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Sequestri nel piacentino

Di Redazione pubblicato il 18/10/16

 

La sera di giovedi' 13/10/2016, con inizio alle ore 20 e termine alle ore 02 di stamattina, gli Agenti Ittici e Ambientali del Carp Fishing Italia di Piacenza coordinati dal Presidente Provinciale Mauro Beghi e dal Dirigente Alessandro Gambazza, durante l'effettuazione di un servizio antibracconaggio alieutico promosso dalla Regione Emilia-Romagna, e coordinato con il Corpo di Polizia Provinciale di Piacenza, hanno rinvenuto in località Roncarolo del Comune di Caorso (PC), alle ore 23.30 durante un controllo lungo il fiume Po, con uso di natanti e di pattuglia terrestre, numero 9 Attrezzi da pesca  denominati "Bertovelli o bertavelli", vietati dai pescatori dilettanti e sportivi e abbandonati e giacenti nelle profondità del fiume, segnalati mediante fusti in plastica collocati in superficie e fissati mediante corde.

Questi attrezzi da pesca utilizzati per la pesca professionale, erano privi di targhette di segnalazione, come previsto dalla Legge sulla Pesca, necessari per identificare il proprietario e risalire a un suo possibile possesso di licenza di professione.
Collocati in quel modo evidenziavano attività di bracconaggio.
Le specie Ittiche catturate all'interno, tra gli "inganni delle reti" sono state identificate come appartenenti a specie "alloctone.
Gli Agenti del carp Fishing italia di Piacenza hanno provveduto a recuperare tutti e nove gli attrezzi da pesca e a sottoporli a sequestro cautelare.
Termine operazione ore 1.30.
Dirigente Carp Fishing Italia   Alessandro Gambazza



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Commenti

Alessandro il 19/10/16
Da quello che so per certo pescando li a fianco le reti in questione sono dell unico pescatore di professione della zona con regolare licenza. Dunque non era un atto di bracconaggio vero e proprio. Gli atti di bracconaggio in zona ci sono stati ma l anno scorso e alle serate per prenderli ha partecipato anche il nostro amato presidente Agostino Zurma. Le reti rinvenute questa settimana erano solamente prive di targhetta e non contenevano carpe ma lucci perca e qualche altro pescetto. Tali reti x le dimensioni delle maglie non sono adatte alla pesca alla carpa. I signori in questione sono guardiapesca che hanno perseguitato i carpisti locali per anni.... me compreso... Dopo essere stati messi da parte dalla provincia per CENTINAIA di verbali CONTESTATI e INGIUSTI hanno aperto una sede CFI e stanno tentando di riscuotere consensi pubblicizzando queste cose non trasparenti. Mi ricordo come fosse ieri i verbali contestati e vinti per sanzioni non previste dalla regione emilia romagna uno tra i quali "intralciava la navigazione nel fiume con i fili delle canne da pesca". Vi preghiamo di non pubblicare più notizie non verificate. Grazie Alessandro


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