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Siamo sempre nel Medioevo

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 16/01/17

I pescatori professionisti di cinque cooperative del noto bacino della provincia di Viterbo riceveranno circa 1 milione di euro per attuare un progetto di valorizzazione e promozione dei prodotti ittici locali, fondi da dividersi anche con sei comuni della zona del lago di Bolsena, con una Camera di commercio, con otto organizzazioni di categoria e con la Banca di credito cooperativo di Pitigliano. Queste differenti realtà del territorio del viterbese hanno partecipato al bando pubblico promosso dalla regione Lazio per la realizzazione di progetti presentati dai cosiddetti Flag (Fisheries local action goup), ossia raggruppamenti di enti locali e realtà produttive.

BLA BLA BLA.......e con questo abbiamo conferma che il medioevo italiano continua ad avvolgerci....

Premesso che personalmente non ho nulla contro chi fa il pescatore di professione e provo una forte invidia per la loro incredibile capacità di fare lobby, voglio provare a (ri)-dire la mia. La pesca professionale nelle acque interne è un "non senso" che trova spazio ancora nelle nostre acque a causa di una politica locale miope ed incapace di dare una qualsiasi svolta moderna che realmente valorizzi il territorio. La valorizzazione non può basarsi sul prelievo delle risorse e la loro distruzione!

Questo l'hanno imparato anche i somari ma probabilmente i "nostri (intendo i somari), erano assenti quanto nel resto del mondo occidentale spiegavano questa lezione.

Lezione che non è un delirio di qualche pazzo ma, è suffragata da ricerche scientifiche guarda caso prodotte in diversi Paesi e non semplicemente da cooperative o sindacati che vogliono portare avanti piccole battaglie locali.

Ricerche condotte da comunità scientifiche commissionate da Associazioni con decine di migliaia di aderenti e con rappresentanti in tutto il mondo; parlo dell'IGFA in primis ma anche dell'EFTA e in termini più piccoli, mi rifaccio anche ad una datata ricerca effettuata da Big Game Italia.

In Paesi come la Slovenia o l'Irlanda la pesca sportiva e ricreativa è diventata un PILASTRO dell'azienda del turismo ed impatta sul PIL nazionale.

Negli USA lo è da tempo e nella sola Florida, lo Sport Fishing alza quasi 3 miliardi di dollari ($).

Le acque interne sono una risorsa nel momento in cui si comprende che alberghi pieni, risoranti pieni, nuovi negozi che aprono per vendere materiale per andare a pescare, licenze e permessi, rimessaggi e affitti di barche  che aumentano e crescono in numero generano automaticamente, molta più ricchezza che chilometri di reti per rifornire qualche ristorante.

Guardate cos'era il Salto ai tempi dell'ordinanza Marchionni e come si è ridotto subito dopo che il TAR ha ri-liberalizzato le reti.

Io c'ero prima e anche dopo.

Era un lago mezzo morto, si era ripreso ed erano tornati i bimbi ad andarci a pesca, al punto che un noto ristoratore ci venne a ringraziare pubblicamente per aver contribuito a ridare vita al lago..

....proprio colui che qualch mese prima ci avrebbe ..rigato volentieri la macchina...fino a quando non si era reso conto che il suo ristorante aveva ripreso a veleggiare come ai tempi d'oro.

Era bastato chiudere con le reti.

Guardate cosa potrebbero essere luoghi come Turano, Scandarello, Campotosto, Occhitto, Guarardalfiera, Capacciotti,Bilancino,Mezzano, Martignano, Corbara, Alviano, Polverina per citare solo quelli che mi vengono in mente adesso. 

Ci sarebbero marine con piccoli rimessaggi, barche a motore, controlli e vigilanza, attività commerciali aperte ed invece? La depressione frutto di un immobilismo assoluto che ci rende un Paese vecchio, stantio ed incapace di scrollarci di dosso una visione provinciale, bisunta in cui vince l'idea de "lo Fiume meo...".

Vedi la schifezza della gestione dell'(ex) No Kill Aniene, morto per veti incrociati, sindaci che volevano la mazzetta, incapacità di mettere tutti in riga per il bene comune e per progetti NUOVI.

Sono appena reduce da un viaggio di lavoro ed ho affittato la barca per andare a pescare. Mi accompagnava una guida del posto che per tutto il mese di gennaio aveva solo 2 giorni liberi; tutti i restanti era fuori con clienti a pescare, rilasciare e preservare la sua ricchezza ovvero il pesce e l'ambiente.

Guadagnava in un mese quanto un operaio prende in 6....ed aveva investito in se stesso, in una piccola barca a motore  e qualche canna ben tenuta e di buna qualità. Poi, tanto olio di gomito.

Lui, la mia guida è solo una delle molte guide che è possibile trovare nella piccola area dove mi trovavo. Prima metteva reti poi ha capito che si vive molto meglio in quest'altro modo.

Per la cronaca la mia guida aveva frequentao un corso qualificante ed obbligatorio, aveva sostenuto esami sulle tecniche di pesca , di salvamento ed esami piuttosto duri.

Sapeva molto di pesca, di tutto un poc e di alcune cose, assai più di me per cui era un piacere imparare anche se era molto più giovane.

Utopia americana? No, sto parlando di un francese.

Noi non ci siamo riusciti in 25 anni di assoluto immobilismo, incapacità di vedere oltre il nostro naso, di vedere esempi illuminanti e sempilcemente da copiare senza togliere una virgola. 

Buio nero, poco da dire. Buio nero e medioevo da cui non ci stacchiamo.


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Commenti

fabrizio fusi il 17/01/17
Intervengo su quanto esposto da Roberto con questi concetti: POACHING IS SEVERELY PUNISHED We prefer the term “ecological angling” – we want to make sure that our great grandchildren will be able to experience our fantastic fishing waters filled with a healthy stock of wild fish in an undisturbed environment! Fishing is regulated by the Fisheries Act, the Fisheries Ordinance, and FIFS, a compendium of regulations issued by the Swedish National Board of Fisheries. Chi vuole si diletti con la traduzione: specifico che non arrivano da Marte, ma semplicemente da un paese, che, per quanto riguarda la pesca, è avanti duemila anni rispetto a noi. Roberto cita la sua guida di pesca all’estero.E’ un francese. Io, in Italia (sic), quel francese sono io. La differenza è che ho un calendario rispetto al suo ribaltato e vivo (di nuovo sic) in Italia e pesco in acque in stato di completo abbandono e sfruttamento (medioevo NDR). La barca non mi manca, nemmeno le attrezzature e l’esperienza. Manca un piccolo elemento : LO STATO!. Quindi tutto quello che esso dovrebbe rappresentare e garantire anche nel mio lavoro. Avreste il coraggio di investire un capitale in una nuova attività, oggi, in (sic) Italia? Oltre quello che già faccio,quando riesco a farlo, ho il sogno di aprire un piccolo laboratorio nautico e costruire bellissime barche da pesca in fiberglass. Ho già nelle mani permessi per il capannone, progetti degli stampi, disegni. Sogni, speranze, obbiettivi da raggiugere e qualcosa di solido da lasciare a mio figlio. Ma, mi manca qualcosa. Un cosa piccola: UNO STATO che mi appoggi, che mi dia delle garanzie. Invece ne trovo uno che mi MORTIFICA e UCCIDE i miei progetti, la mia onestà, la mia professionalità, le acque dei miei laghi e fiumi, i miei amati pesci. Uno stato che ESALTA le lobbies e gli interessi di pochi. Uno stato che non ASCOLTA i cittadini ma esalta le incompetenze dei suoi ministri e dei suoi funzionari manca gravemente ai propri doveri. Siamo uno stato FALLITO. Cita Roberto il finanziamento, magari anche di provenienza europea, erogato a fronte dell’ennesimo progetto SUCCHIA DENARO.E’ il sistema ITALIA. Creato proprio per “intercettare” i denari provenienti dalla galassia di Bruxelles (leggasi tasche dei contribuenti italiani ). Intanto le nostre acque, comprese quelle del “progetto”, muoiono. Il Ticino rimane senza acqua, il Po stuprato da milioni di tonnellate di veleni. Fiumi, laghi e stagni impestati di reti, legali e non. Dove il bracconaggio è un nuovo stile di vita. Dove vige ed è esaltata la “cultura del conto corrente ,delle villette a schiera e del facciamo i cazzi nostri e che gli altri si fottano pure”. Ho la testa dura, e mi posso economicamente permettere, grazie a tanti anni di duro e onesto lavoro, di “sognare” ancora un paese migliore e un futuro giusto per noi e le nostre famiglie. Per molti, troppi, questo non è più possibile in Italia. Ma sono anche estremamente realista. E forse mi illudo che ciò avvenga. E quello che vedo mi preoccupa e spaventa. Se tutto fila liscio a giugno sarò a pesca in terra svedese con un mio carissimo amico.Torno li dopo molti anni. Mi guarderò attorno. Ho preso contatti anche con il consolato canadese per un eventuale trasferimento delle mie attività. Mi hanno risposto:” sig.Fusi, lei e la sua famiglia siete i benvenuti……” Qui è il medioevo, altrove ci sono ancora luoghi dove sono ancora capaci di ascoltare e di fare! Non aggiungo altro…….. Fabrizio Fusi


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