Poche ore libere? Impariamo a sfruttarle...!

di Carraro Enrico pubblicato il 06/11/14

Come suggerisce il titolo questo articolo è rivolto ai carpisti di Padova e dintorni.

Lavorando a turni mi trovo spesso ad avere mezze giornate libere e, essendo infine poche ore, nel tempo ho trovato subito come impegnarle. Qui nel Veneto quando si parla di idrovia "i comuni mortali" dicono soltanto che è stato l'ennesimo spreco di soldi all'italiana, ma per noi carpisti (che siam tutto fuorché comuni mortali) direi che infondo son stati soldi "buttati via bene".

L'idrovia padovana ha avuto un boom intorno agli anni 2000, in cui le sue sponde erano sempre ricche di carpisti, fino pure a litigare stupidamente per le postazioni. Dopo qualche anno tutto sembró essere caduto nel dimenticatoio, alcune carpe a loro malgrado hanno "imparato a volare", altre son diventate "prodezze culinarie" e i carpisti si son decimati: era il turno di farsi sotto! Non amo sponde trafficate, piene di curiosoni, ficcanaso, tuttologi e quant'altro ma ho imparato lo stesso ad amare l'idrovia, che anche in poche ore sà sempre farmi felice. Veniamo dunque al sodo... Prendiamo in esame il tratto di Padova, situato nei paesi Vigonovo e Tombelle. Nonostante il suo aspetto da canale si tratta a tutti gli effetti di una cava, quindi, con acqua ferma. Il fondale digrada dalla sponda con due scalini di fondale duro, caratterizzati da una discreta quantità di Anodonti e gamberi della Louisiana, che lo portano ad un centro prevalentemente fangoso, molle e maleodorante. Nei mesi più caldi è ricco di alghe e, in quasi tutta la sua lunghezza, di ninfee; non presenta inoltre grossi ostacoli sommersi. La conformazione delle sponde invece si può dividere in due zone: La zona del campo gara Fipsas, situata genericamente dalle chiuse al secondo ponte in cemento, presenta un argine comodo ed agibile, accessibile in auto ed in grado di ospitare tranquillamente grosse tende. E’ perennemente assidiato da carpisti, pescatori al colpo e spinner; pertanto risulta una zona da sessioni rapide. Consiglio di non pasturare mai precedentemente la zona e di pescarci in orari strani e infrasettimanalmente.

Buoni spot sono sempre i sottoriva, sopra al primo scalino, ricordate inoltre di non sottovalutare mai il proprio sottosponda, mi ha regalato più di ogni altro spot! In idrovia si trovano inoltre tre penisole nella riva opposta, che creano delle strettoie, sicure zone di passaggio! Per il periodo più caldo in cui l’acqua raggiunge temperature “solari” ci sono vari sbocchi di piccoli canali di irrigazione, che ossigenano le zone limitrofe.

Per il freddo invece risultano valide le varie infrastrutture in cemento, quali le chiuse e i vari piloni dei ponti. Purtroppo il posto non si può di certo definire wild, anzi è quasi urban e, recentemente, son stati montati dei lampioni, che ci faranno perdere la magia della notte. La zona al di fuori del campo gara invece è molto diversa, non più caratterizzata da fondale duro, pulito e sponde comode, ma bisogna ricercare attentamente spot validi e postazioni vivibili.

Il fondale ha la stessa conformazione ma le sponde sono ricche di alberi, che in periodo autunnale e invernale creano un fondale di foglie e legno in putrefazione, assolutamente sconsigliato! Must di una sessione in questa zona sarà la ricerca del fondale pulito e duro. La via di accesso, diversamente da quella del campo gara, è chiusa con una sbarra, le cui chiavi e informazioni sul transito in auto dovranno essere richieste al comune di Vigonovo. Non ci sono esche che riscuotono maggiori successi di altre, posso affermare che boilies con azioni veloci e valori nutrizionali e di digeribilità adatti alla stagione hanno tutte grandi chanche di cattura. Come diametri in periodi di grande attività consiglio una 24mm al massimo addizionata di un chicco di mais finto pop up, mentre in periodi di apatia si può scendere fino a singole 12mm. Pescare qui è molto economico per quanto riguarda le quantità, consiglio infatti massimo 7-8 boilies per canna, ben sparse, ed eventualmente rinfrescare la zona con 4-5 boilies in caso di cattura.

Assolutamente sconsigliati stick mix e method, anche sacchettini con boilies spezzettate o intere; la massiccia presenza di breme non vi permetterà di restare in pesca. Si rendono indispensabili finali semplici, affidabili e resistenti; costruitevi quindi ad un buon line aligner o blow back/blow out rig, con un buon trecciato guainato da almeno 35lb, specie se pescate nei sottoriva. Personalmente imposto le mie pescate in idrovia in due principali tecniche: il divertimento veloce e la caccia strategica. Una qualità di questo tratto è la quasi troppa comodità ed agibilità, il che lo rende adatto a pescate anche di un paio d’ore.

D’obbligo ridurre l’attrezzatura ed i rumori al minimo, i risultati non si faranno attendere, ma di taglia media, che si aggira intorno ai 7-8kg. Andando invece alla ricerca delle più grosse e smaliziate carpe svolgo sia sessioni di poche ore, come una serata dopo lavoro, che notti secche, ma sempre nei periodi da novembre a marzo, in modo da essere quasi il solo in pesca e che le carpe più vecchie si muovano con più disinvoltura. Dopo questa infarinata generale spero di poter essere stato d'aiuto a qualche padovano che ha poco tempo a disposizione o che non è mai sazio di pesca e cerca di riempire ogni minimo istante libero. Auguro a chi deciderà di provare a insidiare le baffute dell'idrovia un grosso in bocca al lupo, magari ci troveremo li!! Carraro Enrico Padova Carp Team Sede 116 CFI






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