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Ripamonti; sempre bracconieri

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 02/11/16

Eccoli ancora una volta in azione senza la paura di finire per qualche anno in una galera a marcire come sarebbe giusto. Sono i bracconieri, protagonisti assoluti di questi tristissimi anni che hanno portato la distruzione e la rovina dei nostri fiumi.

Con essi sia chiaro, dovrebbero finire in galera anche coloro che hanno sempre benedetto queste azioni di eradicazione di massa che hanno avuto il solo scopo di far finire molti soldi nelle tasche di criminali e distruggere in modo quasi irrimediabile i nostri fiumi.

Hanno un bel dire i biologi che si deve proteggere la biodiversità quando nei fiumi e nei laghi italiani non è rimasto più nulla.

Anche i loro amati lucci e i sogni di far tornare pighi e savette come un tempo che fu, si scontrano con la realtà distruttiva e che pare non avere fine.

I so di stare loro sullo stomaco perché "infedele" che non capisce ma, personalmente dopo 50 anni di pesca ne ho viste abbastanza per capire la differenza che esiste tra i fiumi di un tempo e questi.

Nel cavo hanno trovato 2 quintali di pesce morto e circa un altro quintale di pesce ancora vivo. Sono stati salvati gli esemplari possibili e si è preso atto che c'era stata una nuova strage, l'ennesima.
Poi è stata ritrovata una batteria e diverse bottiglie di birra come al solito buttate da questi maiali venuti dall'Est. Riguardando poi alcuni dei pesci si è capito l'origine della moria; pance rosse, occhi fuori dalle orbite.....elettrostorditori.
Per questi si dovrebbe finire in galera e buttare via la chiave e questo accadrà solo in un Paese che si renderà conto che distruggere l'ambiente e i suoi animali singifica attentare all'uomo stesso.  
Certo, in questo giorni tremendi parlare di bracconaggio suona ipocrita e strumentale ma anche in queste occasioni lo Stato dovrebbe fare la sua parte sancendo in modo inequivocabile che ogni attentato all'ambiente è una crimine contro la comunità.
Ma è tempo perso.
D'altra parte nessuno si scandalizza se una carpa viene filmata morente (ma viva) sul bancone di un mercato romano.
Nessuno alza una protesta e fa intervenire la ASL e la Protezione animali.
Dovremmo metterci un agnellino ben legato su quel bancone per vedere una reazione da prima pagina dei giornali.
Ma si sa, i pesci non parlano e su di essi si scrivono talmente tante cazzate (River monster docet) che non fanno pena a nessuno. 
A proposito, quella di mettere un agnellino è solo una provocazione, non si sa mai che qualcuno pensi che lo farei davvero...ma un bracconiere legato sul bancone del mercato.... quello si che lo metterei volentieri...

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Commenti

nicola il 04/11/16
....tu legalo al bancone del mercato....poi io vengo e gli strappo i coglioni.!! ciao Roberto.


Mario serafini il 03/11/16
Caro Roberto io continuo a seguiti con tanto affetto e riconoscenza per quello che stai facendo. Purtroppo ora nei ns canali e fiumi della bassa veneziana non c'è più nulla. Sono riusciti a distruggere tutto il possibile. Le varie denuncie da me fatte alle guardie regionali per decenni sono andate sempre in fumo. Nianche le aree di riproduzione sono state risparmiate. Cosa dire finita. Speriamo che finisca da sola con la mancanza totale di pesce. Purtroppo di Roberto Ripamonti c'è ne uno. Grazie di esistere.


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