Tecnica

Piombo a perdere!

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 15/01/16

Nelle passate stagioni ho cominciato a rivedere alcune delle mie convinzioni riguardo alla scelta dei terminali arrivando a decisioni che forse non avrei immaginato qualche anno fa. Tutta la mia attività di pesca si è, infatti, sempre concentrata su una serie di terminali classici che mi hanno sempre garantito la massima affidabilità nei differenti ambienti di pesca ma, forse proprio perché la mia pesca si svolge sempre più di frequente in aree con presenza di pietre ed ostacoli sul fondo, talune soluzioni tecniche sono molto preferite ad altre che invece tendono a non essere più utilizzate. L’esempio è dato dall’helicopter rig che ho sempre sostenuto essere eccellente ed universale sia come qualità di presentazione dell’esca che, come tenuta ai grovigli nel lancio ma che, ha qualche problema in presenza di ostacoli. Ammetto quindi che da diverso tempo tendo a lasciare questa soluzione sul fondo della mia scatola cercando di fare tesoro delle esperienza (belle e brutte) avute in questi ultimi tempi. Al primo posto tra le esigenze che sento impellenti vi è certamente quella di non avere alcun impedimento da parte del terminal e durante la fase di combattimento soprattutto dal momento in cui, puntando ad essere molto selettivo, voglio avere la sicurezza di avere contatto diretto con la preda senza ostacoli. In altri articoli scrissi dell’elevato numero di carpe perse per causa del piombo il quale, incagliandosi anche solo per qualche istante, sugli ostacoli del fondo, aveva messo in condizione le carpe di forzare sull’amo liberandosene. Spesso, intere giornate di pesca sono andate in fumo per colpa di una carpa , l’unica, persa perché il maledetto piombo era andato a bloccarsi su una pietra o su un legno. In altre occasioni mi è capitato di perdere la preda per colpa dell’eccessivo peso della piombatura usata per vincere la forza della corrente e rivelatasi letale sin dalle prime fasi del combattimento poichè capace di far saltare via l’amo dalla presa. Da qui la scelta di andare verso sistemi semplici che mi possano liberare del piombo in tutte le situazioni di pesca in cui una legnaia, una serie di pietre oppure delle alghe fitte, possono provocare l’incaglio letale (per la mia cattura). Da qui nasce il concetto di “piombo a perdere” che vede alcuni piccoli accorgimenti tecnici che vorrei condividere in questo appuntamento Con questo non voglio assolutamente escludere l’impiego di altre soluzioni classiche del tipo Inline o, per l’appunto, l’helicopter ma, per le situazioni a cui mi riferisco o visto che i punti a favore di una soluzione “a perdere”, sono maggiori di quelli contro. Per cui la scelta è fatta.

 

Piombo a perdere.

La scelta di perdere il piombo, può non essere condivisa da molti ma, spesso appare inevitabile se non vogliamo rischiare qualche cosa di assai peggio, non solo per gli esiti della nostra pesca ma, per l’incolumità della carpa.  Speso infatti il piombo bloccato si può rivelare pericoloso nel caso in cui il terminale si strappi e rimanga libero sul fondale con il rischio che una carpa possa rimanerci vittima. Già questa mi sembra una risposta sufficiente per i critici di questa mia posizione. Certo, non è bello seminare piombi sul fondo ma, il rischio è minimo e si verifica (non sempre) solo nel caso di incaglio oppure durante il combattimento per cui, a meno che non si peschi in un laghetto a pagamento le catture non possono poi essere così numerose.

Tutto il discorso si basa attorno a piccoli accessori di plastica da tempo presenti e disponibili nei negozi di pesca e di facilissimo uso; i Carp Safety Clips usando uno dei tanti nomi che li descrivono nelle varie versioni. Fox, Korda, Nash, Tecnipeche offrono tutti delle ottime soluzioni basate su un design simile in cui un tubetto di silicone blocca il piccolo pezzo di plastica in cui è infalato il piombo. La tenuta del pezzo di silicone determina quando può bloccarsi il piombo e conforntando i vari modelli si notano piccole differenze sostanziali. Alcuni modelli ad esempio, tendono a liberare il piombo con grande facilità, spesso eccessiva per cui, richiedono un pezzo di silicone più stretto di quello che viene fornito in dotazione per evitare che il piombo possa volare via durante un semplice recupero o nel lancio. Una soluzione “di rinforzo” può essere data da un piccolo nodo di blocco di power gum o di nailon.

Una ulteriore soluzione che ha preso piede e che mi trova abbastanza favorevole è quella derll’uso di sassi presi direttamente dal fiume o lago n cui peschiamo ai quali viene collegata una fascetta o qualche giro di nastro adesivo oltre che un pezzo di PVA che aggiunga tenuta in caso di lancio. Ovvio che sto parlando di lanci cortissimi oppure, di posa dell’esca perché raramente useremo pietre prese dal fondo se avremo bisogno di essere precisi e lunghi nel lancio. 

 

Lunghezza del lead core.

Tanti appassionati mi hanno chiesto chiarimenti circa la lunghezza del lead core ovvero, quella soluzone tecnica che di fatto ha soppiantato da alcuni lutri i vecchi tubetti anti groviglio in PVC e che rappresenta una bella evoluzione nella preparazione dei terminali sebbene sia oramai assimilata dalla maggioranza dei carpisti.

Il lead core ha soppiantato completamente i tubetti anti tangle in pvc perché è più comodo da usare e se ne possono preparare molti a casa come scorta. Il lead core deve essere sempre più lungo del finale che stiamo usando e direi che una lunghezza minima di 50-60 cm è utile quando non sceglieremo di usare finali da un metro proprio perché sono presenti ostacoli. Il lead core aiuta la presentazione dell’esca, collabora con il piombo nella stabilità e nella resistenza all’abrasione.

Ovviamente questo accessorio dovrà essere preparato con due cappi di dimensioni differenti da una parte per il collegamento con la lenza madre/shock leader e dall’altra, per il collegamento con la girella del finale per cui ho preparato una piccola sequenza  utile come ripasso per tutti gli amici che si sono affacciati da poco al carpfishing. Proibito fare giunzioni alla lenza madre con  le girelle, sono brutte, anti estetiche  e fondamentalmente possono attentare alla sicurezza delle nostre carpe se dovessimo rompere il finale. Ottime ragioni per fare un bel cappio e collegarci alla lenza madre o allo shock leader con un “cappio su cappio”.

Una precauzione utile.

Alcuni dei safety clips attualmente disponibili , sono stati concepiti con la sicurezza della carpa come obbiettivo primario e pertanto, tendono a perdere il piombo anche in fasi in cui sarebbe meglio ciò non accadesse. In particolare questo avviene nel lancio, nell’istante dell’impatto e con clip sottoposti a lungo impiego. La piccola chiusura in plastica tende infatti a allentarsi facilitando la fuoriuscita del piombo. Per evitare perdite indesiderate consiglio un blocco in PVA al fine di garantire la massima tenuta in queste fasi in cui tutta la potenza del lancio si scarica su un piccolo pezzo di plastica. Avremo allora la certezza di lanci lunghi e l’efficacia del carp safety clip sempre a portata di mano. Non credo che questo piccolo accorgimento richieda ulteriori spiegazioni visto che, il nodo in PVA che blocca il piombo al safety clip, si scioglierà dopo pochi minuti dal contatto con l’acqua lasciando il nostro terminbale “piombo a perdere”, in piena efficienza.

 Pescare negli ostacoli.

Due brevi note per concludere visto che questo argomento richiede una lunga trattazione,  data la sua delicatezza. Se siamo carpisti alle prime armi e non abbiamo attrezzature adeguate come  canne potenti, intrecciati da almeno 245 libbre e certezza dei nodi che facciamo, lasciamo perdere la pesca negli ostacoli perché faremo danni gravi alla popolazione di carpe. Basta poco, troppo poco per commettere quell’errore che fa intanare la carpa causandone la perdita. E non possiamo accettare che una nostra distrazione ci faccia perdere una carpa, magari di grande taglia e sopravvissuta a mille pericoli che rimane impigliata  rischiando la pelle per nulla.


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