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Sempre sullo scontro con i bracco

Di Unione Pescatori Estensi pubblicato il 08/01/17

Continuano a emergere altri particolari dello scontro tra bracconieri e presunti pescatori (ignoti) avvenuto in Mezzano durante le festività natalizie. 

L'assenza di legalità è sempre più evidente e preoccupante, l'aggressività dei bracconieri e di chi subisce esasperato e impotente tale situazione ha raggiunto livelli di violenza mai visti prima. 

Nonostante i fatti riportati provengano da persone senza scrupoli, bracconieri, che ogni notte delinquono e distruggono le nostre acque, siamo sinceramente preoccupati che la situazione possa presto degenerare. I Comuni del mezzano sono soffocati da una mafia invisibile, che si muove solo di notte nell'ombra, ogni clan lipoveno fattura dai 3 ai 10 mila euro a settimana con il traffico illegale del pesce, che poi puntualmente reinveste in altre attività illegali, quali droga e prostituzione.

Sappiamo chi sono questi clan e dove agiscono ma è necessario un coordinamento interforze, non solo dei diversi comuni colpiti in Provincia di Ferrara, ma tra le Regioni interessate da questo fenomeno 

Tante parole sono state dette e ripetute sui giornali e altri media, ma allo stato dei fatti nulla è cambiato rispetto agli anni precedenti, nessuno di questi clan insediati ormai stabilmente in Italia ha interrotto la propria attività. Continuano ad agire pressochè indisturbati in un territorio difficilmente controllabile. Ma senza i fondi sufficienti a garantire pattugliamenti adeguati o a smaltire gli eventuali carichi di pescato confiscato, le forze dell'ordine non sono in condizione di operare efficacemente contro quest'organizzazione i cui numeri ormai fanno paura. Ed è certo che non si possa andare avanti cosi, senza vedere nessun tipo di risultato pur continuando puntualmente a denunciare e chiedere aiuto. 

Non lasciate che il bracconaggio torni ad essere un problema ignorabile, diffondete quanto possibile queste notizie affinchè tutti capiscano quello che succede ogni giorno nel nostro territorio, sempre più colpito e minacciato.

Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti, in particolare delle istituzioni. Adesso basta con le parole, vogliamo vedere azioni concrete!


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Commenti

Guido Rispoli il 08/01/17
Parlo come parte attiva alla lotta contro il bracconaggio, difficile, rischioso e assolutamente non tutelato ma quello che davvero mi fa specie, oltre all' immobilismo degli enti preposti è l'assordante silenzio delle aziende che producono articoli per la pesca ricreativa. Vorrei dire a questi signori: lo capite che meno acqua c'è e meno vendete? Avreste un potere per sensibilizzare il problema davvero immenso e sapete perché? Perché date lavoro alle persone e penso che il gioco forza vada calibrato proprio su questo fulcro. Facciamo due conti e vediamo gli indotti, sono da capogiro. Pensiamo solo a Fox, Nash o Shimano, giusto per citarne alcuni... Il vostro futuro è ad altissimo rischio esattamente come come le nostre acque ma la vostra voce potrebbe essere di grande aiuto. Meditate industrie meditate.


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(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)