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Siamo alle minacce armate!

Di Unione Pescatori Estensi pubblicato il 06/01/17

Articolo troppo velato, che comunque permette di capire la situazione tesissima che si respira nel mezzano. Pare si sia arrivati addirittura allo scontro, ed oltre alle minacce siano spuntate anche le armi. La situazione è ben diversa e più complessa rispetto a quella rappresentata nell'articolo, che sommariamente elenca gli avvenimenti di quella notte senza accennare, se non minimamente, al contesto in cui tali fatti sono inseriti. Non si tratta di un episodio isolato di razzismo, o di violenza gratuita, ma di un fatto legato alla lotta invisibile che ogni notte si disputa tra pescatori e bracconieri tra i canali del mezzano.

Chi come noi prende le distanze da tali fatti sa che possono solo aggravare la situazione già tesa e pericolosa che si respira in Provincia di Ferrara, facendo passare i delinquenti come vittime. Si sa che tali bande non si fermeranno a suon di minacce o teste spaccate, ma colpendole privandole dei beni e del denaro, instaurando processi penali contro i bracconieri.

Chi come noi ha scelto la strada della legalità per contrastare la pesca illegale non può far altro che condannare tali comportamenti violenti (anche se ancora tutti da verificare visto che la denuncia è stata sporta verso ignoti), ma allo stesso modo non condividiamo queste notizie parziali, che nulla dicono sulla situazione d'illegalità diffusa che noi continuiamo a denunciare da anni. Che si limitano a proclamare vittime, chi quella sera era in mezzano per delinquere senza fare alcun tipo di analisi.

Speriamo che quest'evento assurdo, quanto pericoloso faccia riflettere in molti sul fatto che se la regione e le amministrazioni locali non prenderanno seri e straordinari provvedimenti avverso questa vera e propria mafia del pesce, purtroppo sentiremo ancora parlare di fatti spiacevoli come questo.

Come annunciamo da anni, l'esasperazione e l'aggressività stanno aumentando di pari passo col numero di bracconieri che arrivano in Italia, se l'azione di repressione contro questi delinquenti non avrà luogo, la situazione potrà solo peggiorare.

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Commenti

Guido Campopiano il 13/01/17
Ed apprezzare sicuramente la passione, il rischio che volontari impiegano in questi servizi, io Luca sono assolutamente d'accordo con te purtroppo le forze di polizia sono in carenza di personale di fondi di materiale, gli impegni sono sempre maggiori a causa dell'aumento della criminalità, infatti ho sempre ritenuto una scelta non propriamente giusta quella di impiegare personale non qualificato e soprattutto non armato. E comunque la sottolineare la volontà di questi ragazzi e la passione che ci mettono per salvare le nostre acque.


luca il 07/01/17
Se succedeva una disgrazia chi avrebbe detto al papa o alla mamma del ragazzo che il figlio e morto perché stava lottando per un fiume o per un pesce....ne vale davvero la pena ... non e meglio che ci siano dei professionisti magari armati...invece che dei volontari allo sbaraglio...lottare è giusto ma rischiare la vita per un passione NO


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