News

Ripamonti- Alloctoni-autoctoni..non molliamo la presa...!

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 06/08/14

“L’immissione del Peacock rappresenta oggi un giro di alcuni milioni di dollari e la creazione di migliaia di posti di lavoro grazie all’enorme interesse scaturito dalla sua presenza che, ha attirato appassionati di pesca da tutti gli States...”

Eccolo la qualcuno dirà; Ripamonti è uscito di senno che cakkio c’entrano i pecock bass?
Calma e sangue freddo, ora ci arrivo.

Leggo le dichiarazione dell’Assessore Rabboni e mi compiaccio con me stesso, per aver spiegato le stesse cose circa dieci giorni fa.

L’intervento che pubblico mi è stato passato da amici emiliani e conferma appieno sia le ansie che le preoccupazioni per una vicenda GROTTESCA in cui spicca l’assoluta inutilità delle consulenze che sono state poste in essere.

Ringrazio, pur non conscendolo, l'assessore perché ha detto esattamente le cose come devono essere lette.

Ma fatemi ragionare....se mi è permesso...

In sintesi, si chiede ad una Commissione di presentare una bozza di regolamento in cui hanno diritto di voto anche chi rappresenta a malapena sè stesso. NOn lo dico io ma un ULtra Vip che ho incontrato oggi....

A pesare come un macigno sono gli ittiologi che, svolgono il loro lavoro che non mi permetto assolutamente di giudicare perché devono spiegare e “consigliare” come cultura e esperienza (ma anche leggi europee) suggeriscono.Fanno il loro lavoro.
Partendo da questa punto, viene partorito una bozza di regolamento in cui viene sancita l’alloctonia della carpa e pertanto, il suo divieto di re-immissione fatte salvo alcune situazioni. Queste situazioni, sono alcune acque (possono essere 1000km come 2, questo lo ignoro onestamente) in cui si svolge la disciplina del carpfishing e pertanto non è il caso di pretendere che si vada contro etica e regole scritte e non, di un mondo così ricco di appassionati come quello del cf.

Voglio fare due considerazioni veloci dopo aver letto, ascoltato, ingoiato, digerito i pareri di varie persone, alcune oramai impresentabili, molte assolutamente valide, alcune di assoluta prima grandezza nella pesca italiana. Tranne un paio di casi oramai senza speranza e dai quali è necessario prendere le distanze, TUTTI sono consapevoli che si tratti di una porcheria. La carpa è nelle nostre acque da oltre 2000 anni e si deve chiudere il discorso.

Si seguiranno tutte le strade politiche per far sancire questo con buona pace di chi le vorrebbe prese a martellate.

Lo faremo, lasciamo che Renzi e soci finiscano con le cose serie (questa onestamente non lo è) e poi partiamo all’attacco da più fronti.

Ciò che NON MI PIACE è l’idea che i pescatori debbano essere racchiusi in RECINTI all’interno dei quali vigeranno delle regole a se’ stanti. Questo è nel regolamento, nonl'ho mica inventato io...
I carpisti, nei loro fiumi magari insieme ai siluristi così gli diamo il contentino e non rompono più le palle.....scusate la franchezza ma questa è la possibile tesi sostenuta di alcuni.
I carpisti europei non verrebbero più a pescare nelle nostre acque e salterebbe quella fragile, piccola difesa naturale contro il bracconaggio che è rappresentata proprio dalle tende lungo le sponde...
Gli spinning lovers (come chiamarli altrimenti..?) nelle loro lanche e cave in modo che non debbano insaccare i loro bass, l’eventuale luccio verdone che si dovesse far ingannare e magari qualche povero aspio, magari un perca da 9 kg ...ovvero tre specie che da sole farebbero accorrere appassionati di pesca, se protette come si deve, da tutt’Europa (creando indotto ovvero soldi quindi, posti di lavoro).

Ciò che NON MI PIACE è che, per salvaguardare interessi non chiarissimi e potenziali collusioni altrettanto poco chiare, si trascuri ciò che la stra-grande maggioranza dei pescatori VUOLE e PRETENDE; acque per pescare, pesci, sicurezza e ambienti non distrutti.

In queste ragionevoli richieste non appare assolutamente la pretesa che la carpa venga soppressa così come soliri, aspio, black, iridee, perca, breme, gardon, barboni etc..etc...Deve vigere l'assoluta libertà di coscienza!

Paghiamo un mare di tasse (quasi tutti...), mille licenze e permessi e vogliamo pescare tranquillamente perché , come dice Hemigway (non uno qualsiasi)..
”..ogni giorno non passato a pesca è un giorno buttato via...”

Ora vi dico come in altre parti del mondo ovvero in FLORIDA, la scienza ITTICA interviene e anzichè distruggere una risorsa , la accetta e la valorizza creando POSTI DI LAVORO, ECONOMIA DI SCALA.

Ero al Bass Pro di Fort Lauderdale e leggo la storia del Peacock Bass, splendido percide sogno di milioni di anglers. Ebbene, il Peacock, terribile predatore ALIENO E QUINDI ALLOCTONO, viene immesso nella acque della Florida per fronteggiare l’introduzione della Tilapia considerata INVASIVA perchè si mangi le uova degli altri pesci (tipo i nostri carassi, gardon e breme).

Qual’è il risultato di queste massicce immissioni di ALLOCTONI?
Come dice orgogliosamente un cartello del Dipartimento della Acque e della Pesca dello Stato della Florida..

“L’immissione del Peacock rappresenta oggi un giro di alcuni milioni di dollari e la creazione di migliaia di posti di lavoro grazie all’enorme interesse scaturito dalla sua presenza che, ha attirato appassionati di pesca da tutti gli States...”

Ho fatto una foto a quel cartello e lo metterò domani sui miei profili Facebook (oltre 15 mila contatti..)  non appena riesco a estrarla dal telefonino.....così avete la prova visiva che non scrivo in preda all’alcol.

Capito cari legulei?

Voi risolvete falsi problemi, distruggendo e ripulendo nell’utopia che sia possibile tornare a pighi e barbi di un tempo ma anche ai ghiareti ed alle lanche immacolate che leggevo 40 ani fa.
In altre parti del mondo sfruttano magistralmente la situazione e creano l’unica cosa di cui dovrebbero interessarsi coloro che amministrano o consigliano...creazione di posti di lavoro, miglioramento della condizioni economiche.
 MI fermi qui, tanto poi ci tornerò sopra anche se ho ancora nelle orecchie ciò che mi ha detto Rob Kramer, Presidente dell’IGFA e biologo di assoluta fama..
“....è una situazione grottesca la vostra, caro Roberto siamo a disposizione a qualsiasi livello politico per intervenire..anche direttamente con il Governo Italiano....”
E se lo dice chi invece collabora regolarmente con il Congresso degli Stati Uniti, posso anche credergli.


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Commenti

Marco Marini il 27/08/14
Purtroppo ho visto come stanno i fiumi e la pesca oltre confine nonostante gli alloctoni e c'è da vergognarsi di come sono stati ridotti da noi, ma restando nell'argomento dell'articolo so benissimo i posti di lavoro che possono nascere dietro uno sport come la pesca sportiva, ma in questa storia delle immissioni dell'ennesimo alloctono predatore vedo soltanto una scorciatoia per guadagnarci sopra qualche spicciolo oggi ...poi tra 10 anni importeremo il pesce alligatore o qualche altra bestia feroce per lanciare l'ennesima nuova "moda" ? Io credo invece che si possano creare posti di lavoro anche con la salvaguardia ed il ripristino delle nostre acque (senza necessariamente eliminare gli alloctoni gia presenti..sono dell'idea che con il tempo madre natura creerà da sola il giusto equilibrio) ma partendo prima di tutto da un sistema che abbia una qualche efficacia contro i soliti bracconieri dell'est che ormai hanno fatto razzia di ogni cosa si muova in acqua ...anche nella pozza dietro casa! E questo forse è il nodo piu difficile da sciogliere...finchè non si riuscirà a debellare sta piaga continueremo soltanto a foraggiare ste canaglie maledette(anche con i peacock)! Serve inoltre impegnarsi, ognuno che possa farlo, a livello di amministrazioni locali e regionali per fare in modo che si ritorni ad una gestione intelligente degli alvei fluviali, che non riguarda solo la pesca ma tutto ciò che sta attorno ai nostri fiumi. Ecco perchè mi incazzo quando leggo articoli come questo dove si afferma che ormai non c'è piu nulla da fare, tutto è distrutto, quindi tanto vale immettere il "pescecane" di turno per farne un business! Conosco piu di una ditta che si sin salvate buttandosi sulla produzione di articoli per la pesca sportiva e so bene a cosa ti riferisci ed è innegabile che si possano creare svariate opportunità... non so forse hai ragione tu, ma resto dell'idea che questa storia me puzza di sporco interesse economico di pochi a scapito di tanti!


Roberto Ripamonti il 26/08/14
Purtroppo vedo che non si comprende esattamente il senso delle mie parole e si travisa; colpa mia senza dubbio. Caro Marini, mi spiace per la stima persa per una divergenza di opinioni e me ne farò una ragione...restano tanti altri appassionati che mi rovesciano addosso affetto e stima per cui riuscirò a farmene una ragione ma,vorrei non essere mai frainteso. . La pesca nel mondo moderno occidentale è un sistema per creare turismo, posti di lavoro e economia proteggendo al MASSIMO l'ambiente (che è la fonte vera del reddito e sfruttando le situazioni che si vengono a creare. Io non ho MAI detto in circa 4000 articoli pubblicati e tradotti in mezzo mondo, che si devono immettere specie e modificare l'ambiente per fini economici. Ho detto ben altro; piuttosto che distruggere beceramente tutto, le situazioni vanno sfruttate per creare lavoro. Questa è la differenza tra i nostri fiumi depredati e schfosamente offesi e le acque che vedo in tutto il resto del mondo occidentale. Fai un salto in Carinzia e poi parliamone..mica in Florida. Nemmeno io dopo 45 anni di pesca , non so più dove andare a pescare e forse proprio perché ho la fortuna di vedere cosa fanno all'estero che mi permetto di esprimere opinioni


Marco Marini il 26/08/14
"....nell’utopia che sia possibile tornare a pighi e barbi di un tempo..." “L’immissione del Peacock rappresenta oggi un giro di alcuni milioni di dollari" "mio caro amico ma è la dimostrazione lampante di come si possa sfruttare una situazione e trarne grande vantaggio." Ecco perchè dopo oltre 20 anni di attività amatoriale ed agonistica non so piu dove andare a pesca! Roberto Ripamonti per me è sempre stato un big della pesca, non ti conosco personalmente ma dopo questo articolo e le chiari intenzioni di sfruttare economicamente l'immissione dell'ennesima piaga per la nostra fauna ittica, la mia considerazione è pari a 0!


Francesconi Vinicio il 18/08/14
Tutto bello...Troppo! Senonché, mi sovviene che proprio allo scopo di proteggere e creare posti di lavoro, nei decenni passati, abbiamo chiuso tutti e due gli occhi sugli scarichi industriali selvaggi nei nostri fiumi, sulla devastazione degli alvei da parte delle cave, sulla cementificazione selvaggia delle campagne e delle spiaggie...Ora, come rimedio, vorremmo l'immissione più o meno selveggia di specie che non sappiamo come si comporteranno, ma che l'esperienza sconsiglia di effettuare, per non andare incontro a guai ulteriori (inutile ricordare i disastri creati dal siluro, tanto per fare un esempio). Grazie per l'attenzione, un saluto.


Roberto Ripamonti il 08/08/14
Certo, sarebbe bello...... Ma morirebbero in dieci minuti nelle fogne che abbiamo...Ma sarebbe altrettanto bello se si capisse cosa scrivo e cosa voglio dire. Ho letto commenti i cui mi si da del millantatore, del uomo in malafede etc.etc. Peccato non capire se non solo ed esclusivamente ciò che si vorrebbe capire. Chiaro che il peacock bass è un paradosso mio caro amico ma è la dimostrazione lampante di come si possa sfruttare una situazione e trarne grande vantaggio. Questo quindi valeva per il siluro (i Wels Camp tedeschi hanno fatto soldi a palate mentre noi eravamo a far chiacchiera...), per il Perca, per gli Aspio. Io mi limito a parlare di opportunità perse. Dell'opinione degli ittiologi, poco mi interessa anzi, nulla. Io penso a Mequinenza ad esempio ovvero, di come una piaga è diventata una opportunità di lavoro. IL resto son chiacchiere a cui mi sottraggo.


G. Silvestre il 08/08/14
Hai ragione roberto, dovremmo immettere anche noi i peacock e creare un indotto da milioni di dollari! Magari anche tarpon e alligator gar..


Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)