I Pirati del PO

Sulle Tracce dei Predoni-pt.2-Gli Indizi

Di Marco Falciano pubblicato il 24/02/16

Dopo aver descritto le attrezzature utilizzate dai bracconieri nell'areale del Po, ci soffermiamo ora ad analizzare le tracce che lasciano al termine della loro azione di pesca illegale. Si tratta talvolta di piccoli segnali che potrebbero facilmente sfuggire ad un occhio distratto, ma che vanno individuati e ben interpretati perchè possono rivelarci molto sui loro comportamenti e le loro abitudini. Conoscere a fondo il proprio territorio così da saperne cogliere anche i più piccoli mutamenti, in modo da capire immediatamente se e quando in un dato luogo è passato o meno qualcuno,  è la chiave per combattere il bracconaggio dall'unica posizione utile, da vicino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1. GLI ACCAMPAMENTI
Raramente i bracconieri si allontanano dalla zona dove hanno calato le reti, soprattutto se si muovono in territori dove sanno di poter agire praticamente indisturbati. I pescatori Lipoveni realizzano spesso piccoli accampamenti o bivacchi temporanei, utilizzando materiali di fortuna  o qualsiasi cosa utile riescano a rinvenire sul posto (es. pali, teli, divani, materassi, bastoni ecc). Bisogna riconoscergli una certa astuzia e bravura nel creare tali appostamenti perché, utilizzando una quantità minima di materiali, sono in grado di edificare piccoli capanni, o altre strutture che resistono per mesi all'aperto sotto le intemperie. Inoltre queste strutture, con l'ausilio di piccoli accorgimenti, vengono perfettamente mimetizzate con l'ambiente circostante e risulta pressoché impossibile individuarle. Capita che alcuni bivacchi siano utilizzati solo il tempo di una sessione, perciò di una sola notte; altri invece possono venire sfruttati per più tempo, anche per alcuni mesi di fila se la zona è produttiva e c'è molto pesce da prelevare. In quest'ultimo caso, quando la zona è frequentata per un certo periodo di tempo, l'area spesso si trasforma in discarica abusiva, e dai rifiuti lasciati sul posto è possibile identificarne i responsabili. I Lipoveni difatti abbandonano spesso lattine di birra italiana o straniera, pacchetti di sigarette acquistati rigorosamente in Romania, resti di fuochi liberi,  resti di banchetti ecc.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2. LE CASE ABBANDONATE

Altri luoghi frequentati dai bracconieri sono proprio le abitazioni abbandonate, purtroppo molto numerose nelle campagne ferraresi e del rodigino. Questi luoghi fungono da riparo perfetto nelle notti più fredde, sono utilizzati come base dove conservare le attrezzature (reti, carburante, imbarcazioni, fertilizzanti o veleni agricoli ecc..). Gli stabili utilizzati per tali fini sorgono quasi tutti in prossimità di fiumi e canali, e vengono utilizzati dai bracconieri per  svolgere le proprie operazioni al sicuro lontano da occhi indiscreti. In alcuni stabili abbiamo rinvenuto i natanti utilizzati ancora sporchi e bagnati, o sacchi con all'interno i tramagli che sapevano ancora di pesce; la prova che questi luoghi vengono utilizzati come vere e propri depositi, per velocizzare il  lavoro e ottimizzare le operazioni di pesca.

 

 

 

 

 

3. SEGNALI LUNGO LA SPONDA
Camminando lungo la sponda dei nostri corsi d'acqua può capitare di notare alcuni segnali lasciati dall'uomo, come i classici poggiacanna a "Y", che possono essere semplicemente stati dimenticati da un pescatore distratto, oppure possono rappresentare un segnale identificativo.  Tali elementi  sono importanti sia per i bracconieri che per noi che li combattiamo, un legnetto spezzato, un nastro legato ad un ramo sull'acqua, un palo di ferro piantato sulla sponda possono indicare la presenza di una rete o di una nassa poco distanti.

 

 

 

 

 

 

4. CORDE e RETI SOMMERSE  
A seguito delle operazioni antibracconaggio condotte soprattutto  in Provincia di Ferrara e Rovigo, i predoni dei fiumi si stanno facendo più furbi, e perfezionano ogni giorno le loro tecniche. Ultimamente, per velocizzare la propria azione, usano tirare delle corde da una sponda all'altra del canale, e tali corde rimangono stese in una determinata zona anche per giorni. La notte le utilizzano per distendere le reti lungo tutto il corso d'acqua senza dover usare l'imbarcazione, rimanendo semplicemente in piedi sulla sponda è infatti possibile svolgere tutte le operazioni. Un'altra tecnica utilizzata, si presume, per accellerare i tempi dell'azione di pesca, è quella di predisporre delle reti sommerse (appositamente zavorrate per rimanere sotto il pelo dell'acqua), queste risultano invisibili e vengono anche'esse  lasciate in acqua per più giorni. Più volte ci è capitato di recuperare reti affondanti lunghe centinaia di metri, spesso a maglia molto larga, disposte apparentemente a caso lungo il corso d'acqua e completamente vuote, cioè senza pesci al loro interno.  Ci siamo interrogati a lungo sul perché venissero utilizzate con quest'apparente noncuranza, perché venissero abbandonate così... poi abbiamo capito. Queste reti hanno una finalità specifica, la loro disposizione (al centro del canale o parallela ai canneti), l'ampiezza delle maglie, il fatto che stiano sotto il pelo dell'acqua, ci ha permesso di capire che vengono utilizzate solo ed esclusivamente insieme all'elettrostorditore, servono per incanalare e intrappolare il pesce che fugge dalla corrente. E senza l'utilizzo di essa, per come vengono disposte, risultano quasi prive di efficacia. Non vengono abbandonate, ma vengono volutamente lasciate sul posto, anche qui, per agevolare e rendere più veloce la loro attivita di pesca. 

 

 

5. ALTRI MATERIALI
Il bracconiere lipoveno è abituato a vivere sul fiume, ed utilizzare il fiume coma la propria casa. Può creare un riparo con un telo di plastica e qualche ramo, può nascondere diversi quintali di pesce in mezzo ai canneti, o una barchetta di pochi metri sotto alla sponda, senza che nessuno noti nulla. Sono in grado di camuffare la propria attrezzatura o il pescato in pochissimo tempo, e ricorrono a tale rimedio ogni volta che sono costretti a interrompere la propria azione di pesca. Quasi mai abbandonano gli oggetti ancora utili o il bottino della pescata, li nascondono semplicemente per recuperarli in un secondo momento, o per ritrovarli in loco quando torneranno la volta successiva. Quando si è sulla pista giusta può perciò capitare d'imbattersi in una barca circondata da quintali di pesci  e camuffata nei canneti, o in una rete a sacco contenente diverse decine di siluri ancora in vita, o ancora, in un attrezzo autocostruito e reso mimetico, utilizzato probabilmente per issare i natanti dagli argini più scoscesi.

 

 

 

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