News

Prospettive e riflessioni sui una deriva continua

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 30/11/16

Stiamo arrivando verso la fine del 2016 e dobbiamo dare uno sguardo dietro le spalle per per cercare di analizzare i fatti ed i risultati ottenuti. Non c’è molto di nuovo sotto il sole e le prospettive sono anche peggiori di quanto avessimo potuto immaginare-.

Partiamo dia fatti; a breve la Fipsas va a nuove elezioni. Il risultato è scontato perché non si sono presentate alternative e questo in democrazia e in qualsiasi azienda è un segno poco positivo. Verranno eletti gli uomini in che hanno fatto la Fipsas in questo ultimi lustri e ci saranno alcun cambiamenti forse interessanti ma di cui avremo modo di parlare in futuro, a urne aperte e risultati ufficializzati.

Buon voto a tutti e in bocca al lupo agli eletti.

Sotto il profilo associazionistico verifico il costante lavoro di CFI e di Agostino Zurma che incurante dei mille gufi, degli stupidi ostracismi e degli ostruzionismi distruttivi di cui è circondato, continua a per care di ottenere risultati con una forma di volontà che è davvero  ammirevole. Se in Italia avessimo un minimo di senso della comunità faremmo di CFI una entità leader assoluta della pesca in acque interne ed invece è tutto un continuo di distinguo che si sono rivelati sempre fallimentari. 

La lotta la bracconaggio no ha mosso grandi passi avanti fatta eccezioni per un legge voluta dal PD che è un bicchiere di acqua calda e zuccherata per coloro che stanno distruggendo tutto. Inutile vendere questa cosa come un successo frutto dell’abilità politica di chi ci rappresenta perché non ci crede nemmeno chi si è dannato a fare firmare questa “cosa”. Abbiamo perso tempo a parlare con deputati e senatori se poi ha prevalso la logica tutta italica e molto PD del "famo inita de 'gnente..è povera gente che deve magnà....."

Questa scelta che da subito definii mediocre, buonista e inutile, non ha bloccato l’attività dei bracco, non ha dato particolari strumenti alle Forze dell’Ordine, non ha fatto chiarezza e il problema, come una metastasi, ha contaminato gran parte della Penisola. Sappiamo che i bracco operano al Salto, lungo il Tevere, a Canterno, a Isola Liri, a Mezzano, e in mille altri laghi senza che parta quella azione forte che perlomeno creerebbe un minimo di caos.

In questo panorama mi stupisce l’assenza totale dei produttori intesi non come singole aziende ma come associazione, perché la Fipo ha seguito percorsi sconosciuti ai media e senza i media (non è che una trasmissione peraltro, mal costruita si risolve il problema), non si va da nessuna parte. 

Ora, grazie ad una importante iniziativa di Gabriele Tubertini sembra che sia in arrivo una nuova associazione che raggruppi le grandi vittime del disastro che viviamo , ovvero le aziende che danno lavoro a centinaia di persone e muovono l’indotto. Sosterremo questa iniziativa in tutti i modi.

Siamo legati all’improvvisazione ed ai singoli, esattamente come quella che mai ha portato in Rai o a Radio Padania oppure a costruire un servizio per il TG2 o per Matrix mentre gli amici del Movimento Siluro Italia coinvolgevano Italia 1, Iene e quant’altro. Tutto fatto per amore della nostre acque e non per dovere istituzionale. A breve ne avremo altre ma sono frutto di inziative personali molto encomiabili con pochi margini di successo.

Il 2016  porta anche a qualche sorpresa dal punto di vista televisivo con la nascita di un nuovo canale “Pescare&Cacciare.tv” ovvero l’808 della piattaforma Sky ma anche visibile in modo assolutamente gratuito per i possessori di decoder. Questo canale nasce dalla voglia di un grande gruppo di firme della pesca italiana, stanca del micro cosmo della pay tv sulla pesca. La pesca in televisione deve essere fruibile gratuitamente e allo stesso tempo, non può essere lasciata a mestieranti che usano lo schermo per far vendere prodotti utilizzando trucchi osceni, finzioni, filmando località proibite alla massa oppure facendo credere che ad ogni calata corrisponde un pesce da 3 kg. La pesca non è così per nessuno, nemmeno per i finti guru che stanno aumentando a vista d’occhio e che poi vedimao in pesca essere ridicoli d incapaci di esprimersi in una lingua parente dell'italiano.

Serve etica e correttezza non spacciare false illusioni. SAerve creare una immagine della pesca italiana che non sia sporca, vioenta e che se ne frega delle regole. IN mare e in acque interne.

Chiude un’altra rivista e me ne dispiace moltissimo perché Mondo Carpa era una valida alternativa in un terreno che si sta stringendo sempre di più. Rimane quel pezzo di storia che è Tuttocarpa, ovviamente ci siamo noi di Carponline e poco altro. Qualche anno fa esistevano 4-5 riviste su carta e tutte vivevano dignitosamente. Ora si brancola nel buio. Per fortuna che la televisione si sta riciclando e “Pescare&Cacciare.tv” appare come linfa vitale per una comunicazione sempre tropo carica di marketing e poco, di tecnica, divulgazione amore vero per le nostre acque.

Carponline seguirà da partner questa nuova avventura televisiva che ora è agli inizi e sta muovendo i primi passi senza che nessuno degli autori principali sia ancora apparso in video. Questo avviene per una serie di atti che suonano come ritorsione e che avranno la giusta visibilità ed eco non appena le azioni legali saranno completate. Ne riparleremo con ampio spazio in modo che sia chiaro a tutti.

Una ultima nota è legata alla lettera che abbiamo pubblicato qualche giorni fa in cui si denunciavano comportamenti da bulletto di periferia ai danni di un appassionato che giustamente si è rivolto alle Forze dell'Ordine. Nonostante questo ha continuato a ricevere insulti e minacce da questo sbandato. Basta con questo schifo, basta con questi atteggiamenti e questa gente che ha distrutto il carpfishing portandolo ai livelli di delinquenza comune. La gente è stanca, si sta allontanando in massa da questo mondo e da questa feccia nauseabonda in cui emergono gli angler della tastiera e i leader fantoccio perfettamente imitati da Crozza. La gente è stanca di vedersi insultata o derisa se pesca in una cava, la gente è stanca di qualche finto santone che fino a ieri frequentava le cave a pago e ora è un censore infaticabile.

La gente, quella che ama la pesca, ne ha piene le scatole di tutto questo.

Non un quadro emozionante anzi, un disegno su cui riflettere per trovare tutti insieme una svolta prima di vedere crollare tutto.

Ma non sarà facile perché nemmeno le aziende cominciano più a credere che esistano vie d'uscita. E questo è un pessimo segnale credete a chi è in questo settore da molti lustri.


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)