Tecnica

Sbalzi Termici

Di Alessandro Amarante pubblicato il 12/02/13

Quando il freddo e il gelo regna sulle sponde, possiamo notare una repentina diminuzione d' attività dei ciprinidi, che a causa delle condizioni avverse, sono portate a rallentare le proprie funzioni vitali, fino a minimizzare i loro spostamenti ma soprattutto a diventare apatiche e poco attratte verso le nostre esche. A questo, si associa immancabilmente un forte calo di appassionati sulle sponde che a causa delle temperature rigide, e delle forti probabilità d'insuccesso, preferiscono desistere, e non andare a pesca, aspettando periodi meno proibitori. Ovviamente, e sembra scontato dirlo, questa scelta è questo modo di fare non va affatto criticato, ne giudicato, infatti in questi periodi dell'anno, bisogna avere una tenacia e forse un incoscienza davvero elevata, perché i cambiamenti atmosferici si alternano in breve tempo, e vedono come protagonisti: pioggia, neve, ghiaccio, fango, ma soprattutto una temperatura che spesso scende sotto zero, portando noi carpisti a quel tipico stato comune, che vede viso e mani completamenti congelati, quasi da sentirli assenti, a causa dell' esposizione al freddo pungente.

Inoltre, come se il freddo e il gelo non bastasse a metterci i bastoni tra le ruote, ci ritroviamo ad affrontare un avversario capace di azzerare o limitare vertiginosamente le nostre chance di successo, dato che in poche ore é capace di stravolgere radicalmente le condizioni climatiche con innalzamenti o cali di temperatura capaci di far impazzare la colonnina di mercurio. Affrontare con successo gli "Sbalzi Termici" sicuramente non è cosa facile, ed è inutile negarlo che riuscire ad avere anche un singolo "bip" diventa tutt'altro che facile, inoltre in queste difficili circostanze dovremmo poteggere anche il nostro organismo dalle repentine mutazioni climatiche capaci di portare alcuni malanni come: febbre, mal di gola, raffreddore e forti stati influenzali, che possono essere evitati utilizzando abbigliamenti dall'alto spessore tecnico nati per proteggerci dal clima circostante. Ovviamente non tutti gli esseri viventi possono privilegiare di tali comfort, e anche le nostre  carpe, come tutti gli animali a sangue freddo, risentono  particolarmente di ogni singolo sbalzo di temperatura capace di stravolgere momentaneamente il loro organismo, portandole, come accennato in precedenza,  a minimizzare le funzioni vitali  e quindi a perdere l'appetibilità verso il cibo, che gli viene offerto, restando sul fondo in uno stato quasi del tutto apatico. A questo punto il peggior errore che possiamo fare è quello di lasciare al fato l' esito della nostra sessione, bensì ci tocca rimboccarci le maniche e prendere le contromisure per cercare di affrontare possibilmente con successo questi particolari agenti atmosferici, grazie alla ricerca dei "settori vincenti" e alle giuste tipologie di pasturazione e d' innesco.

 

I settori vincenti

Trovare i settori migliori in queste situazioni non è affatto facile, perché queste potrebbero variare dai nostri soliti spot, infatti ogni qual volta ci troviamo a contrastare questi agenti atmosferici, bisogna ricordare che per affrontarli con successo dobbiamo per forza maggiore lasciare i nostri settori preferiti, e che forse nel tempo si sono rivelati migliori, per ricercare qualcosa che in quella precisa circostanza è il punto migliore dove calare i nostri inneschi, scegliendo zone che in altre circostante potrebbero essere poco proficue in termini di cattura, ma in situazioni avverse come queste, hanno tutte le caratteristiche per innalzare le nostre possibilità di successo. A questo punto non mi resta che elencare, e per quanto possibile, suggerire gli spot che personalmente reputo fortemente adatti all'azione di pesca. Ovviamente tali convinzioni si sono rilevate nel tempo, spot dopo spot, cappotto dopo cappotto, fino ad arrivare alle situazioni, che ogni qual volta vado a ricercare quando so di per certo, che diventa difficile portare pesci a riva. A questo punto andremo ad analizzare due settori completamente diversi, ma che sono comuni alla maggioranza dei bacini, distribuiti sulla nostra penisola. Eviterò quindi, di entrare troppo nello specifico per il semplice motivo che, le circostanze che andrò ad elencare e suggerire in questo paragrafo potrebbero essere assenti sul vostro spot di pesca, facendo crollare come un castello di carta, le indicazioni utili per la nostra scelta del settore.

1° Tipologia: Soprattutto nelle ore diurne, quando il sole regala una debole fonte di calore, vado a perlustrare gli spot marginali che presentano acqua bassa esposta ai raggi del sole, che come sappiamo riesce a filtrare e a ricavare calore in un tempo minore rispetto ad acque maggiormente profonde. Ovviamente il fatto che lo spot si trovi marginalmente, non designa il fatto che esso sia vincente, infatti dobbiamo ricercare alcune tipiche situazioni che fanno si, che lo spot in questione diventi la scelta più ovvia. Il nostro settore marginale deve essere totalmente o quasi riparato dal vento, che visto il periodo dell'anno sarà sicuramente gelido, quindi ove possibile scegliere zone rientranti con vento debole o magari totalmente assente. Altro punto positivo, viene dettato dal fondale, ottimo se caratterizzato da pietre e sassi anche di grande diametro, dato che è risaputa la capacità di riuscire a trattenere e poi rilasciare calore. Per ultimo ma non in ordine di importanza dobbiamo scegliere talune situazioni marginali che presentano una vegetazione terreste rappresentata da canneti, possibilmente che terminano in acqua, spesso associati alla presenza di alghe e residui organici sul fondale che per la carpa possono rappresentare, oltre che un riparo dalle acque fredde, anche una buona presenza di cibo. Prima di calare le lenze e ritenere valido il nostro spot, dobbiamo controllare che in quella zona non ci siano ruscelli o piccoli affluenti che riversano in acqua tutta la loro portata gelida, alterando così la tipica temperatura di questi spot, vanificando tutto il nostro lavoro di ricerca e studio del settore.

2° Tipologia: Quando  l'ambiente acquatico non ha le caratteristiche elencate nella prima tipologia, e ci troviamo quindi ad affrontate forti sbalzi di temperatura, magari associati a raffiche gelide di vento, possiamo ricercare uno spot altrettanto produttivo, che è rappresentato questa volta, dalle acque profonde, che a differenza di quelle medie e basse (prive delle caratteristiche della 1° tipologia) sono capaci di trattenere costante la propria temperatura, trovandosi in profondità che risulta essere lontana dagli strati superficiali che subiscono un calo improvviso a causa del vento e dallo sbalzo climatico. Per ricercare tali spot dobbiamo munirci di ecoscandaglio o marker, per riuscire a individuare  le zone con profondità maggiore. Per ultimo possiamo ritenere maggiormente valide quelle zone profonde (8-15 mt.) che sono caratterizzate da un fondale con grosse rocce, buche o legnaie, che sono validi punti di riparo tanto da  portare i ciprinici a scegliere tali posti, sia per una questione climatica che di riparo, stazionandovi gran parte del tempo.

Ovviamente svolgendo la nostra azione di pesca in queste due tipologie di settori, avremo sicuramente un innalzamento delle probabilità di cattura, anche se ritengo giusto non farvi vivere falsi miti, perché nella pesca, soprattutto se in situazioni particolari come quelle che si registrano negli "sbalzi di temperatura" le carpe ci fanno capire che sono sempre loro a mettere il lieto fine, il nostro compito sarà quello di fargli trovare le nostre esche nel posto giusto, sperando che questa scelta tecnica unita a un pizzico di fortuna riesca a farci udire il tanto sperato suono dei segnalatori, per rompere il gelo che irrompe intorno alle nostre canne, e regalarci i momenti che tutti amiamo, quelli dove il cuore sembra fermarsi e l'adrenalina arriva alle stelle, ed è proprio in quegli attimi che tutto il resto non conta, ed entriamo in un nuovo mondo fatto di magia, dove i protagonisti siano noi, mentre lottiamo con la nostra preda che sfrutterà tutto il proprio sapere per riguadagnare la libertà.

 

Pasturazione e Innesco

A questo punto, non mi resta che fare una breve, ma necessaria considerazione, riguardo la pasturazione e gli inneschi. Il metodo di pasturazione può risultare l'arma vincente, per portare all' abboccata i ciprinidi fortemente apatici a causa del freddo, l' importante è non eccedere nei quantitativi, poche boilies di ottima qualità possibilmente di un diametro  non esagerato (max 20 mm) e qualche manciata di granaglie, nella quale sarebbe bene inserire dei dolcificanti, come la melassa ottima sia per le proteine che per i dolcificanti  fortemente attrattivi quando la temperatura dell'acqua è molto bassa. Riguardo gli inneschi, penso che la scelta vincente sia quella di adoperare diametri non esagerati, il mio solito è quello di utilizzare una singola affondante o una bilanciata da 18 mm. o al massimo un innesco snowman dal diametro ridotto.Riguardo gli aromi, in questo periodo nelle acque che frequento vanno per la maggiore: spezie, pesce e aglio per le linee pop up. Ovviamente tale scelta è dovuta alle acque che frequento e questa è una variabile da tenere conto.

Per concludere, non posso  che sorridere quando vedo un appassionato che come me, preferisce il gelido inverno, e ne paga le spese mentre monta il campo sotto una piogga prepotente, o magari sfida una temperatura pari a zero, ma è proprio in questi casi, dove ogni cattura di "qualsiasi" taglia ci dona gioia e sicurezza, un pesce catturato in situazioni proibitorie non può che profumare di vittoria, e mentre va via inesorabilmente guadagnando fondo, sembra guardarti per ricordarti che in quel preciso istante sei stato tu a vincere, ed è allora che la pioggia, il freddo e il fango, non sono più un problema mentre stringi tra le mani una nuova piccola vittoria. Cari amici, ora non mi resta che salutarvi, e darvi appuntamento al Carpitaly, dove io e tutto lo staff saremo ben felici di accogliervi presso il nostro stand, per fare quattro chiacchiere, stringervi la mano e cogliere tutti i vostri propositi, sperando che per la nostra rivista, sia un nuovo anno di record.

 


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