Tutorial

Plumbing

Di Agostino Zurma pubblicato il 07/08/13

Uno…..due…..tre….. eccolo, appare il nostro colorito segnalino, ci siamo, questo è il punto esatto. Quante volte nella nostra esistenza di carpisti abbiamo “numerato” le varie profondità del fondale che andavamo di volta in volta ad affrontare. Si è vero, l’era dei barchini radiocomandati ormai ha preso vita da tempo, ma vuoi l’impossibilità di utilizzarli in tutte le cave  o la mancanza di ecoscandaglio e vuoi  la precisione che il “plumbling” garantisce ci impedisce di abbandonare questa originale pratica .E’ essenziale ricorrere a questa caratteristica tecnica  per ricercare i migliori settori e ricavarne così le informazioni necessarie a poter svolgere una corretta azione di pesca. Il plumbing altro non è che l’applicazione di una metodologia che ci permette  la misurazione del fondale in modo meccanico e permette di individuare quelle variazioni di profondità che identificano le posizioni migliori da sfruttare. La sua  messa in pratica non è difficile, necessità di attenzione di pazienza e di un minimo di esperienza, lo consiglio caldamente prima di ogni altra cosa soprattutto quando si affrontano acque nuove, la conoscenza degli spazi è fondamentale. Troppe volte si vedono carpisti arrivare nei luoghi di pesca, affrontati per la prima volta e lanciare a casaccio le loro lenze magari poi lamentandosi perché non si vedono abboccate.

L’attrezzatura
Il plumbing va effettuato utilizzando una canna di buona potenza ,sicuramente oltre le  tre libbre, che ci permetta di raggiungere tutte le distanze alle quali poi rivolgeremo l’azione di pesca. Il nostro attrezzo va  equipaggiato con un capiente mulinello a bobina larga su cui troveranno  posto diverse centinaia di metri di  monofilo dello 0,25- 0,30,  alla fine alcuni metri di robusto shock leader  ci permetteranno di forzare il lancio al massimo della sua  tolleranza. All’apice del parastrappi va collegato un “ segnalino-provafondo” di colore e dimensioni ben visibili.
Ovviamente serve poi un piombo di  circa 110-130 grammi che dovrà essere fatto scorrere lungo la lenza madre utilizzando il metodo di seguito descritto.
La sua preparazione avverrà quindi in questo modo: si prenda uno spezzone  di nylon, circa 20-25 cm, dello 0,50 infilato all’interno di una guaina, alle due estremità andranno rispettivamente collegate piombo da una parte, mediante un moschettone e un anellino in gomma dall’altra. Utilizzare questa porzione di nailon rivestita, serve per impedire al segnalino di sbattere contro il piombo durante la fase di caduta in acqua, e conseguentemente di rompersi. Se le dimensioni dell’anellino in gomma ce lo permettono, per bloccare ed ammortizzare la corsa del piombo contro il galleggiante utilizziamo una perlina in gomma, solitamente in dotazione con l’anellino.

In azione
Approntata la canna come indicato, lanciamo verso il largo e attendiamo che il piombo, appoggiandosi sul fondo termini la sua corsa a ridosso del segnalino , favoriamo il tutto recuperando leggermente. Una volta sentito il contatto tra piombo e galleggiante allentiamo la frizione e sfiliamo il filo dalla bobina contando il numero di volte che si renderanno  necessarie per vedere  il galleggiante riemergere. Per un esatto rilevamento della profondità in quel punto e nei successivi,  basterà utilizzare come unità di misura lo spazio tra la bobina e il primo anello della canna,  una volta contate le tirate se ne avrà automaticamente l’esatta profondità. Sarà sufficiente recuperare in seguito, di circa 100-150 cm di volta il volta sino a raggiungere la riva, ed effettuare ad ogni spostamento la misurazione del fondo attuando il medesimo procedimento. Ripetendo l’operazione in varie direzioni riusciremo ad ottener un’esatta mappa raffigurante la conformazione del fondale , sufficientemente precisa da poter stabilire dove effettuare la nostra azione di pesca. Potremo addirittura disegnarla e conservarla, ci tornerà utile se riconsidereremo quella determinata postazione.



Dopo aver individuato il punto esatto si pasturi con precisione attorno al segnalino e vi si lanci  successivamente il terminale.
A questo punto, la nostra canna è regolarmente posizionata sul pod con la lenza perfettamente in tensione, non ci resta altro che annodare attorno al nailon ,o alla treccia, un pezzettino di filo colorato fluorescente “ magic marker” appena davanti al segnalatore acustico,questo ci permetterà successivamente di determinare l’esatta distanza a cui effettuare i lanci seguenti. Completata l’operazione si recuperi il galleggiante e si proceda allo stesso modo per posizionare un’altra canna. Per avere poi la giusta direzione di lancio è conveniente prendere dei riferimenti visivi sulla riva opposta, la combinazione di questa semplice accortezza , con l’uso del magic marker ci permetterà di essere sufficientemente precisi e di pescare nel punto esatto, li dove andranno le carpe attirate dalla nostra pasturazione.

Basta il piombo
 Non sempre si è però nelle condizioni di poter effettuare le operazioni di misurazione della profondità  nel metodo descritto. La necessità di affrontare le acque correnti, maggiormente se di grossa portata e velocità, pregiudica l’uso del galleggiante che non potrebbe dare responsi veritieri alterato nella sua specifica funzione dal corso del fiume. Sicuramente la precisione nel conto della profondità  non sarà la stessa, ma in queste occasioni particolari  il ricorso alla semplice zavorra si dimostra una valida alternativa. Certamente riusciremo ad individuare i cambi di profondità, le buche presenti, la consistenza del fondo acquisendo tutte quelle informazioni utili a riconoscere un buon punto di pesca.
Il metodo è semplice ed immediato. Una volta agganciato il semplice piombo alla madre lenza, il peso potrà variare dai 150 ai 170 grammi, in presenza di forti correnti, effettuare il lancio e non appena il piombo tocca la superficie dell’acqua si blocchi il lancio e si inizi a contare scandendo i numeri come fossero secondi, questo sino a che  non si senta che il piombo abbia toccato il fondo. Questo segnale  vi sarà trasmesso lungo la madre lenza che voi avrete avuto l’accortezza di tenere sempre stretta tra le dita, ad ogni secondo corrisponderà circa un metro.


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