Tecnica

Quando tutto fila liscio

Di Leonardo Bergamini pubblicato il 23/04/19

Leonardo Bergamini ci racconda di una delle sue sessioni lampo :

"Questa cortissima sessione si è resa disponibile poche ore prima del suo inizio perchè il tempo a disposizione è sempre meno e per questo va sempre valutata la possibilità di fare qualche ora con le condizioni ottimali, perciò sveglia alle 05.00, colazione con merendina confezionata, macchina carica e via verso la cava del mio club, fortunatamente vicino a casa. Arrivo che è ancora buio ma non ho bisogno di molta luce per posizionare gli inneschi perchè il posto lo conosco molto bene e so che in questo momento di risveglio, con l'acqua che ogni giorno si scalda sempre di più, le proteine, gli aminoacidi e il salato rendono più di altre esche. 
La mia scelta ricade su una delle esche prodotte dalla Northernbaits, la grande azienda del nord Europa con la quale ho iniziato a collaborare da qualche mese e che si sta rapidamente affermando anche in Italia; si tratta delle boiles BLUE MUSSEL le quali vantano una lista di ingredienti chilometrica, un aroma inconfondibile e un'ottima meccanica che le rende perfettamente adatte ad acque calde e intermedie. Opto per un innesco a funghetto, decisamente uno dei miei preferiti, il rig scelto è un Ronnie Rig da me modificato, cioè con l'aggiunta del classico capello rispetto a girelline o anellini che non mi fanno impazzire. Accompagno l'innesco con una generosa retina pva contenente boilies sbriciolate, pellet spezzettato e imbevuta di white fish activator; metto sempre una retina pva su lanci che vanno dalla corta alla medio lunga distanza, questo mi rende sicuro al 100% che la presentazione del terminale alla sua distesa in acqua sarà ottimale e in più eliminerà completamente ogni possibilità di ingarbugliare il terminale. 
Ormai è l'alba e si iniziano a vedere i primi salti dei pesci, quasi tutte carpe; la maggior parte dei salti si concentra sulle zone d'acqua che avevo già scelto dandomi ragione, ne sono molto felice e l'inconfondibile scarica di adrenalina mi avvolge ora come da 15 anni a questa parte. Cerco di sbrigarmi a contare le lunghezze di canna prima dei lanci e dico dentro di me: "VOGLIO ESSERE MILLIMETRICO!"
La prima canna è pronta e clippata, innesco il terminale sull'aggancio rapido e miro l'albero sulla sponda opposta usandolo come punto di riferimento come faccio di solito. Lancio e alzo subito la punta della canna verticalmente al terreno per ammortizzare il più possibile la battuta sulla clip, il piombo atterra perfettamente in traiettoria e alla distanza giusta e senza perdere tempo metto la canna sul pod, impugno il cobra e cerco di lanciare circa 30 palline uno o due metri prima di dove scorgo i cerchi in acqua lasciati dall'atterraggio del piombo. Ripeto la stessa operazione sui tre punti che ho scelto. Ok, siamo in pesca! 
Il sole inizia a scaldare l'ambiente circostante e anche tanto. I salti sono sempre meno ma abbastanza concentrati sui punti che ho scelto, la fiducia è ancora alle stelle. Ora inizia l'attesa ma non rimango con le mani in mano, riordino la postazione e preparo subito un altro paio di inneschi e di retine pva, il tempo passa e un occhio è sempre vigile sui salti dei pesci che ormai sono diventati molto pochi ma sempre nei punti giusti. Sono le 10.00 il tempo è agli sgoccioli, il caldo si fa sentire e la giacca ha lasciato il posto ad una felpa aperta, il morale è sempre alto ma il poco tempo a disposizione non mi rende più così sicuro, è tempo di rilanciare le canne; stessa tecnica, stessi punti solo le scobrate diminuite a circa 10 palline per canna giusto per far sentire il rumore di cibo che entra in acqua. 
Rilanciata la prima canna procedo a tirare su la seconda, ma durante il recupero accade la magia sulla terza canna che era ancora in acqua dalla mattina. Non amo tenere gli avvisatori ad alto volume e quando manovro le canne ho sempre la tendenza a spegnerli perchè credo che quando un avvisatore suoni, debba farlo a buon diritto. Fatto sta che la frizione con una lenta partenza mi fa rimettere sul pod la seconda canna ancora in fase di recupero e agguantare velocemente la terza; mano sulla bobina, faccio due passi indietro alzando la canna in maniera non troppo brusca e ci siamo, pesce in canna! L'adrenalina torna a farsi sentire, il peso c'è e la carpa si muove lenta con delle testate decise e potenti. Regolo la frizione bella stretta ma non troppo e aziono il controleva; da un po' di anni pesco con questo sistema all'inglese e devo dire che il divertimento dato dal contatto costante con il pesce è assicurato. Arrivato a riva, ora il pesce si vede benissimo, e mi dico: "è una specchi sui 12/13kg", metto il guadino in acqua e il galleggiante posto sull'estremità del palo mi aiuta a portare la rete più lontano senza che la affondi, sento le ultime testate prima della resa ed è fatta, carpa nel guadino!  La soddisfazione è enorme , la consapevolezza di sapere che ci sono pochissime carpe a specchi in quella cava rende la cattura ancora più preziosa. La voglia di guardare e stringere tra le braccia la specchi che sembra essere una vecchia conoscenza è alle stelle. Non la levo neanche dall'acqua, a pochi metri da me i waders sono sulla riva ad un metro dal pod pronti ad essere indossati, lascio quindi nel guadino la carpa stanca dal combattimento, mi infilo dentro i waders entro in acqua con la sacca di pesatura galleggiante, slamo la carpa direttamente nel guadino e la passo nella sacca legata con il cordino a riva e mi precipito a prendere bilancia e macchina fotografica; posizionato il cavalletto faccio un paio di scatti di prova e vedo che la composizione della foto mi piace. Siamo alla pesa: segna 17 kg che poi si riveleranno essere 14 e rotti una volta pesata la sacca bagnata. Imposto l'autoscatto e ci siamo, mi godo istante per istante, l'incertezza che avevo prima cede il posto alla realtà, si tratta di una vecchissima conoscenza una carpa che era sui 4/5 kg la prima volta che la strinsi tra le mie braccia, il suo nome è piccola Ottobre Rosso, per la grande rassomiglianza alla sua sorella molto più grande ma non meno combattiva. Fatta la foto di rito e controllata la salute del pesce, lo rilascio nel suo ambiente augurandogli un arrivederci non troppo ravvicinato ma neanche troppo lontano. Sono quasi le 11.00 tempo agli sgoccioli, decido di non rilanciare e di iniziare a smontare lasciando per ultima la prima canna rilanciata alle 10.00, la solita ultima canna dove ci si crede fino in fondo, anche se, mentre smontavo dentro di me dicevo che non avrebbe avuto nessuna importanza che abboccasse qualcos'altro dato che la giornata è stata splendida così e difatti è terminata con io in macchina che sentivo ancora l'odore della sacca e la rete del guadino bagnata, ma con la certezza di aver passato una splendida mattinata, di aver usato tecnica, esperienza ed esche giuste al momento giusto e che questo non sarebbe mai potuto accadere se avessi ceduto al sonno al suono della sveglia che scandiva le 05.00 "
Leonardo
 

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