In breve le Gev hanno estratto dall’acqua ben tre grosse reti da pesca alte circa un metro e lunghe oltre 30 metri ciascuna. Un sistema di reti in grado di coprire una superficie di circa 100 metri e di mettere in atto un sistema simile a quello della pesca a strascico, attraverso il quale degli ignoti “pirati” avrebbero potuto ripulire l’intero specchio d’acqua di tutta la sua vita. Probabilmente le reti erano state posate qualche ora prima da qualche gruppo di pescatori di frodo. Del resto non si tratta del primo episodio di pesca fraudolenta negli specchi d’acqua del Parco Nord. Ma mai prima d’ora si era scoperto una situazione di illegalità così vasta, quasi industriale. Oltre alle reti, le Gev hanno posto sotto sequestro anche una canna da pesca. Purtroppo, estraendo le reti dall’acqua, i volontari hanno dovuto lavorare non poco per estrarre tutti i pesci che erano già rimasti intrappolati.

Sono stati posti in salvo una quarantina di pesci, di peso compreso tra i 500 grammi e il chilo. Già in passato le guardie ecologiche, comandante dall’ufficiale cavaliere Mino Capelloni, hanno sorpreso pescatori di frodo. In diverse occasioni sono stati multati frequentatori che si erano armati di canne da pesca. Il lago maggiormente preso di mira, probabilmente anche per le sue dimensioni, è il grande lago di Bruzzano, al confine con Bresso.