Tecnica

Self Made; ci prendo gusto!

Di Matteo Trapolari pubblicato il 16/05/13


L’argomento costruzione della boilie è ancora una volta il centro di mille discussioni che spesso si tramutano addirittura in “polemiche” tra pescatori. Sempre più spesso mi capita di vedere ragazzi che di fronte allo scaffale dedicato al self made, ogni qual volta che si accingono ad acquistare i prodotti per la costruzione della boilie cambiano e ricambiano additivi senza conoscere realmente le potenzialità nè di uno nè dell’altro. Sono convinto del fatto che prima di cambiare e modificare la nostra ricetta, dobbiamo essere sicuri del modo in cui andiamo ad operare sull’esca senza il rischio di vanificare i nostri sforzi.
Il punto di partenza di ogni self maker che si rispetti deve essere per prima cosa la semplicità della ricetta base. Con il passare del tempo e delle ore passate in pesca a sperimentare le nostre boilies, possiamo andare a modificare il nostro mix base con l’aggiunta di farine ed additivi più tecnici e performanti.
Se devo essere sincero un buon mix base è sufficiente per catturare carpe con discreta continuità. Ogni volta che andiamo ad aggiungere estratti, liquidi, farine e qualsiasi altra cosa dobbiamo essere sicuri di quello che facciamo, il rischio di rendere l’esca repellente per il pesce è molto alto.
A mischiare troppi prodotti insieme e sperare di creare l’esca miracolosa, si corre il rischio di non capire più i benefici di un tale prodotto usato eavremo solamente una gran confusione in testa senza sapere realmente ciò che può fare la differenza in pesca.
Il pianeta self made è molto complesso, quando introduciamo nella ricetta base additivi e liquidi vari, lo facciamo principalmente per rendere la nostra esca più attrattiva, più gradevole al “palato” del pesce oppure per rendere inconfondibile alle carpe la nostra esca in quel determinato spot.
Le sostanze principali che troviamo negli scaffali del nostro negoziante di fiducia sono essenzialmente queste: aromatizzanti e gustativi in polvere o liquidi, estratti che dovrebbero rendere la nostra esca il più naturale possibile ed infine sostanze in grado di migliorare le qualità organolettiche delle nostre boilies, aminoacidi ecc. ecc. La lista nel 2013 è ormai infinita.
Il pesce percepisce il profumo e il gusto dell’esca diversamente da noi umani, l’olfatto e il gusto della carpa viaggiano quasi in simbiosi formando una sorta di un unico senso che funziona grazie agli organi sensoriali posizionati sui barbigli, all’esterno e all’interno dell’apparato boccale del pesce.
L’impronta gustativa che diamo all’esca è fondamentale in fase di pasturazione per il condizionamento del pesce a lungo periodo. Gli elementi più importanti per condizionare la carpa mediante una pasturazione prolungata sono: il mix bilanciato sotto il profilo nutritivo, la digeribilità e il gusto gradevole al palato della carpa. Se vogliamo ottenere un condizionamento del pesce in un determinato spot è essenziale pasturare sempre con la stessa esca che abbiamo progettato a tale scopo.
Oltre alle farine di pesce molto gustose già di per sé, utilizzo anche gli oli essenziali o palatanti in grado di donare all’esca stessa un gusto ben definito, ultimamente mi sono dedicato maggiormente al gusto della boilie, notando un buon incremento delle catture.
Per quanto mi riguarda, un’esca gustosa sarà sempre ricercata dal pesce senza mai stancarlo. Una volta ero convinto del fatto che una buona boilie dovesse essere necessariamente dolce, invece dopo aver letto i “manuali” scritti da i vari guru di questa disciplina ed aver sperimentato io stesso quello che loro spiegavano, mi sono reso conto che alcune tipologie di mix come il fish meal non devono necessariamente esse dolci al contrario dei mix basati principalmente su base birdfood che se addizionati da dolcificante risultano più appetibili e attrattivi.
La teoria di non inserire il dolcificante in alcune tipologie di mix farà sicuramente discutere, io stesso tempo fa ero scettico, ora dopo aver provato ed ottenuto discreti risultati non lo sono più.
Un comune dolcificante si comporta in maniera simile ad un aroma avendo quasi sempre una base alcolica, detto questo si capisce che non agisce solamente sul gusto ma bensì anche sull’attrazione.
In conclusione nelle mie ricette a seconda di quello che intendo raggiungere decido se inserire oppure no il dolcificante, per esempio se desidero ottenere una birdfood mix molto veloce, sicuramente non farò mancare una buona dose di dolcificante, viceversa se intendo pasturare per lungo tempo un tratto di fiume o canale con un buon fish meal non andrò ad inserire nessun tipo di sweetners ma punterò sul gusto della boilie stessa.
Ovviamente quanto scritto sopra è solamente frutto di esperienze personali ed idee fortemente radicate in me, tuttavia sono sempre pronto ad essere smentito in riva ad un corso d’acqua… nella vita come nella pesca non si finisce mai di imparare, non dimenticatelo…


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