Tecnica

Questione di Apnea!

Di Fabio Masella pubblicato il 03/03/15

Questione di Apnea!


Ci vogliono anni di allenamento per migliorare la propria resistenza in apnea.
Pensando a questa parola ci si concentra sulla disciplina per la quale ci si allena alla mancanza di ossigeno.
Chi la pratica si immerge nelle profondità marine e si affida unicamente al proprio allenamento fisico e mentale per raggiungere profondità sempre maggiori rinunciando a ciò che ci permette di rimanere in vita e cioè l’aria.
L’apnea di cui voglio scrivere però è leggermente diversa.

 

Come l’aria che respiro c’è qualcosa nella mia vita che è in egual modo vitale.
Sto parlando del Carpfishing.
Ovviamente non vorrei mai andare in apnea dal mio sport e faccio di tutto per non allenare il mio corpo e il mio cuore a rinunciare a periodi troppo lunghi dal mio ossigeno vitale.


Come per l’aria anche io senza il mio carpfishing morirei.
Ho sentito parlare molti in questo modo ma,dopo anni,il caldo richiamo di casa nei periodi invernali,l’abbraccio della donna amata e le risate degli amici davanti a una partita di calcio hanno sempre avuto la meglio.
Per me è sempre peggio.
La mia apnea è sempre più breve.
Un tempo da fine Dicembre ai primi di Marzo riuscivo quasi a non pescare.
Ora non resisto più di 120 ore…
Il lunedì mattina inizia la mia immersione nella quotidianità e fino a Venerdì si trattiene il fiato.
A volte riesco a prendere qualche “boccata” d’ossigeno sfruttando la sera per la creazione di terminali e per navigare su internet cercando di rimanere sempre aggiornato su cosa succede nel mio mondo.
Ore 17:31 del 06/02/2015 inizio nuovamente a respirare.


Il mio amico Daniele già mi aspetta in postazione.
Per scelta di tutti e due abbiamo sempre preferito dormire in tende separate e abbastanza lontane una dall’altra.
In questo modo si riesce comunque a rimanere da soli con i propi pensieri anche se le tende da montare sono due e non una…
Questo implicava che al mio arrivo ,oltre che alle canne, c’era anche tutto il campo base da montare.
Davanti ai fari del mio furgone le gocce di pioggia cominciarono a danzare.
Arrivato in postazione capii da subito che le due notti che mi attendevano sarebbero state all’insegna del freddo,della neve e del fango.
Nel giro di due ore era tutto montato e le canne erano state calate.
Un panino e una birra davanti alla stufetta per asciugare le ossa e alle 21:00 il sacco a pelo già cullava i miei sogni da pescatore.
Alle 06:40 la canna in 13mt d’acqua parte come un fulmine.
Il combattimento dura una decina di minuti ed essendo ancora buio decido di mettere la specchi nella sacca di mantenimento attendendo un sole che forse non sarebbe mai spuntato quel giorno visto il cielo nuovamente carico di pioggia.


Rientrato in tenda mi chiedevo se quella specchi dai colori invernali era solo un miraggio dovuto al liquido della stufetta inalato fino a pochi minuti prima oppure una solida realtà.
Presi il cellulare e mandai un messaggio vocale a Daniele dicendogli che lo avrei aspettato alle prime luci dell’alba per fotografare una cattura fantastica.
Tra di noi non ci facciamo mai scherzi sull’argomento, e infatti Daniele alle 07:45 circa si presenta puntuale per fotografare questa meraviglia invernale.
Il Sabato passa velocemente tra racconti di pescate avvenute,mete visitate e da visitare.
Il cielo quella notte era limpido e la natura attorno a noi si congelò.
Il mattino seguente era ora di fare i conti con il fango che aveva imbrattato tutto.


Caricato il furgone alla svelta e salutato Daniele era ora di tornare a casa consci che ,tra lavori di pulizia e asciugatura,il pomeriggio sarebbe stato interamente occupato.
Ore 22:30 08/02/2015 si va a letto presto.
Domani è  nuovamente ora di reimmergersi per quelle fottutissime 120 ore….

 


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Commenti

alberto il 09/09/15
chiedevo cortesemente la possibilita'di mettermi in contatto con fabio masella , motivo di come utilizzare al meglio tre ingredienti x noi fondamentali


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