Carp Fishing Italia

Ricominciamo da qui!

Di Enrico Cocca pubblicato il 24/03/14

Ricominciamo da qui!

a cura di Enrico Cocca

 

Siamo all'inizio dell'estate 2013 e come spesso accade nel fine settimana mi trovo nel mio garage a  preparare l'attrezzatura per una sessione. Si presenta di fronte a me il mio cuginetto Nicola, 10 anni, che inizia a farmi le sue solite mille domande, mosso da una spiccata curiosità per tutto ciò che lo circonda. Fra una battuta e l'altra sulla mia passione per la pesca gli lancio per scherzo la mia proposta, pensando che fosse ancora un po' presto: “Ma te quando diventi un carpista?” Risposta: “Quando mi ci porti!” L'avessi mai detto... Ed è stato così, quasi per gioco, che abbiamo iniziato a fare un po' di teoria di base e creare decine di hair rig semplici, dopodiché abbiamo preso in mano la prima canna e simulato un pesce che tira, nel nostro giardino, rendendoci subito conto che le mie canne erano calciate troppo lunghe per un bambino della sua età. Bisognava fare qualcosa e così ho iniziato ad informarmi in giro per capire se ci fossero sul mercato delle canne adatte ad un bambino; cerca cerca, ho trovato delle canne 9 ft con il calcio molto corto ed è iniziata l'avventura!!!

Le prime due uscite hanno messo a dura prova la pazienza del giovanotto...eravamo in piena estate, con pesci apatici, in acque piene di gamberi che attaccavano i nostri inneschi e non ci permettevano di stare in pesca; risultato: due bei cappotti che, però, non hanno intaccato il suo desiderio di vedere la prima carpa dal vivo!

E così dovevo trovare il modo di accontentarlo ed anche in tempi brevi; sentivo che stava nascendo in lui una forte passione. Quale migliore occasione del Trofeo Regionale di CFI che si sarebbe svolto in Provincia di Pisa ed al quale sarei stato presente come giudice di gara? E così una nuova proposta, fortemente voluta anche dal CDN di CFI: “Nicola, vuoi venire a fare il giudice di gara con me al Trofeo CFI?” Risposta: “Sìììììì! Ma si dorme anche in tenda?” Beh, se avesse saputo cosa lo avrebbe atteso...forse non me lo avrebbe chiesto!

Qualche settimana di attesa e Nicola diventa un giovanissimo giudice di gara del Trofeo CFI (in foto durante la premiazione) e si destreggia abilmente fra materassini, sacche di pesatura e tante splendide carpe, rimanendo letteralmente folgorato dagli amur e senza farsi spaventare dal ciclone Penelope che si abbatte sulle nostre tende durante la prima notte con vento, fulmini e grandine per parecchie ore. Anche questa splendida esperienza si conclude e Nicola stupisce tutti anche durante il classico pranzo di rito a fine gara, dove qualcuno, in dialetto, ha esclamato: “Ma 'ndo l'ha messa tutta quella roba che ha magno?!?!?”Secondo voi come sarebbe potuta finire questa esperienza? Sulla via del ritorno ripercorriamo in macchina tutte le vicende della gara ripensando alle molte catture che c'erano state ed ad un certo punto Nicola mi dice: “Senti Enrico...ora le carpe dal vivo le ho viste e mi sono piaciute, soprattutto gli amur...ma ora la voglio prendere io una carpa! Quando mi ci porti?” Ecco lo sapevo...un altro malato in famiglia!

Un paio di settimane dopo eravamo nuovamente al pezzo e, questa volta, il protagonista era lui: Nicola! Alle prime luci dell'alba siamo sullo spot, prepariamo insieme l'attrezzatura, gli calo le canne e ci mettiamo in attesa. Vedo sul suo volto la frenesia, il desiderio della prima cattura, che non può più attendere... Dopo circa due ore arriva il momento tanto attesto, ci siamo! L'avvisatore inizia ad urlare e Nicola si fionda sulla canna: mano sulla bobina e via con una bella ferrata, degna di un veterano. Inizia il combattimento ed il giovane dimostra subito di saperci fare; qualche ripartenza ben gestita con la frizione et voilà, la prima carpa arriva a guadino. Una bella specchiotta che fa saltare di gioia il nostro Nicola, il quale non sta nella pelle. Con cura lo aiuto a slamarla, facciamo le foto e la liberiamo. A questo punto telefoniamo alla mamma per informare della grande conquista ma la telefonata finisce così: “Mamma, ora ti saluto perché ne devo prendere una più grande!” Non c'è niente da fare... è una malattia! Questo ne è la dimostrazione!!!

Inneschiamo nuovamente, ricaliamo nello stesso punto e ci rimettiamo in attesa. Questa volta ci bastano solo venti minuti di attesa prima che lo stesso avvisatore inizi a suonare all'impazzata: evidentemente eravamo riusciti a portare il pesce in pastura. I primi istanti del combattimento ci lasciano subito capire che si tratta di un bel pesce, proprio come sperato/previsto da Nicola. Numerose ripartenze e cambi di direzione non smuovono di un millimetro il nostro nuovo giovane collega  e mentre lo guardo tener testa a quella bellissima baffuta ripenso che solo qualche mese prima nemmeno ci avrei potuto pensare. Dopo circa dieci minuti di lotta la carpa si arrende a Nicola e si lascia guadinare. Subito mi rendo conto che si tratta veramente di un bellissimo esemplare di regina. A questo punto anche Nicola è senza parole ed allora esclamo: “Ma ti rendi conto di cosa hai preso?!?!?”. Salpiamo la preda, la adagiamo sul materassino, la slamiamo e procediamo con la pesatura: l'ago della bilancia si ferma vicino agli 11 Kg!!! Che dire, se il buongiorno si vede dal mattino... Classiche foto di rito, con il mio ovvio aiuto, per alzare una preda ancora troppo pesante per lui e via con il rilascio (in foto)!

Concludo questo racconto, che può anche sembrare lungo e noioso, come ho iniziato: Ricominciamo da qui!

Ripartiamo dalla voglia di un bambino di imparare cose nuove...

Ripartiamo dalla naturalezza di un bambino che si è messo al servizio degli altri durante una manifestazione...

Ripartiamo dall'emozione di un bambino per la sua prima cattura...

Ripartiamo dallo sguardo di un bambino che guarda la sua preda mentre torna libera...

Ricominciamo da Nicola!


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)