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Sgominata banda di bracco nel milanese

Di roberto pubblicato il 27/12/16

Gli uomini del corpo Forestale dei Nucleo investigativo di Milano, coadiuvati dai comandi provinciali di Pavia e Lodi con il supporto dei comandi stazione di Pavia e Zavattarello, hanno scoperto la base di una banda romena dedita al bracconaggio fluviale, per carpe e siluri, tra Po, i suoi affluenti e il Ticino

Purtoppo nessun arresto o sanzione diretta perché gli agenti, sono arrivati troppo tardi: i romeni segnalati erano già scappati. Hanno le ore contate e sarebbe ancor più bello pe t utti noi se fpagassero il loro conto prima della fine dell'anno oppure tornassero da dove vengono.

A Pieve Porto Morone, nel cortile del centro storico, è stata scoperta una vera e propria centrale operativa di filiera del pescato illegale, gestita da romeni che erano a Pieve in affitto non conoscendo quasi una parola di italiano.

Giovanni Gianvincenzo, commissario capo responsabile del Nucleo investigativo della Forestale di Milano, che ha curato l'intera operazione sottolinea:"Abbiamo sorpreso, in quasi flagranza di reato, sei romeni, che abbiamo immediatamente denunciato. Enorme il danno fluviale. La pesca ha delle regole, come la caccia, Le infrangevano tutte.

Questo il comnento e la vera disdetta è che davanti a questi disastri ci si limiti ad una denuncia che ha lo stesso valore di un cucchiaio di zucchero in un bicchiere di un malato terminale

Le accuse formalizzate nei confronti dei sei sono di bracconaggio ittico e reati connessi all'illecita gestione e commercio di alimenti. Le indagini, durate più di sei mesi, sono state coordinate dalla Procura di Pavia.


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