Tecnica

PVA, dove e come?

Di Mattia Travasoni pubblicato il 03/06/14

PVA, dove come

L’uso del PVA è ormai diventato un classico nella pesca alla carpa. Non potrei chiamarlo nemmeno sistema innovativo in quanto filati idrosolubili sono presenti sul mercato da oltre un ventennio animando in tal modo la fantasia dei carpisti e non solo, anche il mercato del carp fishing si è adeguato alla richiesta producendo svariate forme di PVA. Inizialmente era disponibile soltanto il filo, trecciato o multifibre che fosse, ma in sostanza era possibile disporre solo di un semplice filo solubile. Successivamente arrivò il nastro e in seguito a cascata sacchetti e retine fino ad arrivare a retine di svariate misure, sacchettini e qualsivoglia oggetto dedicato alla pasturazione dalla trama idrosolubile, basta pensare solo ai PVA Nuggets che incremento ancora la gamma di elementi.

Il filo sembra ormai passato in disuso e lo stringer di esche cappeggiate dall’innesco non è più così di moda sorpassato da stick e sacchettini.

Personalmente uso questi ultimi in moltissime circostanze trovando applicazioni diverse in base alle circostanze di pesca.

Gli stick

Non sono certo qui a spiegare come costruire uno stick! Non mi permetterei mai e mi sembrerebbe quasi di prendere in giro la categoria dei carpisti tanta sia la semplicità per reperire le nozioni base su come si prepara questo sistema di pasturazione tuttavia è importante valutare quali siano i vantaggi che uno stick apporta. In primis mi viene da sottolineare che lo stick permette e assicura un pieno controllo dei grovigli assicurando al carpista di pescare tranquillo dopo il lancio senza il patema che il proprio terminale sia aggrovigliato. Sicuramente questa è la motivazione che più di ogni altra mi spinge a utilizzare sempre gli stick quando pesco a lancio. In parallelo sussiste anche il reale incremento della capacità attirante della mia esca grazie alla presenza dello stick mix utilizzato che, al contrario di uno stringer di boilies, avrà una diffusione in acqua rapidissima grazie ai liquidi usati e alle farine impiegate.

Non solo a lancio lo stick trova un ottimo utilizzo ma anche quando dobbiamo calare il terminale in mezzo alle alghe facendo breccia in mezzo alle stesse creando una sorta di varco per il nostro terminale dove l’innesco resterà intonso. Soprattutto quando si cala in circostanze rischiose, mi affido a stick mix molto leggeri come il Weedbeather che CC Moore ha prodotto per mantenere il terminale sospeso tra le alghe fino a quando non si adagerà al fondale successivamente dopo che il PVA dello stick si sarà sciolto. Penso sia un’ottima soluzione per far depositare il terminale in modo delicato e avendo cura che questo non possa agganciarsi a qualunque appiglio.

I sacchetti

Di sacchetti ve ne sono di moltissime misure. Personalmente amo quelli allungati per la semplicità di utilizzo e la possibilità di caricarli abbondantemente sia con pezzi di esche che con gli stessi sfarinati utilizzati per gli stick. All’interno spesso inserisco anche il piombo ottenendo un effetto “bomba” che riesco a lanciare a molti metri da riva. L’importante è mantenere un ottimo assetto del sacchetto in modo tale che questo, durante il lancio, non si avviti in aria oppure non colga traiettorie sbagliate, questo rallenterebbe il lancio facendo perdere di precisione.

Non solo per il lancio utilizzo i sacchetti ma sono solito usarli anche in mezzo alle alghe ottenendo il medesimo risultato ottenuto tramite gli stick, tuttavia, sebbene il sacchetto abbia una maggiore galleggiabilità dovuta al fatto che ingloba molta aria, tende a sciogliersi molto rapidamente e un’eventuale nostro errore non potrebbe essere corretto in corso d’opera, obbligandoci a rifare tutto daccapo.

Resta comunque il fatto che in entrambi i casi è meglio non sbagliare ne il lancio ne la calata dalla barca in quanto migliore sarà la qualità del PVA più rapido sarà il tempo di scioglimento in acque di media temperatura.

Solitamente utilizzo reti XTR Melt di K-Karp sia per la pesca a lancio nelle misure più piccole che per calare dalla barca nelle misure medie e grandi. Il loro scioglimento è rapido e mi permette di avere il terminale nella posizione corretta.

Amo impiegare anche PVA Nuggets per alleggerire l’innesco qualora stia pescando su fondali inconsistenti. In tal caso il terminale deve adagiarsi in modo delicato al fondale dopo che questi, pian piano, si saranno sciolti. Rappresentano un classico stile per ottenere il massimo dalla nostra presentazione.

Stick Mix

Il mercato ormai è saturo di proposte riguardo a stick mix. Ormai mi affido solo alle proposte di CC Moore che sembrano essere adatte alle nostre acque e perfette per ottenere ottimi strike. Il mio preferito resta da sempre l’Odyssey XXX bagnato con il suo relativo liquido ma non mi tiro indietro per cambiare o provare nuove strategie come con il Live System Stick Mix inumidito con l’Amino Blend 365, un’accoppiata cremosa davvero coi fiocchi.

Il bello dell’accoppiata stick mix e PVA risiede nel fatto che possiamo applicare variazioni infinite riguardo alla miscela da accompagnare alla nostra esca aumentando notevolmente la possibilità di cattura. Soltanto la nostra fantasia potrà costituire il limite reale alla possibilità di variazione degli stick mix.

 

 

 


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Commenti

Gianfranco il 04/06/14
Articolo con i fiocchi, bella Mattia!


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