Tecnica

Sessioni fast in inverno

Di Alberto Sancandi pubblicato il 08/02/15

Durante il periodo invernale la maggior parte dei pescatori lascia le canne da pesca a riposo per rispolverarle in stagioni più propizie, ma altri come me, vedono nell'inverno la possibilità di catturare esemplari di carpe magnifici che non sempre si riescono ad incrociare durante le stagioni più redditizie dell'anno.

Non tutte le sessioni si concludono con una cattura e molte volte siamo costretti a tornare a casa insoddisfatti ed un po' delusi ma sicuramente stimolati al miglioramento.

Purtroppo non tutti hanno la possibilità di effettuare sessioni di più giorni a causa degli impegni più disparati, bisogna quindi dare il massimo in poche ore di sessione durante il giorno di riposo settimanale, magari anche in spot che non sono mantenuti costantemente pasturati durante l'anno.

I ciprinidi sono animali a sangue freddo, il loro metabolismo dipende molto dalla temperatura, con l'abbassarsi di quest'ultima si alimentano molto meno ed in zone specifiche poiché ogni movimento, ogni pinnata, richiede un dispendio di energie preziose.
La pesca con la “bomba” si presta molto in questo periodo poiché permette assoluta precisione sia nella presentazione dell'esca che ne quantitativo di pastura utilizzato.

Questo tipo di tecnica consiste nel preparare un sacchetto solubile contenente, oltre a della pastura, anche il terminale innescato con cui andremo ad insidiare le nostre amiche baffute.

Questa montatura è stata descritta molteplici volte, vorrei quindi spostare l'attenzione su quei fattori che permettono di utilizzare terminali e pasture corrette tralasciandone  per un attimo la realizzazione pratica.

Partiamo innanzi tutto dall'individuare lo spot in cui pescare e valutiamone la distanza, la dimensione del sacchetto dovrà essere compatibile con la distanza si lancio.

Un sacchetto grosso, oltre ad essere pesante, offre una superficie molto alta su cui l'aria eserciterà un attrito notevole riducendo la distanza di lancio.

Per una pesca marginale possiamo utilizzare sacchetti in PVA di medie dimensioni, ad una distanza di 70 mt è meglio usarne uno di dimensione S, per distanze maggiori, XS.

Nella mia ultima sessione ho deciso di pescare ad una distanza di circa 70 mt, ho scelto quindi un sacchetto solubile di dimensione S.

Il nodo cruciale della tecnica, così come del carpfishing in generale,  è il terminale.

La proporzione e la distanza fra l'amo e l'esca sono la base per la costruzione di un buon terminale.

Secondo la mia esperienza personale l'utilizzo di un amo “generoso” perdona piccoli errori nella montatura purchè questo sia caricato con la quantità di piombo idonea; a seconda del modello siamo costretti ad utilizzare piombi da 90g a crescere gia per un amo n.4.

Purtroppo la scelta del sacchetto limita anche la quantità di piombo da poter utilizzare, lo spazio deve essere sufficiente anche per la pastura!

La misura idonea in questo caso è un piombo da 40 gr che, per consentire una buona autoferrata, è stato accoppiato con un amo della misura 8.

L'amo è stato legato con un nodo senza nodo semplice ad una girella con doppio anello; la lunghezza del terminale è pari 10 cm per permetterne la giusta disposizione in mezzo alla pastura ma soprattutto una buona allamata.

Come esca ho scelto un chicco di mais finto il quale va a bilanciare perfettamente il peso del mio amo che si posiziona in acqua in leggera sospensione, è' importante utilizzare un filato molto morbido e bilanciare attentamente la galleggiabilità dell'esca con l'amo affinchè il sollevamento della montatura richieda il minore sforzo possibile.

Un terminale con una galleggiabilità al limite ne favorirà l'aspirazione anche nel caso di pesci smaliziati o semplicemente a corto di energie.

Dopo l'esplosione della Bomba il terminale risulterà ben disteso sul fondo e coperto dallo sfarina con il chicco di mais a fare capolino, l'esca non è comunque importante in quanto è lo sfarinato l'attrattore principale.

Come pastura utilizzo un mix composto al 50% da sfarinato da colpo ed un altro 50% da dei pastoncini, il tutto bagnato leggermente con del CSP liquido.

Non inserisco alcun aroma o Dip per magnare il mix, preferisco affidarmi all'aroma naturale delle farine per celare l'inganno anche ai pesci più diffidenti.

Dopo tutta la preparazione finalmente posso lanciare le mie canne nello spot prescelto, metto in tensione il filo con delicatezza lasciandolo leggermente in bando affinchè il leadcore si appoggi correttamente sul fondo

Se tutto è stato fatto nel modo corretto la bomba esploderà coprendo la trappola.

In inverno preferisco pescare a profondità maggiori rispetto alla Primavera/Estate, per poter intercettare gli strati d'acqua più caldi ed incrementare la possibilità di intercettare le carpe.

Per evitare il discoglimento anticipato del PVA durante la caduta costruisco la Bomba con un doppio sacchetto. In acque fredde è sufficiente anche un solo sacchetto, tuttavia un sicurezza in più non fa mai male.

Dopo una mattinata di attesa finalmente arriva il suono che tutti noi aspettiamo, pochi secondi di adrenalina che valgono tutti i nostri sforzi! Un bel biiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiip!!


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