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Quando l'ambiente si guasta

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 11/10/16

Mi è capitato di leggere un commento sul web a firma di un vecchio amico carpista che sta probabilmente vivendo un momento non facile. Si trattava di un attacco forte e violento nei confronti di un direttore di rivista per la quale entrambi hanno collaborato per anni.

Ho letto ovvietà e chiacchiere da bar oltre, ad una serie di esaltazioni che sono veramente lontane mille chilometri dal mio modo di pensare per cui vorrei chiarire alcuni concetti sulle riviste, sui collaboratori e sui presunti “vantaggi” che si hanno o meglio, che si avevano.

Quando facemmo nascere Carpfishing e Tuttocarpa eravamo appassionati che volevano condividere e sulla scia di ciò che accadeva all’estero e naturalmente, sentivamo il desiderio di avere una testata dedicata.

Io lo feci andando da Alessandro Menchi Mega direttore di Pescare e da Pilota di aerei e articolista di Pescare Mare e Pescare, proponendogli di fare una intera rivista di cf..... Lui mi guardò e mi disse di si...a patto che fossi io a curarla integralmente. Accettai e per 18 anni Pescare Carpfishing è stata fatta nel mio computer in modo integrale salvo la parte finale di impaginazione che spettava alla casa editrice. 18 anni in cui cercavo autori, leggevo i loro articoli belli o bruttissimi, li correggevo. Traducevo Leon in francese oppure Jim Gibbinson in inglese e in ogni pezzo ci mettevo del mio per dare un senso italiano a tutto ciò che per noi non poteva avere alcun senso.

Nel frattempo volavo, comandavo, creavo una famiglia etc.....Il tutto in cambio di una cifra che oscillava tra gli attuali 200 e i 250 euro al mese come rimborso spese per i  viaggi che facevo per Firenze per portare la rivista (da Grosseto oppure da Roma) chiusa e pronta ad essere pubblicata. Così per 18 anni con passione, incazzature, malelingue e tantissima invidia da parte di molti. 

Da solo (a decidere ma con tanti amici a consigliarmi e li citerò dopo..) contro redazioni intere per 18 anni. E mi fermo qui tanto per dire una volta tanto quel che penso di chi parla dei sacrifici fatti per promuovere il cf......

Il primo numero di Pescare Carpfishing lo scrissi tutto da solo tranne un pezzo su Mantova fatto da Simona e Luca Foroni….questo per dire che razza di entusiasmo ci /mi bruciava dentro. 

Per Tuttocarpa erano forse in tre o quattro ma il succo non cambia.

In quel periodo abbiamo avuto la fortuna di credere e creare una grande gruppo di autori che per almeno 10-15 anni sono stati il punto di riferimento di un carpfishing senza esaltazioni, senza distinzioni e senza violenza verbale.

I nomi? Forcolin, Maffei , Coroi, Mantovani, Giambastiani, Baldeschi, Di Cesare, Perin, Campello, Minotto, Zurma, Grana sin dalla prima ora e tanti altri a seguire.

C’era pesca per tutti, c’era da costruire tutto ed infatti creammo gli enduro, Carp Italy, i meeting e quant’altro. Creammo anche i "personaggi" noi, che lo eravamo diventati gioco forza essendo in prima fila. Tra questi anche quelli che oggi si dicono Guru ma che in realtà erano semplici appassionati con scarsa / nulla conoscenza grammaticale e linguistica. Tra questi c'era gente che si faceva scrivere gli articoli dalla moglie. Oggi sono icone.....

Le aziende credettero nel progetto carpfishing e investirono per fare prodotti nuovi e mettere l’Italia al livello degli altri Paesi. Alcuni degli autori scrivevano bene, altri malissimo, altri erano terribili ma in tutti contava l’entusiasmo che trasmettevano. Noi, nei ritagli del tempo dai nostri veri lavori, correggevamo e in certi casi, riscrivevamo gli articoli per renderli leggibili.

All'inizio non c'erano i pc o i mac e si faceva tutto su una Lettera 24 di Olivetti......mica copia e incolla oppure, copia e basta come fanno sul web..

Ci sono degli autori che sono diventati molto conosciuti e rispettati per ciò che scrivevano che manco si rendevano conto che, rispetto al pezzo che mandavano, spesso illeggibile o incomprensibile oppure pieno di errori, ciò che veniva pubblicato era una vera e propria traduzione.

Grazie alle riviste alcuni di questi hanno trovato delle aziende di riferimento e ottenuto quindi due piccoli benefici; un rimborso spese per gli articoli scritti (50-75 euro di oggi) dalla rivista e i materiali gratis o in comodato d’uso dalle aziende.

Gente che oggi si lamenta ma che prendeva 2-300 kg di boilies gratis l'anno oppure , e lo vidi io , chiese 34 canne ad una azienda con la scusa che le doveva provare......

Anche io prendevo materiale gratis sia chiaro.

Alcuni di questi sono  diventati "famosi" senza aver mai praticamente visto pubblicato un loro pezzo per intero ma solo traduzioni ed arrangiamenti di ciò che avevano mandato in redazione. Ridicolo quindi elevarsi al rango di santoni....O sbaglio?

Tutti, senza distinzioni si prestavano a questo splendido gioco di fare i field tester anche se in realtà non molti avevano cultura tecnica e preparazione per esserlo.Allora come oggi, sia chiaro.

Ma allora i field tester erano meno di 10 forse 4-5 oggi, ce ne sono decine. Non sanno cosa sia la spina di una canna, come fletta, come si fanno 10 tipi di nodo differenti, come si fa il nodo ad un amo a paletta, non sanno lanciare decentemente. Non sanno chi è Mario Albertarelli ma spesso nemmeno Maddocks, Gibbinson, Paisley o i Mahin....Però insegnano e parlano oppure, si elevano al rango di Maestri di pesca ma non hanno mai pescato altro che carpe.

Scrissi che il carpfishing italiano non era in grado di avere autori di livello oltre le due riviste che già esistevano e sono ancora convinto di questo a distanza di molti anni. Il degrado della comunicazione iniziò a mio giudizio quando una azienda decise di creare una sua personale rivista che altro non era se non un catalogo di ciò  che distribuiva.

Ebbe successo e portò alla ribalta altri autori aprendo la strada ad altre riviste nate da scissioni inutili e improduttive al punto che nacquero anche testate di bella immagine ma di contenuti gradualmente sempre peggiori.

Se in Pescare Carpfishing e in Tuttocarpa operavamo una selezione qualitativa e delle persone che scrivevamo piuttosto dura, nelle altre bastava riempire qualche paginetta e poi con un fitto gioco di immagini il gioco era fatto.

Nel frattempo cadevano gli scopi educativi, quelli di insegnamento di una etica e di uno stile che non fosse di gazzarra pura. Abbiamo visto persone che manco possedevano l’attrezzatura da cf, scrivere articoli e dettare e insegnare teorie insulse, altri che si improvvisavano carpisti senza avere alcun background e preparazione..

Ricordo che combattevamo tutti i giorni contro il mancato uso dei giubbetti salvagente e nel contempo questi finti carpisti filmavano le loro gesta senza indossare nulla del genere…tanto per fare un esempio….

L’avvento dei social ha messo quasi in un angolo le riviste che nel frattempo sono diminuite; molte delle firme storiche si sono ritirate e ha dato voce e spazio a estremismi spesso dettati dalla non conoscenza o da pregiudizi come quello che vuole tutti collusi con il mercato.

La realtà è assai differente perché nessuno vive di cf, nessuno può levarsi ad un rango che sia diverso da quello che è realmente. Ci sono i collusi con il mercato e i marchettari ma, non durano molto oppure non sono credibili.

Nessuno di noi della prima ora vive di cf o ha guadagnato soldi tanto da poterci vivere o anche solo pagarsi una bella vacanza....Oggi poi, men che meno.

Se leggo che una rivista si è tenuta in piedi per un singolo angler oppure una grande azienda mondiale ha trovato mercato grazie a quello stesso angler penso che serva un grande bagno di umiltà perché siamo davanti ad una prova di presunzione senza limiti o forse, ai limiti del ridicolo.

Chi ha avuto il privilegio di essere in prima pagina qualche volta e guadagnarsi meritatamente o meno un seguito ha anche il dovere di fungere da esempio per tutti e sopratutto, per i più giovani.

Gesti e post di machismo estremo non solo sono grotteschi ma rendono ridicoli e poco credibili tutti i messaggi che si vorrebbe veicolare. Queste situazioni hanno contribuito non poco a guastare un ambiente che era bello da vivere, che dava gioia e che ora prova ad elevare al rango di falsi guru, personaggi che invece dovrebbero ringraziare tutti i giorni coloro che gli hanno concesso la possibilità di apparire sulle riviste che hanno fatto la storia del cf italiano, Carpfishing e Tuttocarpa.

Non è questo il messaggio che si vorrebbe leggere visto che si parla di pesca e non di medicina .

Ogni riferimento NON è casuale, non è violento ma è scritto sorridendo perché conoscendo da 30 anni i personaggi, so perfettamente che si tratta di grandi appassionati che qualche volta tracimano o si fanno tatuare lo sponsor di un tempo su un braccio….

Senza capire che gli sponsor vanno e vengono mentre la passione per la pesca e la propria faccia, rimangono.

PS. Visto che alcuni integralisti dalla critica facile mi hanno chiesto di interessarmi di cose serie e non di queste (l'etica e l'educazione sono cose serissime), torneremo con la battagla contro il bracconaggio visto che i lipoveni sono arrivati anche al centro sud......e i CC son stati avvisati con dovizia di particolari.


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Commenti

Daniele Ferrari il 11/10/16
Che dire..........analisi perfetta, ponderata, controllata e credo scritta non di getto, e sicuramente veritiera del momento che sta vivendo la nostra passione. Io non sarei stato capace di scrivere un lavoro del genere con un tono che si rivolge a tutti, senza insulti, senza esaltazioni......e chi altri poteva farlo? solo uno della prima ora come Roberto o pochi altri....Rispetto per i nostri "padri".... che siano Roberto, Glauco, Massimo, Luca. Giorgio, Andrea, Sandro, Loris, Mauro, e chiedo scusa per chi non ho citato....RISPETTO e ascolto di ciò che hanno ancora da dire ...ammesso che non gli facciamo scappare la voglia di parlarci ancora ....!!!!!!!!


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