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Salto; Il disastro annunciato.

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 11/08/17

Lo avevo scritto diversi mesi fa e la cosa aveva ottenuto l’effetto di far accendere qualche riflettore sui magnifici laghi del Salto e del Turano, autentiche perle per la pesca sportiva ed invece oggetto di pesca indiscriminata con le reti.

Ora siamo ad un nuovo livello di scontro, assai più alto e per il quale non credo esistano abbastanza aggettivi per descrivere la sdegno che provo e la vergogna di vivere in un paese in cui a certa gente è permesso offendere intere comunità.

Veniamo ai fatti che sono stato prontamente segnalati da numerosi appassionati.

Non li nomino perché il livello di minaccia personale è alto e no è il caso di esporre nessuno a rischi. Chi scrive è invece protetto da tempo perché di minacce di vario genere ne ho già ricevute e so bene come difendermi...

Andiamo ai fatti.

Sono le 20 di un paio di giorni fa e siamo nella zona della gola di Sant’Ippolito nella quale si sono sistemati numerosi carpisti pronti alla notte.

ne hanno totale diritto, pagano una licenza, creano indotto economico e non creano danni di alcun tipo.

Da Fiumata vedono arrivare una barca di pescatori di mestiere non facenti parte della locale Cooperativa e che erano gli stessi che si erano resi colpevoli dei disastri di qualche mese prima; gli stessi uno dei quali voleva addirittura parlarmi “da uomo a uomo”…..”perché tanto ci incontriamo…

Questi due gentiluomini cominciano ad intimare a tutti i carpisti presenti di recuperare le canne e i market perché avrebbero gettato le reti con lo scopo di “svuotare il lago”…(testuale)

Vengono così calati 2 km di reti (due chilometri) a coprire tutta la gola dal ponte di Fiumata fino al fiume.

Dopo questa cala, se ne vano indisturbati a cena e tornano verso le 2 di notte e incuranti del fatto che i loro spostamenti distruggono le lenze degli appassionati di pesca presenti, si permettono anche di prenderli per i fondelli mostrando loro una carpa da 15 chilogrammi e sfottendoli con frasi del tipo “…Volete fare una foto con questa…?”

Bene, secondo le risultanze dei 10 carpisti presenti questa retata ha tolto dal lago circa 300 kg di pesce, fatto scappare questi appassionati ed il lago è tornato in mano a stranieri che si sono messi a bivaccare.

Il Salto subisce quindi l’ennesima offesa gravissima ad opera di due individui di cui si conosce tutto a partire dal nome e cognome e che, con il loro comportamento irresponsabile hanno cagionato un dato ad un ecosistema delicato.

Da uno studio commissionato nel 2009 ricordiamo infatti che la pesca professionale non è ecosostenibile nel Salto e solo il comportamento della locale cooperativa che oggi è evidentemente parte gravemente lesa, ha permesso di conciliare il prelievo con le reti con l’ambiente.

E’ ora di finirla, diciamolo putre. Possono pire avere una licenza sulla quale si deve indagare e che può essere anche immediatamente revocata ma questo schifo deve finire.

Stiamo lavorando a tuti i livelli della politica regionale e nazionale affinché si operi una riconversione dei professionisti realmente legati al territorio, ad contenimento delle licenze professionali e diversi altri aspetti che devono far finire questa situazione aberrante.

Vogliono finire i pesci del lago del Turano per qualche euro? Bene, dobbiamo impedirlo con tutti i mezzi legali a disposizione partendo dagli esposti che sono già stati prodotti.

Questi due personaggi hanno dichiarato guerra al mondo degli pescatori ricreativi, hanno coinvolto ingiustamente i pescatori della cooperativa pertanto ne dovranno rispondere.

Noi segnaliamo questa situazione e non molleremo la presa perché un risultato l’hanno ottenuto, adesso e più che mai, fuori le reti dal Salto e creazione di alternative per i 3 professionisti che invece operano nel rispetto delle regole etiche.


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