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Riprendiamoci il carpfishing

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 20/12/17

La vicenda dell’immagine del proiettile, seguita da insulti inviati ad un appassionato di carprfishing solo perché decide di andare a trascorrere del tempo in laghi pagamento, dice chiaramente come si sia perso il senso delle cose.

In queste settimane abbiamo sentito di tutto; dalle botte promesse a Carp Italy ai pesci che tornano liberi nelle acque da cui erano stati prelevati. Schifoso il primo atteggiamento, nobile ma illegale , il secondo.

Tutto lascia intendere che la deriva intrapresa dal carpfishing italiano è infelice e non credo esistano situazioni analoghe in nessun paese europeo dove invece i movimento appaiono sani, forti ed in crescita.

Il carpfishing è nato e cresciuto nelle acque a pagamento, spesso bellissime riserve di pesca nelle quali si sono tenuti i primi enduro, i meeting e tutte le manifestazioni che l’hanno portato ad essere un fenomeno forse unico nel mondo della pesca italiana superior, forse, anche al surfcasting.

Ecco, proprio il confronto della pesca dalla spiaggia (che ha alcune analogie con il cf)  evidenzia situazioni stridenti.

Sia chiaro, anche nel surf, dopo i primi anni di boom si assistette ad una suddivisione in gruppi (che esiste ancora adesso sebbene molto, molto smorzata) tra chi praticava il surf classico (onde e vento in faccia) e chi la pesca dalla spiaggia a mare calmo (PAF cosiddetta).

Mai si è arrivati alle minacce, mai abbiamo sentito parlare di risse, di insulti. C’era tensione ma basata sul nulla e si risolveva tutto con bicchierate al bar. 

Nel surf dove si passano nottate in spiaggia, non ci sono mai stati lettini, tende, stufette o anche semplicemente, parate di attrezzatura spesso  senza senso.

Personalmente mi coricavo di spalle al vento direttamente sulla sabbia per riposare qualche ora. A Febbraio..in spiaggia di notte..da solo. Ora chi lo farebbe?? Si chama passione per la pesca, entusiasmo e voglia di imparare.

Nel cf verifichiamo una situazione incredibile di capi, capetti, finti esperti e tutto nasce probabilmente da alcuni grandi equivoci.

Quel che è peggio è il livello estremo di rissosità e l'incapacità tipico deglli ultras, di tenere la discussione in ambiti di civile scambio di opinioni ed esperienza. Si parla di pesca.....

Fare il carp angler non significa essere Rambo, non si fa nulla di straordinario vista l’assoluta qualità degli accessori.

Non serve nemmeno una grande preparazione tecnica perché alla fine con un D Rig, un piombo e l’esca, si pesca. Se hai anche una botta di culo alla prima uscita che fai, agganci una 25 kg.

E' la tecnica boilies /hair rig ad essere efficace. Noi giriamo spesso la la manovella del mulinello oppure, ci limitiamo a posare questo abbinamento e ci mettiamo assai poco di nostro se non la pazienza che ci fa tenere in acqua la stessa esca per tantissime ore.

Nel frattempo, radio, televisione, internet, kindle....Come in albergo e forse anche meglio altroché Rambo.

Tra l'altro, il pesce si ferra pure da solo...

Con le riviste ed i video spesso, l’abbiamo resa più complicata di quel che è perché, è bello scoprire le decine di varianti, le idee, le innovazioni ed anche per mantenere quella magica atmosfera di mostero che taluni aspetti contiene. Mi vengon in mente le esche, sulle quali si è sentito di tutto e che rimangono comunque affascinanti sebbene le carpe si prendano con molto meno di una miscela id ingredienti super proteici.

Abbiamo studiato a fondo decine di soluzioni e hair rig, raccontato come viene fatto, come si fanno i nodi, come si preparano le esche e questo immenso lavoro non è arrivato dal cielo ma studiando tutto, dai libri di altri autori alle decine di cataloghi di esche o accessori.

Così ci si fa una cultura che non è del sentito dire.

Si rotolano milioni di palline, si provano tutti gli aromi presenti sul mercato. Io l'ho fatto; ho avuto tutte le linee di prodotto di un certo periodo del nostro carpfishing; tutte.

Poi, dopo aver fatto questo e pescato in centinaia di acque differenti, si può forse cominciare a parlare e magari ci si affaccia al mondo delle aziende.

Ma si deve sempre rimanere con i piedi ben piantati per terra perché fino a prova contraria, il carpfishing, oltre le delizie tecniche che può offrire  rimane semplicemente e sempre un piombo ed una pallina di pasta bollita appoggiata sul fondo; una trappola che rimane ferma, in attesa che una carpa ci caschi.

Nulla a che vedere con la tecnica di un moschista, un surfista che deve anche saper lanciare (quanti carpisti sanno veramente lanciare…pochi pochi), un feeder o uno spinning. Li, i nodi li sanno fare...qui nel carpfishiing un amo a paletta diventa spesso un ostacolo insormontabile per molti.

Eppure, qualcuno si sente Rambo e crede di poter dominare fiumi e laghi posando lenze a 550 metri di distanza, bestemmiando se qualcuno intercetta in suoi fili mentre lancia un artificiale, occupando intere porzioni di lago con solo tre canne.

Il risultato?

I carpisti non sono simpatici a nessuno; né agli altri angler né a chi amministra le acque. Sono invasivi e spesso, arroganti o peggio.

Parliamo poi della nuova generazione di pseudo esperti che non hanno mai letto un libro di Hutchinson, Gibbinson, Nash o anche semplicemente, mio. Tre pesci bellocci, trenta foto sui social a braccia distese e via, ecco un nuovo mostro che spiega che lui nel 1993 già pescava da 10 anni....

Quando iniziamo a promuovere il cf, attorno al 1992 grazie a Foroni, le persone che lo praticavano erano pochissime. Baldeschi ed il sottoscritto insieme ai due fratelli nella zona di Pisa, diversi a Mantova attorno a La Mincio, Mantomax e Balboni nel ferrarese, pochissimi altri in giro.

Nei negozi non esisteva nulla se non le cose che si compravano all’estero (non esisteva internet ma solo le riviste di pesca  e i cataloghi Tackle Box) e in Italia solo la DAM aveva qualche prodotto firmato da Andy Little.

Fiumi e laghi erano strapieni di carpe tanto che nella prima dimostrazione di cf fatta ai laghi di Mantova insieme a Fabio Bertani ed organizzata da Luca Foroni, catturammo in pieno giorno decine di carpe comuni! Abbiamo creato CFI, gli enduro, Carp Italy, convinto le aziende a importare prodotti, creare un mercato accessibile a tutti, dato vita a riviste, video...di tutto. Nei promi 10 ani l'unico screzioz che poteva esistere era tra chi pendeva per Manotmax e chi invece era dalla mia parte...ma Max ed io facevamo gli enduro in coppia e ci sentivamo al telefono regoarmente...altroché risse e minacce.

Ed ora cosa abbiamo? Acque svuotate non dalla flying carp ma dal bracconaggio che fa si che, nei mercati rumeni, vengano esposte le Carpe del PO!

E mentre questo sfacelo si materializza si combatte una guerra di insulti e minacce su “dove” si va a pesca?

Finti capetti senza alcuna cultura alieutica, arroganti capi branco (ricordo a Ferrara uno di questi parlare ad uno striminzito pubblico esprimendosi più a parolacce  che a concetti compiuti). 

Dietro si nasconde un fine nobile, non ho il minimo dubbio perché si vuol tutelare il nostro ambiente ma, non lo si tutela irridendo chi pesca nei laghetti oppure bannandolo dai forum.

L'ambiente e la nostra tecnica di pesca, non si tutela insultando chi mette una foto di una carpa tenuta in mano con gioia prima di rilasciarla; così significa operare violenza ed uccidere le passioni e gli entusiasmi. 

E chi siamo noi per uccidere gli entusiasmi e le passioni di chi ama la pesca come e quanto noi stessi?

Una grossa colpa l’hanno la aziende con la politica dei field tester .

Zero cultura tecnica, nessuna conoscenza dei materiali, nessuna esperienza per operare confronti tra prodotti di differenti epoche tecniche. 

Ragazzi che sono null’altro che clienti preferenziali ma, sicuri, a cui si applicano sconti che fanno credere di aver ricevuto materiale quasi in regalo.

E i filed tester devono portare a casa foto di grandi carpe altrimenti perdono gli sconti......

La ricerca della Big ha portato alla constante richiesta di grosse carpe alla quale molti gestori hanno risposto acquistando dai retaioli, il pesce.

Eccole qui le Flying Carp.

E’ un circolo vizioso che non si interromperà fino a quando il sistema non collassa. 

E il sistema del carpfishing sta crollando; la fiera di Ferrara (molto bella) dopo 3 anni ha chiuso i battenti. Non ci sono praticamente più riviste su carta, tutte morte per mancanza di risultati economici.

Qualcuno scriveva che non c’era nulla di nuovo da leggere…eccola la immane presunzione !!!

All’estero le riviste (che tecnicamente sono assai meno belle delle nostre) vivono e splendono da 25 anni e i carp angler le acquistano per il piacere di sfogliarle in pesca e le aziende le sostengono con la pubblicità.

Siamo storti noi oppure sono sbagliati all’estero?

Credo che la risposta, sia in quel che stiamo vedendo in questi giorni; una situazione inquietante.

Le aziende lamentano un calo di fatturati del 30-40% e il mercato è invaso da esche prodotte in casa e vendute in nero tanto che lo stesso mercato delle boilies ready mades, (vergognosamente pompato nei prezzi dalle aziende,sia chiaro.....) è crollato.

Bisogna tornare ad una sobrietà ed una tolleranza che abbiamo perso, soprattutto nei confronti di chi inizia; in questo che sia maledetto Facebook, (vera latrina) e molti forum, in cui spesso il nulla insegna e indottrina chi inizia.

Ogni tanto ci entro e leggo che le domande innocenti che vengono poste e le risposte spesso arroganti, vuote e per sentito dire espresse da pseudo esperti con 4 anni di cf sulle spalle. 

E pensare che chi scrive, pesca da 51 anni ed ancora oggi legge di pesca e riprende i libri di grandi autori del passato come Albertarelli, Meloni, Lumini, Pragliola, Bocchi.

Perché la pesca va vissuta in pieno sapendo, scoprendo, sognando e studiando. Non aggredendo e violentando.

Riprendiamoci, riprendetevi (io sono alla fine della mia corsa dopo 30 anni di cf è anche ora del riposo ) il carpfishing che era, quello della tolleranza, quello che ho visto a Cortebassa due mesi fa; un magnifico momento sociale di condivisione tra amici.

Senza mai essere in gara, senza mai una parola fuori posto.

Riprendiamoci il nostro carpfishing.


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Commenti

stefano il 20/12/17
Pago o Free? Intanto abbiate il coraggio di non pubblicare più alcuna foto/video dei pesci catturati sul vostro profilo Facebook se ci riuscite (io non credo)…solo foto naturalistiche, o massimo del rilascio del pesce (momento tra l’altro bellissimo ed il più emozionante secondo il mio parere). Purtroppo siamo entrati nella generazione social dove tutto deve essere pubblicato per emergere sugli altri e magari diventare famosi per 3 giorni…peccato che facendo così incanalate la vostra vita nella stupidità e superficialità e diventerete sempre di più schiavi degli altri che vi giudicheranno con altrettanta stupidità e superficialità… Grazie Roberto per il bellissimo articolo cmq…


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