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Piemonte contiene gli alloctoni??

Di roberto pubblicato il 18/07/17

Siluro e aspio sono in cima alla lista delle specie indesiderate che la regione Piemonte intende eradicare dalle acque pubbliche.

Sono attese nei prossimi mesi le iniziative che il Piemonte intende adottare per contenere il proliferare di specie alloctone, in primis il siluro e l’aspio, nei fiumi e nei laghi regionali.

Il tutto prende avvio dalla decisione assunta dal Consiglio regionale piemontese con l’adozione del ‘Piano regionale per la tutela e la conservazione degli ambienti e della fauna acquatica e l’esercizio della pesca’ (Deliberazione del Consiglio regionale del Piemonte consultabile cliccando qui). Il piano contiene naturalmente le strategie che la regione Piemonte intende seguire per garantire il futuro dei suoi ecosistemi acquatici e per tutelare le specie ittiche ivi presenti, con particolare attenzione al tema della tutela della biodiversità.

In base ai dati raccolti e agli studi effettuati dai biologi regionali, desta particolare allarme la veloce e consistente proliferazione dei siluri e degli aspi; a pagina 42 del ‘Piano regionale per la tutela e la conservazione degli ambienti e della fauna acquatica e l’esercizio della pesca’ si può infatti leggere: “Le specie le cui popolazioni sono considerabili come potenzialmente pericolose o molto pericolose, visti gli esiti di introduzioni effettuate in realtà territoriali simili a quelle di gran parte del reticolo idrografico piemontese, sono soprattutto il siluro (Silurus glanis) e l’aspio (Aspius aspius), due super predatori di derivazione danubiana introdotti in epoche diverse nel bacino del Po e diffusisi con allarmante rapidità in gran parte dell’asta fluviale del fiume nella regione Piemonte ed in alcuni affluenti”.

Le proposte per contenere la diffusione di siluri e aspi sono chiaramente specificate nella medesima pagina del documento citato: “Per il controllo delle popolazioni di specie alloctone particolarmente invasive le indicazioni gestionali vertono da un lato sui piani di contenimento da effettuare mediante catture selettive con metodi quali elettropesca e/o utilizzo di reti e nasse e mediante incentivazione dell’attività alieutica mirata al prelievo selettivo, dall’altro sul miglioramento ambientale teso a favorire, nella competizione interspecifica, specie locali meglio adatte a realtà territoriali integre o relativamente integre. […] Su queste due specie, ed in particolare sul siluro, vanno adottati, in tempi rapidi, meccanismi di controllo delle popolazioni mediante asportazioni di soggetti appartenenti a tutte le classi di età, senza limite numerico”.

Il piano per la pesca del Piemonte individua anche le possibili soluzioni per il successivo smaltimento degli alloctoni infestanti catturati: “I pesci alloctoni catturati possono essere gestiti in modo differente; si propongono almeno quattro alternative:

  • eliminazione delle carcasse mediante convenzioni con le municipalizzate che si occupano di rifiuti;
  • utilizzo ai fini alimentari;
  • utilizzo nella filiera della mangimistica;
  • attivazione di protocolli d’intesa con enti gestori della pesca dell’Europa dell’est o vendita ad allevatori dei pesci vivi e loro ricollocazione nei bacini di provenienza danubiana”.
http://www.italianfishingtv.it/piemonte-politiche-contro-gli-alloctoni/

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