Tecnica

Tattiche autunnali

Di Massimo Bravo pubblicato il 15/11/12

 

Le  ultime  giornate del  mese  di  ottobre  hanno  portato  ad un abbassamento costante  della  temperatura  , sia  del  aria  e  naturalmente  dell'acqua.

 personalmente  pescare da  settembre   fino a  fine  dicembre è  il  periodo che  preferisco, per  diversi  motivi , vuoi  che  il  turismo  ordinario dei  vacanzieri finisce  per  lasciare  il  posto  a noi  carpisti, vuoi  che  le  temperature estive  lasciamo  il posto  a  quelle  autunnali  e quindi  la  vita in tenda  è senza dubbio  più  ottimale, vuoi  che   secondo  me le  carpe  di  dimensioni  minori lasciano il  posto a  quelle  di   dimensioni  maggiori  cominciando  ad  alimentarsi  in  modo  costanze  girovagando per molto  più  tempo  alla  ricerca di cibo per  immagazzinare  grasso per  i  periodi  più  freddi,  e  quindi   sia  nel  periodo  autunnale  e  invernale , sia  quello  primaverile offrono  al  nostro  obiettivo digitale le  catture  di  maggior  peso.

 

 

 credo che questi motivi   siano decisamente sufficienti a  riempire  all' inverosimile  la  nostra  auto e  partire verso  laghi  e  fiumi. personalmente  in   questo  periodo preferisco pescare  nei  grandi  laghi  naturali ,lasciando magari  perdere  il  sotto riva  , ma  cercando  piuttosto  i  grandi plateau  sabbiosi, magare   un pò  lontano  da  riva dove i  branchi  di carpe , più  o  meno  numerosi , migrano fino a  trovare cibo  che  li  soddisfi.

Di  solito in  queste  grandi  praterie  sommerse , possiamo usare  diverse  tattiche per cercare  di  catturare  qualcosa, e  dovremo valutare diverse opzioni dove  poter  calare le  nostre esche.

 come  prima  opzione possiamo calare la  nostra  esca  sopra  il  plateau  stesso dove in genere , ma  non  sempre , la  consistenza  del  fondo è  più dura , questo  perchè di  natura  le  particelle fangose  scendono  verso  i  fondali adiacenti a  questo rialzo  del  fondale.

sono  naturalmente  delle  condizioni molto  favorevoli , dove  le  carpe sicuramente andranno  a  cercare  cibo specialmente  nelle  ore  dove  l oscurità e  la  calma nel  lago  regnano  sovrane.

 Una  seconda  opzione  da  non  scartare è  quella di  cercare una  "parete"  scoscesa adiacente a  questo rialzo  del  fondale in modo da non  fossilizzarci magare  con  tutte  le  canne sopra il  plateau, sarebbe  un  errore imperdonabile.

Qui  abbiamo anche  la  possibilità  di  avere qualche  abboccata  anche  nelle  ore più chiare dove le  carpe  sono  più  tranquille in  fondali più  profondi.

Personalmente  nel  periodo  autunno  invernale agisco  in  questa maniera.

 Cerco  il  più  possibile  di capire  le  dimensioni  di  questo  rialzo  di fondale, se  le  dimensioni  sono relativamente modeste il  problema si  risolve  abbastanza  facilmente con un  pasturazione  mirata attorno all’  esca , e  qui potremo  anche  intercettare le  carpe  con una  pasturazione  limitata , ma  poniamo  il  caso  che  questo  rialzo  sia  magare di  dimensioni importanti ,a  volte   anche   centinaia di metri  quadri.

In questi  casi agisco in  questo  modo, scelgo  una  porzione  di  plateau che  mi  soddisfi e  faccio una  pasturazione  per  intercettare   l eventuale  branco di   carpe mettendo due  segnali  all' estremità  di  questa  porzione , di  circa 20 metri  per  10 metri, in pratica un grosso  ipotetico  rettangolo, questo per  essere  precisi il  più  possibile, calo quindi le  mia  esche ai margini destro e  sinistro  quindi  con  due  canne, questo  per  avere  più  possibilità, di  intercettare le  carpe  all’entrata  di  questa  zona  pasturata.

 Questa tattica  funziona naturalmente se  le carpe  si spostano in branchi ma  in questo  periodo autunnale  succede  proprio  cosi.

In  genere  la terza  canna, dove  questa  è  possibile usarla, la  metto da  un altra  parte  del  plateau vicino  per  esempio ad  un gradino del  plateau stesso, per  intercettare  carpe  che magare  se  ne  stanno  in  profondità durante  le  ore  di maggior  luce ,cambiando  magari  tipo  di pasturazione anche  sotto  il  profilo quantitativo.

in  questo  modo  ho usato  tattiche  diverse che  possono  naturalmente portare a  risultati  diversi.

 

 

 

Io uso  questo  sistema da  diversi anni e  devo  dire  di  avere  avuto  dei  risultati  soddisfacenti.

Naturalmente una  cosa  molto  importante è abbinare  una  "giusta" pasturazione. "quintalate " di boilies buttate  a  casaccio come  fosse  mais sono    soldi  buttati via, piuttosto allargo il  raggio  di  pasturazione con criterio gettando poche  boilies  per  volta ma  in un area maggiore, in  modo  da  coprire  tutta  l area  da  me  scelta . Questa è  un opzione  importante perchè molti  commettono  l’ errore  di  sfamare il  pesce, alternando periodi di cattura improvvisi specialmente   ad  inizio sessione con periodi  di inattività  molto prolungata e forzata con  periodi  completamente  inattivi a  volte  per  molti  giorni avendo praticamente "impallato "  mezzo  lago.

 

 

 

naturalmente la  conoscenza  del  luogo è  basilare ed  è  la  cosa  più  importante in  assoluto,questo  tenetelo  sempre  in  considerazione.


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