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Tende e ombrelli vietati in Carinzia

Di Redazione pubblicato il 18/12/16

Alla fine i comportamenti di pochi sono riusciti a rovinare tutti coloro che vanno all'estero e sono consapevioli di essere ospiti.

Dopo le figure umilianti di Bled in Slovenia, gioiello assoluto dove pescare dosta 55 euro al giorno (politici leggete bene) , la gente sbattuta fuori a Curton, arriva una nuova mazzata a restringere sempre di più gli spazi per gli amanti del carp fishing; la Carinzia, splendida Regione austriaca immediatamente dopo il confine di Tarvisio, ha emesso un decreto per il quale tende e ombrelli non sono più legali.
Vince una logica conservativa di tipo verde ambientalista forse fuori luogo ma, è la risposta alle lenze depositate a centinaia di metri dalla riva impedendo e disturbando altri appassionati.

E' la risposta all'immondizia dei campi dei carpisti in cui spesso il decoro non è anglosassone ma da bazar indiano.

A Bled in Slovenia erano arrivati all'esasperazione vedendo le tende degli italiani con i panni sporchi stesi direttamente nel lungo lago; non ne potevano più degli italiani che pescavano di notte facendo i furbi e ora hanno (pare) proibito qualsiasi forma di pasturazione che non sia un sacchetto di PVA.

Ora la Carinzia (Austria) stringe i cordoni forse perché gli echi della vicina Slovenia sono arrivato oltre il vicino confine...


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Commenti

alessandro il 18/12/16
Salve; premetto che il mio intervento, se mi e concesso, non vuole fare di tutte le erbe un fascio; amo la pesca e rispetto tutti i pescatori che si comportano come tali, da tempo ho notato che alcuni articoli sul sito hanno come obbiettivo,invece del confronto istruttivo sul nostro amato hobby,la riflessione stupita sulla maleducazione che ormai dilaga in tutti i settori della società. Pensavo se contribuire o meno con la mia opinione e dopo aver letto questo articolo ho pensato di scrivere due righe, così mi tolgo il pensiero; ormai la cosa è sfuggita di mano e incontrollabilmente dimostra a chi pensava di vivere in un paese civile che si sbagliava: anni fa, (forse in buona fede) pensando di elevare il pescatore italiano a livello europeo proponendo un' etica nella pesca lontana anni luce per storia dalla cultura italiana.Oggi invece nonostante i reali problemi meglio dire disastri in cui versa il settore si cerca di far sentire una voce su tutte, quella che addita il bracconaggio straniero come causa principale dei nostri mali; non prendiamoci in giro, sappiamo che non è così: il bracconaggio non è un fenomeno attuale, attuale è l' aumento del numero dei bracconieri, i bracconieri ci sono sempre stati, italiani; oggi , grazie ai NOSTRI buchi legislativi e ad un senso della giustizia del tutto ITALICO e sottolineo italico non dell' est europa ai nostri malfattori se ne sono aggiunti altri.La pesca professionale, contro la quale si è battuta una parte del movimento dimostrando conti alla mano che vale di più una carpa viva che morta magari al forno o in umido; contro chi si è dovuti andare se non contro quella cultura arraffona che approfitta sempre dell' opera altrui, in questo caso la natura, che ha riempito bacini di pesce ma che grazie alla stessa cultura lungimirante solo nell' interesse personale si sta progressivamente impoverendo.Cosa dire poi della chiamata alla difesa dell' aloctona carpa; avete mai chiesto a parenti e amici il significato di aloctona.... non fatelo a meno che non vogliate scoprire direttamente come mai a Madrid erano numerosi quasi come noi a Carpitaly (vedi articolo COL 5-06-2016). Concludo con la triste testimonianza dell' articolo qui pubblicato il 26-11-2016 titolato: una storia di ordinario carpfishing; ordinario carpfishing in questo sta mutando una tecnica che per spirito e educazione è lontana da una tribù, nel senso antropologico del termine, che senza nessuna base culturale si è inserita tipo black-blok infangando tutto; un fango che non si lava via con un po d' acqua come tutti ben facciamo al ritorno dalle nostre battute. Mi dispiace, mi dispiace per chi ha creduto, per chi ha divulgato, per chi si è impegnato direttamente con il proprio tempo e con il proprio denaro, mi dispiace perchè sono anch' io ITALIANO e sono un pescatore, un' attività sportiva i cui numeri nella partecipazione andrebbero rivisti in difetto dato che non passa giorno senza scoprire che sulle rive dei nostri fiumi o laghi ci sono dei signori praticanti campeggio con rod-pod ma che della pesca non sanno nulla. Un saluto


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