Tecnica

Stalking, tutto in poche ore...

Di Alessandro Amarante pubblicato il 17/05/13

Ogni appassionato vorrebbe trascorrere a pesca gran parte del proprio tempo libero, ed affrontare sessioni di svariati giorni. In fondo, per noi carpisti è più che  gratificante arrivare sullo spot di pesca, e pensare che lì ci resteremo per i prossimi  giorni, senza pensare, al lavoraccio che faremo per montare il campo, anche perché, una volta ultimato, sappiamo che il tempo è dalla nostra parte, e quindi potremmo recuperare tutte le energie perse, riposando sul lettino, immersi nell’ intimità della nostra tenda, lasciando penzolante l’ingresso, per permettere al sole di regalarci gli ultimi raggi di sole prima del tramonto, restando distesi, a sentire la voce della natura, aspettando una partenza, o un salto, per iniziare a fantasticare su una cattura over, che dopo un lungo combattimento, si concede alle maglie del nostro guadino. Per sfortuna, non sempre abbiamo a disposizione tutto il tempo che vogliamo per svolgere la nostra passione, infatti può capitare che, anche per un lungo periodo, abbiamo a disposizione una sola giornata o addirittura alcune ore da dedicare alla pesca, un lasso di tempo talmente basso per noi carpisti, abituati a sessioni di diversi giorni; che spesso invece di andare a pesca decidiamo di riordinare la nostra attrezzatura o magari costruire dei nuovi terminali, aspettando che il tempo a disposizione aumenti. Personalmente, penso che, anche quando il tempo a nostra disposizione sia molto limitato, non dobbiamo prendere come scelta più ovvia quella di non andare a pesca, ma al contrario, scegliere gli specchi d’acqua a noi più vicini, dove magari, abbiamo la possibilità di arrivarci in poco tempo, e una volta giunti sul posto dedicarci alcuni minuti, per individuare, grazie ai segnali che l’acqua ci offre, dove sono i pesci ,aumentando così, le nostre possibilità di successo.

Basta ricordare, in quante sessioni abbiamo salvato il "cappotto",proprio negli ultimi minuti, oppure quante volte abbiamo cambiato spot poco prima della fine, e siamo riusciti a portare a riva qualche pesce, insomma, ormai è risaputo a tutti, nella nostra disciplina, serve dedizione, impegno, tecnica e soprattutto essere nel posto giusto al momento giusto, e questa parentesi potrebbe coincidere anche con le sessioni di poche ore, chi può saperlo, in fondo stiamo parlando di pesca e niente deve essere dato per scontato.In Italia, penso che quasi la totalità degli appassionati abbia a disposizione almeno uno specchio d’acqua nel raggio di  30 km da casa, che spesso non teniamo nemmeno in considerazione, forse a causa delle dimensioni del bacino, o cosa più comune la taglia dei ciprinidi presenti.Personalmente, ho la fortuna di poter andare a pesca praticamente tutti i weekend ,ma quando la voglia di pescare è tanta non riesco ad aspettare i cinque giorni che dividono le mie sessioni,  infatti da alcuni mesi a questa parte , nel bel  mezzo della settimana svolgo sessioni veloci, che spesso vedono la mia permanenza sulla sponda per una sola notte o addirittura per poche ore.Per effettuare queste sessioni lampo, abbiamo bisogno di organizzare tutto preventivamente, per guadagnare il maggior tempo possibile, infatti vi illustrerò brevemente in che modo mi organizzo, certo a qualcuno potrà sembrare un sacrificio enorme, vista la durata della sessione ma noi siamo carpisti, e si sà,pur di lanciare le nostre esche in acqua siamo pronti a tutto.Di solito, una volta terminato il mio orario di lavoro, vado sul posto per pasturare moderatamente lo spot che intendo affrontare, poi torno a casa carico la macchina dell’ indispensabile e vado a letto.L’ indomani, mi reco in ufficio già con la macchina carica, svolgo la mia normale giornata di lavoro,  una volta terminata riesco ad essere sullo spot più o meno per le 20.00, giusto il tempo di cambiarmi, montare l’attrezzatura e lanciare gli inneschi sugli spot preventivamente  pasturati, poi una volta montato tutto, mi siedo mangio un buon panino, una chiamata alla mia morosa, e vado a letto.Per fortuna, nel cuore della notte mi ritrovo spesso ad essere sbalzato dalla mia branda, per ferrare quanto prima il pesce, che fa impazzare la centralina.La sveglia nel mio caso suona sempre verso le 6.30 di mattina, il tempo per smontare il campo, bere un buon caffè, e fare le foto di rito con gli esemplari catturati, dopo di che via, si torna a casa, si scarica,  faccio una doccia, e per le 8.30 sono già in ufficio per affrontare una nuova giornata di lavoro.Certo a qualcuno potrà sembrare stressante, ma posso assicurarvi che alla 3° – 4° sessione, vi organizzerete al tal punto, da riuscire a fare tutto nel minor tempo possibile, riuscendo così sessione dopo sessione a capire cosa vi serve realmente, e quindi ad escludere tutto quello che obiettivamente sarebbe inutile, ma soprattutto, riuscirete in poche sessioni a capire quali sono le zone calde, tanto da dedicargli le giuste attenzioni. Posso assicurarvi, cari amici che una volta individuate le zone migliori, e tornando sullo spot con frequenza, riuscirete ad avere ottimi risultati, e saranno proprio quelli a spronarvi e a portarvi nuovamente a pesca.

 

Attrezzature al minimo…

Parlare di attrezzature al minimo è un qualcosa che a noi carpisti non va proprio giù, infatti ogni qual volta ci troviamo a caricare la macchina, sembra proprio che tutto sia indispensabile e necessario. Per affrontare sessioni di poche e non trasformarle in uno stress totale, abbiamo bisogno di ridimensionare drasticamente la nostra attrezzatura, e portarci dietro solo quello che è veramente essenziale, in fondo dobbiamo garantirci di essere in pesca nel minor tempo possibile. Personalmente, nelle mie sessioni lampo mi porto dietro solo quello che reputo vitale, primo tra tutti la mia inseparabile reflex, materassino di slamatura e guadino, dopo di che le canne da pesca, un pod a montaggio rapido e in alcuni casi dei semplici picchetti,  un piccolo ombrello tenda nel caso faccio la notte, un lettino e in fine un unico borsone dove alloggiare, boilies e minuteria varia. In questo modo riesco ad essere in pesca nel minor tempo possibile, ma soprattutto visto che spesso svolgeremo l'azione di pesca nel sottoriva, mi assicuro di essere ben nascosto agli occhi delle carpe, montando il campo, al riparo, nascosto da lunghi e folti canneti, che chiudono la mia visuale.

 

Individuare le zone calde

I fattori che possono portaci alla scelta di un determinato settore sono molteplici, e alcuni dei quali sono di facile interpretazione. Visto che in quest' articolo stiamo parlando di sessioni veloci, vorrei escludere la scelta del settore tramite natante ed ecoscandaglio, visto che la percentuale di appassionati che hanno la fortuna di avere un ormeggio con un imbarcazione fissa in acqua è comunque, molto bassa, meglio quindi aprire un concetto più ampio, basato sul' individuazione delle poste direttamente da riva,  un metodo probabilmente meno preciso, ma sicuramente più veloce e versatile.Visto che, effettueremo una pesca a lancio e in alcuni casi prettamente marginale, teniamo in considerazione le sponde, e la loro conformazione, mettendo in evidenza ,quelle che presentano le condizioni comunemente vincenti per la nostra disciplina, come ad esempio, legnaie, rive franate, rientranze, canneti in acqua ed ostacoli di vario genere che possano rappresentare per i ciprinidi un riparo sicuro e una  costante fonte di alimentazione.Ovviamente, anche se troviamo le condizioni sovra elencate, non possiamo di certo affermare di aver fatto bingo! Infatti tanti spot, a primo occhio possono sembrare validi e vincenti ,a priori, ma in realtà non è così, dato che prima di scegliere definitivamente l'area d' azione, dobbiamo osservare l'acqua e i messaggi che riesce a dare, agli appassionati meno frettolosi e sicuramente più attenti.

In questo periodo, possiamo assistere a segnali inequivocabili della presenza delle nostre amiche baffute, e addirittura la possibilità di vedere grufolare una carpa poco distante da riva e un avvenimento tutt'altro che raro, inoltre, ci sono altri fattori, capaci di  attirare la nostra attenzione, come ad esempio, salti, improvvise increspature e bollate, sono il segnale di una zona produttiva e altamente proficua.Probabilmente, dopo diverse sessioni riusciremo ad avere una panoramica completa dell' ambiente acquatico che stiamo affrontando, a tal punto da poter decidere di orientarci verso altri settori, che durante la nostra permanenza sulla sponda, abbiamo valutato altrettanto positivi, di certo, il nostro unico intento, sarà quello di riuscire ad ottenere il massimo dei risultati, nel minor tempo possibile, ed e proprio in questi casi che niente deve essere lasciato al caso. In questo paragrafo abbiamo evidenziato gli aspetti principali che possono portarci alla scelta di un settore vincente, sembra scontato dire che calare i nostri inneschi sulle zone calde, riuscirà a garantirci ottimi risultati anche in poco tempo.

 

Pasturazione ed azione di pesca

Come accennato in precedenza, pasturare preventivamente il settore che intendiamo affrontare, riesce a far innalzare notevolmente la nostra percentuale di successo, infatti vista la durata breve della nostra permanenza sulla sponda, dobbiamo giocare sul fatto di riuscire a mantenere "vivo" il nostro spot di pesca aiutandoci con granaglie, sfarinati, pellet e ovviamente come arma finale le boilies. Personalmente, pasturavo i miei spot anche  per tutta la settimana prima di andarci a pesca, ma poi con il tempo sono riuscito a memorizzate i punti di stazionamento, e man mano  frequentando con costanza l'ambiente acquatico, sono arrivato a pasturare praticamente uno o due giorni prima della sessioni di pesca, senza diminuire l' intensità delle partenze. Una volta entrato in pesca, imposto l' azione di pesca in questo modo, ovvero ,innescando solitamente due boilies effettuando una presentazione di tipo showman alla quale vado ad aggiungere un generoso stick mix carico di attrattori e stimolatori d'appetito capaci di richiamare e motivare gli esemplari presenti sul mio settore nel minor tempo possibile, inoltre, concludo il tutto spezzettando in un secchio un chilo di boilies e alcune manciate di mais e pellet. In queste circostanze, meglio non esagerare con la pasturazione, meglio poche boilies
di ottima qualità e alcune manciate di granaglie ben bollite, per riuscire ad entrare in pesca nel minor tempo possibile, magari senza puntare necessariamente agli esemplari record, visto che nelle sessioni brevi anche un pesce di pochi chili è da considerarsi un risultato di tutto rispetto, anche se ovviamente posso assicurarvi che frequentando con costanza lo spot, riuscirete ad ambire a pesci di taglia superiore, e perché no, magari ritrovarvi tra le braccia il pesce dei vostri sogni. A questo punto, non mi resta che salutarvi, sperando di essere riuscito a mettere in voi un dubbio, capace di farvi rivalutare le sessioni di breve terminate, sicuro che il divertimento e le sorprese non tarderanno ad arrivare, in fondo l'  importante e lanciare in acqua i nostri inneschi ed  essere a pesca, per iniziare a sognare e non importa per quanto tempo!

 


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