Tecnica

Quanto tempo è passato

Di Paolo Giannella pubblicato il 20/03/13

Quanto tempo è passato? Circa 4 mesi,l'ultima sessione risale al 4 novembre 2012, dopodichè il niente assoluto, a parte una disastrosa uscita in toscana a fine dicembre.
 4 mesi senza pescare sono il mio record di astinenza,mai ero stato tanto tempo lontano dalla mia passione,ma purtroppo la vita,specialmente quella di oggi non lascia scampo,e se vuoi ottenere qualcosa devi investire il tempo nel modo giusto, ecco diciamo che ho investito questi 4 mesi di full immersion nel lavoro per avere più tempo libero da adesso in poi.
Ho promesso a me stesso che uno stop così lungo dovrò evitarlo. Me ne sto rendendo conto solo ora,di quanto la pesca mi aiuti ad affrontare la quotidianità, mi domando come ho resistito, come ho potuto farcela, perché ho bisogno di stare li,nel mio mondo, lontano da tutto, da tutti, e lasciare pensieri, preoccupazioni e paure, lontano da quell'universo fatto di sensazioni viscerali, di emozioni forti e di pensieri talmente positivi che mentre li faccio a volte mi rendo conto di sorridere senza volerlo. Questo vivo in quelle ore e questo mi porto dentro nei giorni seguenti, aspettando la prossima uscita.
Mentre caricavo l'attrezzatura in macchina sabato sera,ho avuto la sensazione di dimenticare qualcosa a casa tanto era il tempo passato dall'ultima volta che facevo quei gesti, una volta ordinati e abitudinari. Ma fortunatamente non mi è mancato niente e prima del tramonto avevo già montato tenda pod e canne. Poi è arrivato il momento più bello, quello che è la chiave delle sessioni, il momento di portare i terminali negli spot che si reputano più produttivi, e mentre guardavo l'acqua dalla barca, ho avuto una sensazione strana,come di non essere più capace, non all'altezza di una sfida tra uomo e natura che molte volte ho vinto negli anni, ma che stavolta mi spaventava maggiormente. Non che mi aspettassi chissà cosa da una sessione di 12 ore a inizio marzo, vista la temperatura dell'acqua, ma avevo bisogno di una dose d'emozioni forti e mi stavo giocando tutto.
La scelta dei 3 spot è stata tutta d'istinto, nei giorni passati il sole si era fatto sentire un po’, e il sottoriva era la prima zona che avevo preso in considerazione per il primo spot. Ho posato sui tre metri d'acqua scarsi, praticamente attaccato alla riva. Per l'innesco invece mai stato così sicuro, le nuove Ready Made White Fish sono tatuate nella mia mente come le palline più performanti che abbia mai provato nella mia vita, e specie su una sessione così veloce in acqua fredda non credo ci possa essere garanzia migliore. Le altre due canne le ho posate in spot diversi, una sui 6 metri con uno snow man tutto k-j-n richworth, e l'altra sui nove metri con un altro snow Red Fish.
Il buio è arrivato subito, e dopo un pasto caldo mi sono meritato e goduto quella vecchia sensazione che mi riempie l'anima ogni volta, io solo e immerso nel mio mondo a farmi cullare dal rumore dell'acqua sulla sponda,e poco dopo,una pioggia lenta e costante sulla tenda ha definitivamente portato la mia mente nel sonno profondo.
Nel pieno della notte, come nei migliori sogni fatti nei 4 mesi passati, la centralina mi sveglia con un bip singolo, apro gli occhi e mi accorgo che non piove più e il lago ha cessato di muoversi e far rumore, sento solo il cuore che bussa nel petto, per un timido suono elettronico, che dopo un attimo riprende, stavolta senza smettere, lo spot sottoriva era azzeccato e le White Fish hanno vinto ancora. Mi ritrovo sulla riva del lago con la canna da pesca in mano e la frizione del mulinello che gira ticchettando, come a dar fastidio a quell'ambiente così naturalmente selvaggio e silenzioso, e dopo quei minuti che sembrano durare sempre troppo poco, il pesce è nella rete, e con lui anche tutte le emozioni che mi ha regalato. Metto la preda nella sacca e riposiziono lo snow man White Fish al suo posto. Il rientro in tenda è stato stavolta più bello, e per riprendere sonno ci ho messo parecchio tempo, non riuscivo a smaltire l'adrenalina.
L'alba è giunta con il suo splendore, e una timida luce dall'esterno della tenda mi ha fatto girare nel sacco a pelo, ma non ho fatto in tempo a riaddormentarmi, perchè il solito spot e la solita esca mi regalano nuovamente emozioni forti, stavolta il pesce è anche più agguerrito, e dimostra tutta la sua voglia di vivere e la sua selvaticità, costringendomi ad uscire in barca, quando lo metto nel guadino mi guardo attorno e resto scioccato da tanta bellezza che vedo in quella calma e quel silenzio che mi avvolgono, finalmente realizzo cosa mi sono perso in 4 mesi, e guardandomi attorno capisco che quello è il mio posto, quella è la mia passione, e finché avrò le forze mi nutrirò di essa.
Smonto tutto velocemente ed il socio reduce da un'influenza viene per condividere come è giusto che sia quelle catture tanto sognate ed attese, 3 scatti veloci per ridare la libertà ad un essere vivente che per gran parte del mondo non significa niente, ma che per molti di noi è invece una parte di vita importante.
Grazie Lago.


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Commenti

giovanni il 20/03/13
grande paolo!! ne conosco pochi cosi'!!


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