Tecnica

Sassaie, una certezza!

Di Filippo Bulla pubblicato il 14/06/15


Imprecazioni dalle labbra di carpisti nell’affrontare spot ricchi di sassi sono purtroppo comuni. Decine di leader persi, decine di ami spuntati e spesso poco pesce.
Sono la prima persona a dire che le sassaie siano meno redditizie, a causa della difficoltosa azione di pesca che ci obbligano ad intraprendere, di altri spot ma se affrontate con le corrette modalità e con i corretti accorgimenti possono portare alle nostre battute di pesca ottimi risultati.
Le massicciate porteranno a noi pescatori difficoltà e inconvenienti ma possiedono svariati pregi.  
Primo tra questi, grazie alla loro conformazione, la capacità di trattenere tantissimo cibo naturale quindi possiamo avere la certezza sulla presenza di carpe.

Pasturazione
L’intensità della corrente è ovvio che sia il maggiore problema durante la pasturazione in acque correnti, risolvibile solo con l’esperienza e dopo innumerevoli prove ed esperimenti.
Se la corrente ci “rema contro”, i sassi al contrario favoriscono la nostra azione di pasturazione. Infatti, una volta raggiunto il fondo le nostre esche andranno a depositarsi tra un sasso e l'altro oppure nel mezzo di quelle piccole aree prive di corrente grazie ai sassi sporgenti.
Con un fondale sassoso abbiamo la certezza che le nostre esche, una volta toccato il fondo, rimangano li senza spostarsi nemmeno di pochi centimetri verso valle. Detto ciò si potrebbe obiettare che le carpe riescano a cibarsi con difficoltà della pastura gettata in acqua ma anche questo è un punto a nostro favore.
Le carpe cercando e trovando con difficoltà le nostre esche andranno a stazionare molto più a lungo nella zona da noi pasturata ed ovviamente più vi stazioneranno più avremmo possibilità che inghiottano il nostro rig.
Le esche utilizzate per la pasturazione tra sassi devono avere determinate caratteristiche perché non vadano ad inoltrarsi troppo all’interno delle cavità fra i sassi. Sicuramente sono da escludere le esche totalmente sferiche quindi solo ed esclusivamente boilies tagliate nel mezzo oppure non sferiche.
Ben accette su questa tipologia di fondale sono le granaglie perché grazie alla loro conformazione, alla loro leggerezza e al loro basso peso specifico non andranno “a nascondersi”. L’unica attenzione da seguire nel pasturare con granaglie è, ovviamente, quella di gettarle più a monte perché a causa della loro leggerezza necessitano di qualche secondo (e anche qualche metro) in più prima che raggiungano il fondo.

Innesco
I medesimi accorgimenti adottati per la pasturazione andranno seguiti anche per ciò che andremo ad infilare sul nostro rig.
Alleggerire i nostri inneschi è cosa molto buona quando si pesca in sassaia quindi sono da preferire inneschi bilanciati con esche galleggianti, esche finte o classica spugnetta; se si vuole innescare qualcosa di non bilanciato ma affondante sicuramente non dovrà essere sferico.
La pesca sui sassi è molto complessa se intrapresa nel modo corretto e visto che si sta parlando di inneschi dovrete munirvi di pazienza perché proprio sull’ultima parte di lenza avrete problemi: ami senza più punta e terminali rovinati anche dopo il primo lancio.

Zavorra
Le zavorre utilizzate nella “Pesca in sassaia” dovranno avere determiniate caratteristiche che andranno a ridurre il rischio dei trascinamento del terminale tra le fessure create dai sassi da parte di queste.
Ci serve una zavorra che abbia il peso specifico più basso del classico piombo; basso peso specifico significa avere una zavorra che, a parità di peso, avrà volume sicuramente triplo o quadruplo rispetto al piombo.
Queste voluminose zavorre sono semplicemente i sassi (preferibilmente dalla conformazione non sferica) che potremmo fissare alla safety clip tramite fascette oppure elastici. Le caratteristiche dei sassi impediranno a questi di trascinare e nascondere il nostro terminale.
Se la corrente non è elevata, oppure se andremo a calare le nostre lenza in prossimità della riva, ciò che preferisco utilizzare al posto del sasso è il method. Non mi soffermerò più di tanto su questo argomento perché già affrontato in articoli precedenti.
La pastura fissata ad appositi piombi utilizzata come zavorra impedirà, grazie al suo rapporto peso/volume decisamente più elevato del piombo, il solito rotolamento tra i piccoli anfratti creati dai massi.
Ovviamente mi sto riferendo alle sassaie più comuni con sassi medio grandi; più si riducono le dimensioni dei sassi più è facile pescarvi.

Accorgimenti tecnici
Mai mi permetterei di fornire nozioni riguardanti terminali o leader in quanto consapevole del fatto che ogni pescatore abbia i propri terminali e leader preferiti però permettetemi di fornirvi consigli più generali.
Da escludere in toto la treccia negli ultimi metri di lenza che dovranno essere esclusivamente in nylon; non abbiate paura di eccedere con le dimensioni del nylon da utilizzare, infatti diametri che vanno dallo 0.60 allo 0.75 sono ideali per questa pesca visti i sassi spesso taglienti che andremo ad incontrare.
Terminali in treccia con elevato carico di rottura e preferibilmente rivestita sono gli ideali, non utilizzo fluorocarbon a causa della sua rigidità. In ultimo fate particolare attenzione, dopo aver eseguito il lancio, a come poggia la zavorra al fondo; se la sentite letteralmente sbattere tra un sasso e un altro evidentemente ha rotolato all’interno di qualche anfratto e quindi è preferibile eseguire di nuovo il lancio.


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Commenti

Filippo Bulla il 16/06/15
Ottima soluzione Daniele! Io preferisco non utilizzarlo per la mobilità pressoché nulla di quel determinato filato.


daniele il 15/06/15
io al contrario utilizzo invece il fluoro per il finale per aver quella rigidità che permette all esca e all amo di rimanere fuori dalle fessure che ci si creano tra un sasso e l altro


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