Tecnica

Sessioni veloci!

Di Thomas Santandrea pubblicato il 16/02/18

Molte volte passiamo parecchi giorni sulle sponde di uno specchio d’acqua, alla ricerca della cattura tanto sognata ed invece torniamo a casa senza averla messa nel guadino, ma a volte capita di passare solo poche ore di pesca e catturare la carpa dei sogni. Questo ci può fare pensare a tante cose, fatalità, fortuna, posto giusto al momento giusto, oppure ad altro, ma tutto ciò ci fa capire che a volte bastano solo poche ore di pesca per realizzare una pescata record. Sicuramente passare parecchi giorni in riva ad un lago o ad un fiume, può garantire una maggiore percentuale di probabilità di effettuare belle catture, ma a volte a causa del poco tempo a disposizione, dovuto dal lavoro oppure dalla famiglia, non riusciamo a fare delle lunghe sessione e allora, dedichiamo solo qualche ora al nostro hobby. 

 

SCELTA DEL SETTORE

La scelta del settore di pesca, riveste un ruolo fondamentale ed essenziale nella nostra tecnica, soprattutto se decidiamo di fare delle sessioni di pesca di poche ore. È importante però, fare alcune valutazioni in merito, e considerare alcuni fattori nella scelta dello spot. Uno dei fattori più importanti da considerare, è la stagione in cui andremo a fare la nostra battuta di pesca, in quanto il cambiamento climatico, che comporta anche variazioni sensibili di temperatura, ci può fare cambiare le zone di interesse. Partiamo dalla primavera, che è la stagione forse più bella per la nostra tecnica, in quanto le carpe tornano ad alimentarsi regolarmente, dopo aver passato i mesi più freddi ad alimentarsi meno e saltuariamente. Gli spot da considerare importanti, sono quelli che presentano una bassa profondità nel fondale, in quanto l’aumento della temperatura dell’aria determina un sensibile innalzamento della temperatura anche dell’acqua, riscontrabile maggiormente in superficie e in bassi fondali. Quindi soprattutto le zone esposte al sole, e riparate dai venti, che ancora in questo periodo possono risultare freddi, devono essere prese in considerazione per le nostre pescate primaverili. Discorso diverso va fatto per l’estate, in quanto il sensibile aumento della temperatura, porta le carpe ad alimentarsi in fondali più profondi, dove la temperatura dell’acqua risulta essere di qualche grado più fredda, rispetto alle zone con bassi fondali.  L’autunno rappresenta una stagione molto importante per la nostra tecnica, in quanto è facile avere numerose catture e anche di mole importante. Le carpe in questo periodo sono in grande attività, in quanto cercano di continuo di alimentarsi, per cercare di immagazzinare energie utili per l’inverno imminente. In questa stagione abbiamo a disposizione maggiori scelte su dove calare i nostri terminali, in quanto sono da considerare importanti sia le zone con buona profondità, in quanto la diminuzione delle temperature avviene più lentamente, sia le zone con basso fondale, soprattutto quelle esposte al sole. Queste ultime diventano molto interessanti soprattutto di giorno, dove la luce del sole mantiene una temperatura ottimale per le nostre amiche carpe. L’ultima stagione è l’inverno, dove vi è un abbassamento sensibile delle temperature, e quindi dobbiamo ricercare quelle zone con maggiore profondità, e quelle riparate dai venti freddi di questi periodi. Nella scelta dello spot dobbiamo considerare anche altri numerosi fattori, come ad esempio la presenza o meno di ostacoli in acqua. Questi rappresentano un ottimo riparo per le carpe, dove trovano anche solitamente numeroso cibo naturale. Solitamente possiamo trovare rami o alberi sommersi, soprattutto nei fiumi o nei laghi e in queste zone le nostre amiche verranno sicuramente ad alimentarsi. Naturalmente gli spot cambiano anche a seconda del corso d’acqua che avremo davanti, ad esempio nei canali di bonifica, possiamo trovare zone molto interessanti nel sottosponda, dove la fitta vegetazione garantisce un ottima scelta per le carpe. Un altro fattore da considerare nella scelta del settore è la composizione del fondale, ovvero se è composto da sassi, limo o  sabbia. Soprattutto nei canali, dove il fondale è principalmente fangoso, diventano interessanti le zone con fondale duro, dove le carpe prediligono alimentarsi in queste acque. Da ricordare che nelle zone di fondale duro, vi è anche maggiore presenza di alimento naturale. La scelta del settore rappresenta un primo passo molto importante per affrontare sessioni di poche ore, perché se viene fatta in modo mirato ed attento, ci garantirà maggiori probabilità di cattura.

 

PASTURAZIONE PREVENTIVA

La pasturazione, riveste un ruolo fondamentale nella nostra tecnica e soprattutto se abbiamo a disposizione poche ore per affrontare una pescata, dovrà essere fatta in modo meticoloso e attento. A seconda della stagione in cui decideremo di pasturare cambierà sicuramente il quantitativo di esche che varranno lanciate in acqua, per intenderci in primavera non useremo i quantitativi utilizzati in inverno. Tutto ciò naturalmente, deve essere anche proporzionato al corso d’acqua in cui decideremo di pescare. Considerato questa serie di fattori andiamo a ottimizzare al meglio la nostra pasturazione, cercando di essere regolari sia nei quantitativi di esche lanciate in acqua, sia negli orari che andremo a effettuare la pasturazione. Soprattutto quest’ ultimo fattore non è da trascurare in quanto in certe zone le carpe si abitueranno ad alimentarsi agli orari in cui andremo a pasturare, e in fase di pesca vedremo qualche partenza proprio in corrispondenza di quegli orari. A seconda dello specchio d’acqua che affronteremo, decideremo per le esche da utilizzare in pasturazione. Sicuramente possono andar bene qualsiasi tipo di esca, dalle boiles alle granaglie per finire sui pellets. L’importante è apportare un certo quantitativo, senza cioè esagerare soprattutto in quelle stagioni di apatia alimentare, come l’estate o l’inverno. La nostra pasturazione, verrà fatta a seconda del tempo a nostra disposizione, da una a due volte a settimana cercando di non pasturare il giorno antecedente alla nostra sessione di pesca. In primavera, dove cioè le carpe riprendono a pieno ritmo la loro attività alimentare, possiamo aumentare la dose di esche gettate in acqua, per intenderci anche il doppio di una pasturata invernale. Nella nostra pasturazione dobbiamo anche considerare se abbiamo di fronte uno specchio d’acqua “vergine” oppure se è soggetto ad una elevata pressione di pesca. Se questo si presenta come vergine, o comunque con bassissima pressione di pesca, allora si consiglia di pasturare precedentemente con granaglie, dal mais, alle tiger fino anche ai vari semi come canapa scagliola ecc…, poi piano piano andremo ad inserire le palline. Se invece ci troveremo di fronte ad un corso d’acqua molto pressato, allora sarà molto importante pasturare con esche di qualità, come boiles o pellet, e che abbiano un grande digeribilità. Questo sarà fondamentale, perché le carpe già abituate alle boiles, inizieranno ad apprezzare la qualità delle esche e verranno a cibarsi regolarmente sulla nostra pastura. Un fattore sempre importante da considerare, è guardare tutte le volte che andiamo sul corso d’acqua,  se ci siano dei movimenti del pesce, come salti o bollate in modo da capire le zone in cui prediligono venire ad alimentarsi.

 

ATTREZZATURA

Per affrontare delle brevi sessioni, anche di poche ore, non occorre avere con se  una quantità industriale di attrezzatura, che a volte può risultare superflua, ma sarà sufficiente avere solo lo stretto necessario. A seconda della stagione in cui decidiamo di pescare, cambieremo le cose da portarci appresso. Importante sarà avere, soprattutto d’inverno, oltre ad un ottimo abbigliamento termico, un brolly o un bivvy, che ci terrà al riparo dal vento freddo e dalla pioggia. Inoltre, se abbiamo una “stufetta” portiamola appresso, non si sa mai, può sempre far comodo soprattutto in quelle giornate con nebbia e grande umidità.  Molto comodo, soprattutto pescando di giorno e sotto ad un brolly, sono le parabole che si montano sulle bombole a gas, con queste però dobbiamo fare molta attenzione e non dobbiamo mai utilizzarle in una tenda chiusa, eviteremo spiacevoli conseguenze.  Naturalmente un fornellino da campeggio con una bella moka non guasta mai, perché bere un buon caffè caldo  garantisce un po’ di sollievo al nostro fisico, soprattutto d’inverno. Diverso è invece se peschiamo d’estate o comunque in stagione calda, perché sarà sufficiente avere con se molta meno attrezzatura rispetto alle stagioni fredde. Non dobbiamo però trascurare niente, e soprattutto è utile portare con se un ombrellone, in modo da essere preparati in caso di improvvisi temporali estivi. Naturalmente ognuno di noi ha qualcosa di cui non può fare assolutamente a meno in pesca, ma ricordiamoci che molte volte portare con se il minimo indispensabile, ci aiuta e ci velocizza le fasi di montaggio e di smontaggio della nostra attrezzatura, limitandoci i tempi. Il resto, canne, mulinelli ecc…è superfluo ricordarlo, ma comunque in ogni caso dovranno essere adatti allo specchio d’acqua che affronteremo. 

 

CONCLUSIONI

Affrontare una short session di poche ore,  richiede uno studio meticoloso sui particolari, soprattutto nella costruzione delle nostre esche, che devono essere al top, per garantire di catturare in poco tempo. Dobbiamo cercare di sfruttare tutto il meglio di noi stessi, senza demoralizzarci se torneremo a casa col “cappotto”. Capire ogni minimo particolare del corso di acqua che abbiamo di fronte diventa importante, perché non abbiamo giorni da sfruttare per scandagliare o sondare, ma solo poche ore e quindi, dovremo guardare dove salta il pesce o dove ci sono dei movimenti, che possano garantire la presenza di carpe.  Ricordiamoci che anche solo una cattura, grande o piccola che sia, può essere considerata un giusto trofeo,  perché dimostra che tutto ciò che abbiamo messo in pratica è stato ottimizzato al massimo.

 

 


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