troppo tempo... Nella mia mente stava prendendo forma la "BIG THREE CHALLENGE"! 

 

Nel nord Italia alcune delle acque considerate "mostri sacri" del carpfishing sono il lago di Garda, il lago Maggiore ed ovviamente il fiume Po, così optai per affrontare tutti e tre questi ambienti con un unico obbiettivo... Catturare almeno una carpa in ognuno di essi! L'idea iniziale era di pescare tre giorni e due notti in ognuno dei posti sopracitati ma con la consapevolezza che se fossi riuscito a catturare sin dalla prima notte avrei dovuto passare al "livello successivo" della mia sfida proprio per avere un margine e potermi concentrare di più in un posto dal momento in cui magari non fosse così semplice catturare.

Decisi di iniziare dallo spot più ostico e difficile... Il lago di Garda! Arrivato nel tardo pomeriggio di domenica raggiungo la postazione dopo un trasbordo di 700-800 metri, monto il campo insieme ad un mio caro amico del posto che mi ha indirizzato in quella zona, calo le canne in prossimità di erbai e canneti ma non appena finito un violento temporale trasforma il lago in un mare burrascoso! Lo spazio dove avevamo la tenda era esiguo e molto vicino all'acqua, ad ogni onda si rischiava di trovarsi l'acqua in tenda, come se non bastasse enormi banchi di alghe staccatesi dal fondale si accumulavano sui fili delle canne spostando gli inneschi e rendendo impossibile l'azione di pesca. Così decidemmo di ritirare le lenze e vedere come si sarebbe messo l'indomani. Il vento non mollò per tutta la notte e anche al mattino il lago era discretamente agitato, niente di clamoroso però per cui si poteva tornare in pesca.... Tuttavia la sfortuna non era dello stesso parere ed il mio motore elettrico mi lasció a piedi! L'unica soluzione era quella di portarlo in una nautica e sperare che fosse un problema da poco per cui fummo costretti a smontare il campo e ad abbandonare il Garda.... Almeno per il momento.

Per sistemare il motore non ci vollero più di un paio di ore ed una spesa veramente irrisoria, ero pronto a ripartire ma visto l'orario decisi di impiegare le poche ore di luce rimaste per cercare lungo il lago qualche buono spot in cui tornare dopo aver pescato sul Maggiore. Avevo deciso di spostarmi subito in quanto il meteo era instabile anche per i due giorni a venire ed era veramente inutile restare li con il rischio di non poter pescare in maniera ottimale, così il mattino seguente dopo una bella colazione salutai Guglielmo che fu così gentile da ospitarmi e partii per il Maggiore per iniziare veramente la mia sfida.

 

"LEVEL ONE: LAGO MAGGIORE"

Arrivai nel primo pomeriggio di martedì ed anche stavolta grazie ad un aggancio locale sapevo già in quale zona andare, prima di montare il campo però decisi di fare un giro con il gommone per controllare se nei canneti e vicino agli erbai dove avrei dovuto pescare ci fossero segni freschi di mangiate o comunque della presenza di carpe, il fondale sembrava un deserto! Non si vedeva nessun segno di attività recente per cui decisi di tentare la fortuna in un'altra zona, un rapido colpo di telefono a Roberto per avvisarlo dello spostamento e via verso la nuova postazione. Persi tutto il pomeriggio per sistemarmi nuovamente ma prima del tramonto avevo finito di calare le canne. Decisi di pasturare prevalentemente con mais preparato con nhdc ed olio essenziale al pepe nero mentre gli inneschi erano composti da due chicchi di mais bilanciati con una pop up bianca da 10mm. Mi misi a riposare e crollai in un sonno profondissimo che fu interrotto dal suono della centralina, era il momento che tanto bramavo, saltai sul gommone e dopo un breve ma intenso combattimento finalmente riuscii a catturare una perla del lago Maggiore, una carpa di modeste dimensioni che però era tutto quello che desideravo in quel momento. Un paio di ore dopo altra partenza ma stavolta finale diverso... Il pesce si infilò in una legnaia e sebbene provai a recuperalo in tutti i modi possibili purtroppo si slamó. Al mattino Roberto arrivò a farmi le foto e mi consigliò di restare un'altra notte, io sapevo di avere il pesce in pastura ma nella mia testa c'era solo un pensiero... Il lago di Garda! Decisi di provare tutto il pomeriggio ma non vidi più nulla così verso sera caricai tutta l'attrezzatura ed imboccai l'autostrada per tornare sul Garda... 

Il viaggio fu tranquillo ed arrivai al lago in serata, ormai era troppo tardi per montare il campo e dovetti aspettare l'indomani mattina per potermi mettere in pesca al meglio. 

 

"LEVEL TWO: LAGO DI GARDA"

Anche stavolta a darmi appoggio c'era Guglielmo che era abbastanza sicuro di sapere dove avremmo potuto trovare i pesci, mi spiegò che nel Garda le carpe girano in grossi branchi e che nel periodo in cui eravamo avremmo dovuto trovare erbai in acqua bassa per avere buone possibilità di cattura, avendo raccolto diverse info in giro decisi di affrontare la pescata con un'esca creata da un fish mix a base di cozza arricchito da un'aroma alla fragola veramente pungente. Il pomeriggio passò senza grandi emozioni se non la cattura di un paio di cavedani di modeste dimensioni e la visita del nostro amico Fabrizio che mi disse essere sicuro che avremmo catturato, poi finalmente in piena notte ci fu una partenza un po' più decisa sulla mia canna di sinistra, quella calata proprio al limitare di un erbaio in circa due metri d'acqua; una volta saliti sul gommone iniziai il recupero e vista la poca resistenza pensai subito all'ennesimo cavedano ma con grande emozione una volta sgallato il pesce vidi la coda rossa ed inconfondibile della carpa, ero al settimo cielo sebbene si trattasse veramente di un esemplare piccolo, in quel momento non mi importava catturare chissà quale carpa, volevo solamente togliermi la soddisfazione di avere tra le mani una "Gardesana D.O.C."! Una volta rientrati a riva la mia euforia era incontenibile ed anche se so che per qualcuno può sembrare sciocco gioire come un matto per una cattura del genere la realtà è che in determinati posti la vera soddisfazione non sta esclusivamente nel catturare carpe grosse quanto nel riuscire anche solo a catturarne una! Quella notte si dormì poco, oltre a qualche cavedano un'altra carpa ci fece visita, questa volta sulle canne di Guglielmo, anch'essa di dimensioni simili a quella catturata da me, d'altra parte come mi aveva spiegato nel pomeriggio i branchi che si creano sono composti prevalentemente da carpe della stessa dimensione.

Il risveglio con la brezza mattutina ed i profumi del lago sono un qualcosa di magico, il fatto di sapere di aver raggiunto l'obbiettivo che mi ero prefissato resero ancora più piacevoli quelle sensazioni, era il momento delle foto, di un ultimo saluto a Guglielmo ed al Garda ma soprattutto era il momento di passare allo step successivo della mia sfida.... Il fiume Po!

 

"LEVEL THREE: FIUME PO"

Arrivai in una postazione che conoscevo bene, ci ho pescato molte volte ed ero abbastanza sicuro che sarei riuscito a catturare una carpa, erano i primi giorni della riapertura dopo il fermo per la frega, la strada per completare la "BIG THREE CHALLENGE" sembrava ormai in discesa tuttavia il fiume iniziava a calare dopo un periodo in cui le piogge delle settimane precedenti lo avevano tenuto ad un livello veramente ottimale per la pesca. In questo caso decisi di affrontare la sessione con boilies self made Fish/Banana  innescando  una boilie da 24mm affondante dato che nel BIG RIVER la presentazione sinking é quella che da sempre mi ha regalato più catture. Non feci in tempo a calare la terza canna che mi arrivò una telefonata da casa, un imprevisto poco simpatico mi costrinse a sospendere la sessione e a tornare immediatamente dalla mia famiglia. Il Po dista pochi chilometri da casa mia per cui non mi sembrò un grande problema ma non avevo tenuto conto di una cosa... Infatti una volta sistemato quello che dovevo sebbene fossi pronto a ripartire preferii restare a casa quella notte, avevo il bisogno e la voglia di stare con mia figlia che mi era mancata incredibilmente.

Arrivò così la mattina del 2 luglio, mi svegliai e dopo una bella colazione tornai sulle sponde del Po, preparai il campo ed una volta calate le canne iniziai l'attesa. Sapevo che in quel tratto di fiume la maggior parte delle partenze si hanno al tramonto o all'alba e rimasi abbastanza sorpreso nel constatare che era ormai buio pesto e a parte un barbo nulla si era avvicinato ai miei inneschi... Mi misi a dormire con la speranza di essere svegliato da una bella partenza e così fu! Il combattimento con le carpe di fiume non è mai ne semplice ne scontato, indipendentemente dalla dimensione del pesce, per cui mi presi tutto il tempo che mi serviva per portare a guadino quella stupenda regina che mentre il sole sorgeva sancì la fine della mia "BIG THREE CHALLENGE" in appena 7 giorni. Avvisai per messaggio Mirko, un caro amico, gran conoscitore del fiume che arrivò a farmi le foto più felice di me... Ce l'avevo fatta. 

 Quella mattina l'alba fu una delle più dolci della mia vita, avete presente quella sensazione di appagamento che si prova dopo essere riusciti in qualcosa che si pensava quasi impossibile? Per molti non si tratta di nulla di speciale, per altri invece si tratta di una piccola impresa ma quello che conta davvero, più di tutto, é quello che questa sessione significa per me, un qualcosa che personalmente ricorderò con grande orgoglio ed immensa soddisfazione per tutta la vita, sette giorni in cui ho riscoperto il piacere di catturare carpe indipendentemente dal loro peso, il piacere di affrontare acque nuove, il condividere momenti indelebili con amici veri affrontando tre delle acque più vaste ed affascinanti d'Italia. Inutile dire che senza l'aiuto ed il supporto di persone come Roberto, Guglielmo e Mirko tutto questo probabilmente non sarebbe potuto andare come è andato per cui mi sento di voler dedicare in primis a loro la buona riuscita della "BIG THREE CHALLENGE".

 

"Non esiste piacere migliore nella vita di quello di superare le difficoltà, passare da un gradino del successo a quello superiore, formulare nuovi desideri e vederli realizzati. Colui che si accinge a qualche grande o lodevole impresa vede le sue fatiche prima sostenute dalla speranza, poi ricompensate dalla gioia."   Cit. Samuel Johnson


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