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Strada senza uscita

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 20/04/14

Prendo spunto da un post uscito poche ore fa in cui Pino Maffei giustamente si rivolge a chi usa il social per sparare sentenze e nascondersi subito dopo. Quella generazione di ominicchi come li definirebbe Sciascia per i quali non vale la pena nemmeno spendere una parola..ma tante'.

Sparano, hanno il loro momento di notorietà ed ebbri di maschia virtù....bloccano, bannano e si nascondono.

Questo della delazione e dell'invidia è un argomento molto presente nella pesca italiana ma che nel carpfishing ha trovato terreno fertile ed una ampia gamma di sostenitori. Sei in vista, hai un tuoi successo personale e sei rispettato...allora evidentemente sei sceso a patti con il diavolo e ti sei venduto in modo da lucrare per benino sulla pesca e sulla faccia degli altri.

Peccato, ma è la centesima volta che lo scrivo (in genere privatamente a chi mi chiede consigli su coime diventare "personaggio della pesca"...non sapete quanti...),che non si capisca che , tranne pochissimi, nessuno fa l'angler di professione.

Se invece si scoprisse quanto pagano le riviste (zero da molti anni), oppure quanto si guadagna netto per fare un video tolto le spese o ancor di più, quanto pagano le aziende allora si smetterebbe di sparare caz....te.

Ma il lucro o presunto tale è solo un aspetto fastidioso ancorché totalmente ingiustificato....è la delazione che uccide nel senso che spegne gli entusiasmi e fa venire voglia di smettere e fare altro.

Difficile avere un consenso anche quando si fanno le cose per il semplice piacere di farle; nel nostro paese la maldicenza è dietro l’angolo e l’invidia è lo sport nazionale. Quando uno sale e diventa più o meno noto, iniziai la gara a cercare di riportarlo dove molti di questi normalmente vivono; nel fango.
Ricordo un filmato con Rod Hutchinson con un amur che saltò fuori dal materassino riguadagnando la fuga precipitosa.

Una cosa che è successa mille volte! Leggemmo ridendo una serie di post scritti da ragazzini che emettevano giudizi senza aver nemmeno visto il filmato (perché criptato e presente solo sulle tv a pagamento).

Questi parlavano senza aver nemmeno visto le immagini! Mettevano in discussione  quei ….90 anni di pesca che Rod ed il sottoscritto portavano sulle spalle…..Ridicolo…  E’ una strada senza uscita quella del carpfishing  se, ragazzi senza la minima idea di cosa sia stato il carpfishing italiano in questi 20 anni, si alzano a censori e giudici sfruttando la delazione, il chiacchiericcio e ragioni ridicole.

Sono difensori di una morale ridicola , come quel tizio che vuole scrivere la storia vera di un lago....ma dove era nel 1993 quando noi eravamo in quel lago a nasconderci dalla Forestale...aveva il ciuccio e il bavaglino?? E dove era questo eroe quando una mossa fantastica di un assessore riuscì a chiudere quelle acque alle reti....e in tante altre occasioni in cui sempre gli stessi ci hanno messo la faccia, il loro tempo libero e il fegato...??

Poi li ascolti rimani senza parole nello scoprire che sono così distanti dai veri appassionati da rendere siderale la loro distanza con la normalità.Credono di essere detentori di qualche cosa mentre in realtà dovrebbero meditare sulla loro pochezza.

Poveri di ideali, di cultura alieutica ma arsi da una saccenza infinta e basata su una rabbia che deriva dalla loro mediocrità..

Mi diceva un mio docente universitario “accettate la mia mediocrità come io accetto la vostra....”
Parlava 7 lingue ed insegnava in 3 Università tra le più blasonate del mondo..Mosca, New York, Cambridge
Loro invece si mettono sul piedistallo forti di una cappellino e lo sconto su un sacchetto di esche da 4 euro. Poi, indagando, scopri che nel loro armadio tenuto segreto, ci sono scheletri di ogni tipo e che certe nefandezze che loro accusano sono stati i primi a compierle per davvero....
Questa gente è esattamente ciò che allontana tanti dalla pesca. Sono quelli che hanno iniziato magari solo 3 anni fa  e non hanno mai letto un libro ma si ergono a esperti e discriminano chi pesca  “in acque libere!” con coloro che invece pescano nelle riserve. Questa gente è la morte della pesca perché semplicemente, non riesce a comprendere che di pesca si tratta..per l’appunto e non di atti eroici o imprese memorabili. Cosa c’è di memorabile nel restare una settimana davanti ad un pod a non fare nulla….c’è il vuoto desolante del tempo che passa inutilmente.

La pesca non è questo e nessuno può permettersi il lusso di giudicare…non lo fa il Papa, figuriamoci uno che va a pesca e che dovrebbe rilassarsi.
Poi ci sono i puristi dell’etica, quelli che hanno preso 3 pesci, pescano da 5 e insegnano come ci si deve comportare…senza pensare che noi andiamo a pesca e per piantare  un amo in bocca  ad un animale e godere del suo terrore e della sua asfissia successiva.   Perché questo è il succo del discorso, tutto il resto è pura ipocrisia pseudo animalista...

Terribile deve essere il trovarsi davanti a persone senza la minima cultura tecnica e bibliografica che invece di studiare la pesca italiana , pretendono invece di insegnarla.
Lo si sente da tante parti, il carpfishing sta diventando una terra bruciata in cui dominano dei perdenti che si arrogano il potere di decidere. Provate a chiedere loro chi sia Albertarelli, Bocchi, Cazzola oppure cosa abbia rappresentato Carlo Chines e chi siano stati Trabucco o Mario Molinari. Impensabile chiedere cosa sia stata “Fish Eye” oppure “Strike”  essi non possono rispondere perché sono ignoranti e non hanno nemmeno intenzione di uscire dal baratro in cui vivono.
Oggi lo sport nazionale del carpista è quello di essere field tester senza sapere nemmeno come e in cosa si discioglie l’aroma oppure, come si capisce banalmente se una canna ha una “spina oppure gli anelli son messi a caso...”.

Lo si vede alla fiere mentre parla di “carbonio intrecciato “(??) , di “carbonio radiale”.

MI parlavano delle virtù delle mie Classic o le Blue Arrow grazie al..... carbonio intrecciato..senza sapere che si trattava di cosmesi, semplice cosmesi senza alcun effetto sull’azione! E io ridevo nel vedere quanto ignoranza usciva dalle loro bocche griffate.

Poi li vedi lanciare e ti metti a ridere; non sanno nemmeno cosa significa!
Parlano e chiacchierano di etica ma poi fanno i filmati senza giubbotto senza rendersi conto che se ci sarà un altro angler ad affogare, sarà anche per colpa loro.

Ma loro, i censori che a malapena sanno scrivere ma pensano di essere degli eroi, manco se ne rendono conto, tronfi come sono nel giudicare e consigliare.

Prima di parlare bisogna masticarne di pesca, bisogna viverne in mille modi diversi ed in mille luoghi diversi e rispettare chi in questi anni ha segnato una strada sia un Maffei, un Di Cesare, un Pitorri, un Di Lorenzo un Mantovani per citarne solo alcuni dei tanti che di strada ne hanno fatta e di freddo, ne hanno preso tanto.
Anche di carpe ne hanno prese tante ma, quello è l’aspetto che meno conta….quelle spesso abboccano da sole.
Ma hanno anche condiviso la propria passione ed hanno reso il carpfishing italiano migliore.
Una strada lunga lunga che, grazie a certe menti bucate rischia di diventare una strada senza uscita....ahimè.


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Commenti

Romano il 25/06/14
Salve Roberto, sono un carpista che ha iniziato questa pesca ancora con le Hardy richard walker carp , in vetro resina .....ed utilizzo nella maggior parte dei casi esche naturali più che boilies ( qualcuno adesso griderà allo scandalo!)..... Condivido il tuo post in pieno , perché come al solito la gallina che canta e' quella che ha fatto L' uovo per prima!! Ho inoltre L' hobby di costruttore di canne in bambù esagonale e posso dire riguardo ai grezzi che se c'è una "spina" questa rappresenta una variazione della dimensione della sezione , inteso come spessore variabile delle pareti che determina delle zone più rigide di altre immediatamente adiacenti.....di solito quando monto un grezzo prediligo sempre disporre gli anelli proprio sulla spina, comunque in una zona preferenziale più rigida ( gli anelli a doppio ponte costituiscono un irrigidimento di quella particolare sezione del grezzo........)... Detto questo sono un felice proprietario di due canne Ripamonti Blue Arrow deluxe e Classic; per me sono le migliori mai costruite e le più divertenti con il pesce in canna, requisito per me fondamentale. Grazie in anticipo per L' attenzione.


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