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Soldi spesi bene?

di Roberto Ripamonti pubblicato il 22/03/17

Da qualche giorno è stata inaugurata la Scala di monta a Isola Serafini sul PO.
Si tratta di un opera che aveva un senso nel 1962 quando fu costruita la diga che tagliò in due il Grande Fiume, adesso, non saprei..
Questo blocco, costruito senza tenere minimamente conto del degrado che avrebbe causato alla fauna ittica è costato soldi ed molti adesso, sono serviti per costruire un passaggio che facesse tornare il PO un unico fiume e non due tronconi.
Non so se quesi 50 anni di blocco abbiano causato l'estizione dello storione, non sono in grado di dirlo certo è che, nei libri di Mario Albertarelli, si raccontava di animali da 2-300 kg che risalivano il Fiume.

Credo di non averne sentito parlare almeno dalla  prima metà degli anni '70.
Ora si corre ai ripari con squilli di tromba dietro ai quali si nascondono potenziali pericoli per la popolazione alloctona visto che vorrebbero operare contenimenti (siluro) per salvaguardare l'immissione  dei 6000 storioni come previsto dal Progetto Life.
7 milioni di euro il costo totale.
Tanti bei propositi che vanno di pari passo con i soldi, che prevedono anche la cattura dei siluri che resteranno intrappolati nelle gabbie di monitoraggio.

Eppure in quei  7 milioni di euro non si è "trovato" il modo di predisporre il controllo qualitativo dell'acqua del Po che è una FOGNA.
E' tipicamente italico far grandi progetti dai piedi d'argilla...perché parlare dell'acqua del Grande Fiume, quando si possono spendere  soldi (non so quanti, lo dico onestamente),  per immissioni di cui no si consce l'esito sopratutto quando quei pesci diventano prede dei bracconieri o dei pescasportivi che a malapena saprebbero riconoscerli?

Ma no sarebbe stato meglio pensare di spendere una piccola parte di quei 7 milioni di euro per dotare i controlli di gommoni veloci, Night Vision Guggles o anche solo "rimborsi spese per chi passa le notti al freddo".....troppo civile e moderno, meglio far finta di nulla vero burocrati?

Qualcuno dirà; ma è un progetto LIfe ed i soldi sono stati stanziati per altri scopi...Ed è questo il punto; si spendono soldi per !altri" scopi che non siano quelli di proteggere il Fiume assai prima di pensare di ripopolarlo.

Magari questi Signori manco immaginano che anche nel'ultimo weekend durante una gara di pesca al colpo di livello nazionale (Adria) hanno trovato l'ennesimo tramaglio messo di traverso.
Spendiamo soldi in progetti che non danno nulla a nessuno se non a chi se li mette in tasca e facciamo finta di non vedere che il Grande Fiume, un tempo leggenda e mito è oggi un fiume ferito mortalmente da inquinamento, bracconieri e burocrati.
Avanti così a tutta forza, tanto i fiumi sono solo un problema...figuriamoci i pesci.






Commenti

Icona utente fabrizio fusi il 25/03/17
Ero presente a Caorso all'incontro pubblico per la presentazione della scala di risalita di Isola Serafini. Ho manifestato pubblicamente, vista la possibilità di intervenire e parlare, il mio pensiero. Voglio qui ribadire il concetto principale, anzi FONDAMENTALE, che E' STATO IGNORATO: L'ACQUA!. Nel "faraonico" progetto CON.FLU.PO, a parte il discorso scala di risalita, sulla cui MERA realizzazione non ho nulla da dire ( che dire di un opera COMUNQUE OBBLIGATORIA per legge e realizzata con 50 anni di ritardi in perfetto stile italico ma che mi vede altresì profondamente dubbioso e allarmato sull'utilizzo che in parte se ne vuole fare ovvero vedasi GABBIE DI ACCIAIO, BERTOVELLI E CONTENIMENTO SPECIE ALLOCTONE ), non esiste il minimo accenno all'elemento ACQUA ! Come da me ribadito nel nostro meraviglioso PO non scorre più ACQUA. Scorre qualcosa in cui c'è qualche traccia di ACQUA. La fanno da padrone pesticidi, fitofarmaci, metalli pesanti,farmaci e droghe di varie specie. Non lo dico io, non lo diciamo noi, ma l'ultimo rapporto ISPRA di un mese fa cosi come i rapporti ARPA. Viene da se capire che molti dei soldi spesi, sono stati buttati al vento. Inutile illudersi.Si DOVEVANO SPENDERE IN ALTRO MODO. Ma questo non avrebbe permesso di ottenerli. E' semplice da capire. E' come la cultura, NON DA' REDDITO! Soldi e tanti, spesi per pesci (storioni) che avranno NON una vita nel fiume, ma al massimo, se saranno fortunati una magra sopravvivenza. Inutile nascondersi dietro una laurea o un mega progetto LIFE. Semplicemente questi pesci non hanno più le condizioni per vivere e riprodursi. Citi Albertarelli: i tempi di Filippo Scarpini e degli straordinari storioni del Po, del Ticino e dell'Adda non torneranno. Chi gestisce questi progetti, molto probabilmente ha visto il PO solo da lontano o se lo ha visto da vicino NON è CAPACE DI ASCOLTARE IL FIUME. O FORSE NON LO VOGLIONO ASCOLTARE. E SOPRATTUTTO NON ASCOLTANO CHI IL FIUME LO VIVE E LO "SENTE". Perché non chiedono lumi, ad esempio a un uomo come ViTALIANO DAOLIO che vive in simbiosi con il fiume? Perché non rendono partecipi di questi progetti noi guide di pesca professioniste per monitorare e studiare i pesci e l'ambiente? L'importante è portare a casa il risultato ( accaparrarsi i fondi europei, che peraltro sono sempre soldi nostri) e non rimuovere le cause del disastro che stiamo vivendo. Peraltro personalmente ho constatato con mano i "benefici" effetti di un progetto LIFE sul "mio" amatissimo lago di Alserio, in Brianza. Un progetto che non ha nemmeno visto la fine ma che ha visto andare in fumo due milioni di oramai obsoleti euro. Progetto elaborato da gente, laureati, che il lago lo hanno visto con il binocolo e sul quale ci hanno mangiato alla grande. E' sempre la solita storia. Trita e ritrita. Un lago che ha visto nel 1975, il furto, ad opera di un acquedotto, del suo elemento vitale: l'acqua. Il "mio" Alserio, il lago che ti regalava in primavera 40 persici trota al giorno e lucci da sogno, ha lottato con tutte le sue forze ( quella che gli ESPERTI laureati chiamo resilienza) circa 15 anni e poi ha ceduto all'indifferenza,alla speculazione e ignoranza umana. Ripeto, è sempre la solita storia. Come ho fatto presente, dibattendo in modo acceso, anche con il sindaco di Caorso. Si ripetono sempre le solite condizioni. Si generano montagne di carte, analisi, prelievi, monitoraggi e progetti sulla carta.Un sacco di parole, la maggior parte al vento. MANCANO I FATTI. MANCA LA CONCRETEZZA. MANCA IL FARE. IN PRIMIS MANCA LA VOLONTA' POLITICA DI CAMBIARE E FARE. E CONTINUERA' A MANCARE FINO A QUANDO NON SAREMO CAPACI DI LIBERARCI DI QUESTO IMMONDO SISTEMA DI AMMINISTRARE LA RISORSA ACQUA E LA NOSTRA TERRA ( laghi e fiumi del nord a secco ma consorzi e centrali che" fatturano " acqua, bracconieri e ladri e pesticidi a tonnellate per "fare un quintale in più ad ettaro" vi dicono qualcosa?) Nel frattempo ci accontenteremo di vedere quello che rimane a nuotare nei nostri fiumi e laghi, però ripreso da telecamere ad alta definizione. E' il successo che siamo stati capaci di ottenere. Rendersi conto che il fiume o il lago parlano una lingua semplice e chiedono solo ACQUA e RISPETTO è troppo, purtroppo, per molti di quelli che ci circondano.E ignorano vilmente cosa potrebbero darci in cambio di ACQUA e RISPETTO................

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